Violenza domestica verso gli uomini (e le donne)

Simon

Spesso si parla di violenza domestica, e a questo argomento si associano subito le donne picchiate dai propri mariti, spesso scordando che, tra le vittime di questo tipo d’abuso, ci sono anche moltissimi uomini.

Infatti, uno studio del 1987 sul Journal of Interpersonal Violence [1] ha affermato che: “circa il 30% degli uomini e il 32% delle donne hanno riportato di aver impiegato qualche forma di aggressione fisica contro un attuale partner costante. Inoltre, il 49% degli uomini e il 26% delle donne hanno riferito di essere vittime di aggressioni fisiche dai loro attuali partner.”

Uno studio del 1988 sul Journal of Interpersonal Violence [2] “ha confrontato l’incidenza riportata tra i maschi e le femmine di dominanza-possessività, la pressione sessuale, e l’uso della forza fisica da parte di un partner per un campione di 130 studenti universitari sposati e 130 studenti universitari in relazioni. […] I maschi avevano la stessa probabilità delle femmine di riferire che il partner intraprendesse questi comportamenti, e questo si applicava sia agli studenti sposati che a quelli in una relazione”.

Uno studio del 1989 sulla violenza e pubblicato su Aggressive Behavior [3], ha affermato:
“Un’alta incidenza di qualche forma di violenza è stata trovata, con donne che mostrano livelli più elevati rispetto agli uomini, replicando così precedenti conclusioni degli Stati Uniti basati sui report delle vittime.”

Uno studio del 1990 sulla rivista “Gender & Society” [4] afferma:
“Gran parte della violenza tra partner sposati si è verificata nelle coppie in cui entrambi i partner sono stati riportati come autori, e le donne così come gli uomini commettevano atti di violenza nelle coppie sposate”.

Uno studio del 1996 su “Aggressive Behavior” [5], ha riscontrato, su di un campione 1978 uomini e donne eterosessuali, che mentre gli uomini erano vittime di violenza nel 18% dei casi prendendo in considerazione tutte le relazioni e nell’11% nell’attuale relazione, le donne erano vittime di violenza nel 13% prendendo in considerazione tutte le relazioni e nel 5% nell’attuale relazione. Inoltre gli stessi dati hanno affermato che, prendendo in considerazione tutte le relazioni, il 10% degli uomini e l’11% delle donne avevano inflitto violenza al proprio partner.

Uno studio del 2001 sul Journal of Human Behavior in the Social Environment  [6] afferma:
“La violenza domestica, come ogni violenza, è un problema umano. Non è meramente una questione di genere. Classificare la violenza coniugale e sul partner come un problema delle donne, piuttosto che come un problema umano, è erroneo. Nelle relazioni domestiche, le donne sono inclini quanto gli uomini a essere coinvolte in atti fisicamente abusivi.”
“Questi risultati sono stati, e sono, sorprendenti per gli osservatori casuali del fenomeno della violenza domestica. Questo perché le persone hanno difficoltà con il concetto di donne che infliggono ferite agli uomini perché gli uomini, in media, sono più grandi, più forti e più abili a combattere. Ma la dimensione e la forza dell’uomo medio vengono neutralizzate da pistole e coltelli, acqua bollente, attizzatoi per il camino, mattoni, e mazze da baseball. Molti non riescono a rendersi conto che le aggressioni domestiche non comportano correttezza pugilistica, o a considerare che gli attacchi si possono verificare quando i maschi sono addormentati, o incapacitati dall’alcol, dall’età o dalle infermità (McNeely & Mann, 1990). Forse ancora più sorprendente è che i giovani mariti non sono risparmiati dalla vittimizzazione. I militari nel loro combattimento per primi sono non di rado accoltellati o sparati in episodi non provocati di violenza (Ansberry, 1988).”
“Le politiche governative unilaterali che finanziano risorse per sole donne, basate sul presupposto che le donne raramente, o mai, sono impegnate come autori di violenza domestica, sono la chiave del problema.”

Uno studio del 2001 [7] afferma che “i risultati hanno indicato somiglianza tra i generi […] nella prevalenza di aggressione frequente […] Inoltre, tale aggressione era probabilmente bidirezionale nelle coppie […] i tassi di ferite e paura per le donne non erano significativamente superiori a quelli per gli uomini.”

Uno studio del 2002 sulla rivista scientifica “Trauma, Violence & Abuse” [8] afferma:
“Maschi e femmine commettono violenza ad approssimativamente la stessa percentuale dentro le loro relazioni […], e la violenza perpetrata da femmine non può essere sempre scartata come auto-difesa. In uno studio […], sia maschi che femmine avevano uguale probabilità di tirare il primo colpo in caso di abuso coniugale. Inoltre, diversi studi hanno mostrato che approssimativamente nel 25% delle relazioni, il maschio è il solo perpetratore di violenza; approssimativamente nel 25% delle relazioni, la femmina è la sola perpetratrice di violenza; e approssimativamente nel 50% delle relazioni, la violenza è reciproca”.

Un articolo scientifico del 2003 apparso su “Aggression and Violent Behavior” [9] afferma, portando a sostegno diversi studi:
“Queste prove sono discusse e interpretate nel contesto delle rappresentazioni sociali e delle immagini stereotipate di maschi e femmine per dimostrare che la “sindrome del marito maltrattato” è una realtà ed è paragonabile allo scenario della moglie maltrattata. […] Si è concluso che la polemica accademica sia non necessaria e controproducente”.

Uno studio del 2004 sul Journal of Family Violence [10] che compara la gravità delle lesioni nei casi maschili e femminili di violenza domestica, facendo notare come le donne usino maggiormente armi ed oggetti negli episodi di abusi sul partner e che ciò conduca a procurare ferite al proprio compagno altrettanto gravi di quelle fatte da uomini violenti verso le loro compagne, afferma:
“Contrariamente alla nostra ipotesi, non c’era differenza nella percentuale di donne e uomini che avevano inflitto livelli di lesione da grave a estremo ai loro partner (vedi Tabella II). Queste lesioni, che richiedevano attenzione medica, includevano contusioni, ossa rotte e ferite da coltello […] Così, quando le donne infliggevano lesioni gravi ai loro partner, nella maggior parte dei casi usavano un’arma o un oggetto. Al contrario, gli uomini che infliggevano questo stesso grado di lesione erano più propensi ad usare i loro soli corpi per assalire le loro vittime”.

Uno studio del 2004 sul Journal of Family Violence [11] afferma:
“Nonostante le idee sbagliate diffuse che tendono a minimizzare gli abusi femminili, l’esame di questi documenti del tribunale mostra che gli imputati maschili e femminili, che sono stati oggetto di una denuncia nei casi di relazioni domestiche, mentre a volte esibendo diverse tendenze aggressive, misuravano circa ugualmente in termini di livello complessivo di aggressione psicologica e fisica.”

Una review del 2004 su Review of General Psychology [12] afferma:
“L’aggressione diretta, soprattutto fisica, era molto comune nei maschi e nelle femmine di tutte le età del campione, era coerente tra le culture, e si verificava fin dalla prima infanzia, mostrando un picco tra i 20 e i 30 anni. La rabbia non ha mostrato differenze tra i sessi.”

Uno studio del 2005 sulla rivista peer-reviewed “Violence and Victims” [13] ha trovato che tra gli studenti universitari, uomini e donne erano ugualmente autori di violenza sul partner (IPV). L’unica differenza era che le donne avevano il doppio di possibilità di usare violenza grave verso i loro partner (15,11 vs 7,41%).

Un articolo del 2005 su Aggression and Violent Behavior [14] riferisce che, mentre gli uomini usano di più “la violenza fisica diretta” delle donne a causa della forza corporea superiore, le donne “usano armi più spesso degli uomini per generare un vantaggio”. Inoltre la teoria che la violenza domestica sia unicamente da parte degli uomini verso le donne “è criticamente rivista alla luce dei dati provenienti da numerosi studi che riportano livelli di violenza da parte di autori di sesso femminile superiori a quelli riportati per i maschi, in particolare nei campioni di età più giovani”. “Gli studi sono inoltre recensiti indicando alti livelli di violenza intima unilaterale da parte di femmine a maschi e femmine. I maschi sembrano riportare la propria vittimizzazione meno di quanto fanno le femmine e a non vedere la violenza femminile contro di loro come un crimine. Di conseguenza, sotto-riportano differentemente l’essere vittime di partner in indagini sulle vittime della criminalità.”

Un paper del 2006 apparso su Family Court Review [15] che affronta il tema della violenza domestica nelle coppie dello stesso sesso, afferma che i risultati suggeriscano che “la violenza domestica sia un abuso di potere che può accadere in qualsiasi tipo di rapporto intimo, indipendentemente dal genere o dall’orientamento sessuale”.

Dutton e Corvo, su Aggression and Violent Behavior nel 2006 [16], scrivono che:
“La violenza del partner intimo (IPV) continua ad essere un problema sociale negli Stati Uniti. Purtroppo, la legislazione volta a risolvere il problema è stata basata su modelli di IPV che non sono empiricamente supportati. […] Hanno, in effetti, rimosso dagli interventi una psicologia dell’abusivismo e l’hanno sostituita con un modello politico di genere. In contrasto a questo modello, la ricerca di diversi studi di gruppi di pari longitudinali mostra che una propensione per l’IPV è prevedibile in entrambi i generi durante l’adolescenza. Eppure il trattamento o la prevenzione di fattori di rischio psicologico sono sia trascurati che negativamente legiferati. Questo articolo esamina il modello di intervento della giustizia penale prevalente, prevede esempi di come il paradigma che sostiene questo modello distorca l’interpretazione della ricerca e confronta questa ricerca difettosa con studi metodologicamente superiori suggerendo un approccio diverso e potenzialmente più efficace.”

Un articolo neozelandese del 2007 su Basic and Applied Social Psychology [17] riferisce:
“Questo studio ha esaminato l’equivalenza della violenza intima sul partner (IPV) maschile e femminile attraverso tre campioni della popolazione neozelandese (studenti, generale e incarcerati). Inoltre, abbiamo confrontato gli atteggiamenti delle vittime e dei carnefici. I risultati hanno rivelato che, sebbene il campione degli incarcerati abbia sperimentato una maggiore frequenza di violenza, la natura dell’IPV era simile tra i campioni. Ancora più importante, i nostri risultati hanno mostrato simmetria di genere in IPV con maschi e IPV femminili essendo simili in frequenza, gravità e lesioni. C’era, però, qualche variazione nel tipo di atti abusi fisici perpetrati in funzione del genere. Inoltre, le vittime e gli autori hanno segnalato atteggiamenti e comportamenti che li differenziavano dai partecipanti senza storia di violenze fisiche simili. Queste comunicazioni includevano l’essere più ostile, possedere credenze tradizionali di genere, e la mancanza delle capacità di gestione della comunicazione e della rabbia. Un ripensamento del nostro modo di vedere l’IPV si raccomanda alla luce di questi risultati.”

Secondo uno studio del 2007 sull’International Journal of Men’s Health [18] la violenza domestica femminile è frequente come quella maschile ed è “altrettanto grave e ha più o meno le stesse conseguenze per i maschi come per le femmine”

Uno studio del 2007 dell’American Journal of Public Health [19] rivela che il 23% delle relazioni sono violente, che di queste il 49,7% è reciproco e il 50,3% è non reciproco, e che di quelle non reciproche il 70,7% delle volte la violenza è perpetrata da donne mentre solo nel 29,3% da uomini.

Le analisi dei dati provenienti da 32 nazioni nell’International Dating Violence Study hanno trovato uguali tassi di perpetrazione tra uomini e donne, oltre ad una dominanza di violenza reciproca in tutti e 32 i campioni, incluse le nazioni non occidentali. In aggiunta, i dati provenienti da quello studio mostrano che, all’interno di una relazione di coppia, il dominio e il controllo da parte delle donne si verifica tanto spesso quanto da parte degli uomini e sono fortemente associati alla perpetrazione di violenza sul partner sia dalle donne che dagli uomini [20].

Un ulteriore studio internazionale del 2008 sul Journal of Midwifery & Women’s Health [21], con un campione di 16 000 studenti universitari provenienti da 22 siti in 21 Paesi, ha trovato che:
“Studenti maschi e femmine erano notevolmente simili nella proporzione di coloro che avevano aggredito fisicamente un partner o riferito di essere vittime di coercizione sessuale”.

Uno studio russo del 2008 pubblicato sul Journal of Interpersonal Violence [22] afferma:
“Utilizzando un campione di 338 studenti universitari (54% femmine) provenienti da tre siti universitari russi, vengono esaminati quattro diversi tipi di violenza del partner: aggressioni fisiche, lesioni fisiche, coercizione sessuale e aggressione psicologica. Alti livelli di prevalenza sono stati trovati per tutti i tipi di violenza, aggressione e coercizione. Coerentemente con la ricerca precedente, studenti maschi e femmine avevano circa la stessa probabilità di essere vittime e perpetratori”.

Uno studio del 2009 su “Evolution and Human Behavior” [23] afferma:
“Abbiamo trovato, contrariamente ad alcune precedenti ipotesi evolutive, che uomini e donne mostravano simili gradi di comportamenti di controllo, e che questo prediceva aggressione fisica ai partner in entrambi i sessi”. “Nel complesso, il comportamento di controllo non differiva tra i sessi ed è stato associato con l’aggressione fisica in entrambi i sessi”.

Uno studio del 2010 su “Violence and Victims” [24] “ha cercato di esaminare le motivazioni per l’aggressione fisica tra gli studenti universitari maschi e femmine usando una misura di autovalutazione dell’aggressione per auto-difesa progettata specificamente per lo studio”. I risultati hanno mostrato che, contrariamente alle aspettative degli autori, “le femmine non erano più propense ad usare l’aggressione per auto-difesa”.

Uno studio del 2010 [25] afferma:
“Il paradigma di genere è l’opinione che la maggior parte della violenza domestica (DV) sia perpetrata da maschi contro femmine (e bambini) al fine di mantenere il patriarcato. Basata sulla sociologia funzionalista, è stata la prospettiva prominente sulla DV in Nord America e in Europa occidentale, influenzando la politica di giustizia penale per la DV, la comprensione giuridica della DV, la disposizione giuridica dei perpetratori di DV a gruppi psicoeducativi, e le decisioni di affidamento. L’evidenza della ricerca contraddice ogni importante principio di questo sistema di credenze: la DV femminile è più frequente della DV maschile, anche nei confronti di partner non-violenti, non vi è alcuna relazione globale di controllo per la DV, e i perpetratori di abusi che usano la violenza del partner intimo (IPV) per motivi strumentali e coercitivi sono sia maschi che femmine. La ricerca che supporta il paradigma di genere è tipicamente basata su campioni auto-selezionati (vittime da rifugi di donne e uomini appartenenti a gruppi su incarico del tribunale) e poi impropriamente generalizzati alle popolazioni della comunità. Il paradigma di genere è un sistema chiuso, che non risponde ai grandi insiemi di dati di disconferma, e prende una posizione antiscientifica coerente con una setta. In questo articolo, ho confrontato le risposte di questa setta di genere con altre sette e l’ho contrasto con una risposta scientifica ai dati contraddittori.”
Nel testo si legge:
“Si presenta come una sorpresa, quindi, trovare che l’uso maschile di grave violenza nei confronti di donne nonviolente (percosse verso la moglie) è riportato da solo il 5,7% di un campione nazionale di tutte le coppie sposate che segnalano ogni tipo di violenza (Stets & Straus, 1992), e che le percosse verso il marito (atti di grave violenza femminile contro mariti nonviolenti) è riportato dal 9,6% di queste coppie sposate.”
“Indagini nazionali statunitensi ritengono che la violenza reciproca, abbinata per livello di gravità, sia la forma più comune di IPV (Stets & Straus, 1992. Whittaker et al, 2007), e che la IPV femminile contro un maschio nonviolento (percosse verso il marito) è 2.5 volte più comune delle percosse verso la moglie.”
“Le donne usano la violenza, anche le forme più gravi, almeno tanto quanto gli uomini e la usano contro gli uomini non-violenti (Stets & Straus, 1989, 1992) e contro i bambini (Gaudioisi, 2006; Trocme et al., 2001).”
“Sono stati trovati tassi equivalenti di grave abuso strumentale (abuso effettuato per controllare il coniuge), con l’8% delle donne e il 7% degli uomini che riportavano vittimizzazione negli ultimi cinque anni.”
“Equivalenti lesioni, uso di servizi medici, e paura dell’abusante sono stati scoperti nei casi in cui l’autore ha utilizzato ripetuti abusi strumentali o terrorismo intimo (Laroche 2005, tabella 8), indipendentemente dal genere del perpetratore e della vittima. Degli uomini, il 65% ha riferito di essere stato ferito (rispetto al 67% delle vittime di sesso femminile).”
“Più donne che uomini hanno riportato di perpetrare violenza, e gli uomini hanno riferito di essere vittime di violenza grave più delle donne, che dicono gli autori può” sfidare le ipotesi sulla vittimizzazione delle donne nella relazione” (p. 781).”
“Quando alle donne in un campione preso da un rifugio è stato chiesto da questi autori circa il loro uso della violenza, il 67% ha riferito di usare violenza grave contro i loro mariti”.

Una review del 2012 di 111 studi, pubblicata sulla rivista peer-reviewed “Partner Abuse” [26], ha calcolato che vi era una percentuale di circa il 24,8% di perpetrazione di violenza nelle coppie, e che la violenza domestica era commessa leggermente più dalle donne che dagli uomini, infatti 1 donna su 4 (il 28,3%) risultava aver commesso atti di violenza sul partner e 1 uomo su 5 (il 21,6%) aveva commesso atti di violenza sulla partner.

Una revisione sistematica del 2012 su Partner Abuse [27] ha trovato che “la violenza bidirezionale era comune a tutti i tipi di campione (popolazione basata sulla giustizia penale)”, suggerendo che il ruolo delle donne nelle relazioni violente è da considerare importante. Inoltre, vi erano tassi maggiori di violenza unidirezionale da parte delle donne verso gli uomini in quattro dei cinque tipi di campioni esaminati. Maggiori tassi di violenza unidirezionale da parte degli uomini sulle donne sono stati trovati solo in studi che si basavano sui rapporti della polizia o su campioni prelevati dai militari degli Stati Uniti.
Questo dato conferma dunque che gli uomini denunciano di meno alle forze dell’ordine gli abusi subiti rispetto alle donne.
Inoltre, non sono state trovate differenze sulla direzionalità dell’espressione di violenza sul partner tra i campioni di individui gay, lesbiche e bisessuali.

Uno studio del 2012 sul Journal of Interpersonal Violence [28] su 3740 coppie cinesi, arriva alla conclusione che:
“I risultati supportavano una simmetria di genere nella prevalenza di IPV auto-riferita nonché un moderato accordo interconiugale nelle autovalutazioni.”

Uno studio del 2012 sul Journal of Aggression, Conflict and Peace Research [29] afferma che il 53% delle vittime di violenza domestica sono uomini e che il 47% sono donne.

Uno studio del 2013 del Robert Koch Institute [30], parte del Ministero Federale della Salute tedesco, il DEGS1, ci dice che, nel totale complessivo della violenza fisica perpetrata, le vittime di violenza nei 12 mesi precedenti erano più uomini che donne, e che nella frequenza di chi fosse l’autore di violenza fisica non vi erano differenze significative tra i sessi. Per quanto riguarda la violenza domestica, lo stesso studio tedesco, preso un totale di 6mila persone, ha verificato che l’1,3% delle donne intervistate aveva usato violenza fisica contro il proprio partner, mentre la percentuale tra gli uomini era dello 0,3%; per quanto riguarda la violenza psicologica parliamo di un 3,8% femminile sul partner contro il 2,8% maschile.

Secondo un articolo del 2013 pubblicato sul Journal of Aggression, Conflict and Peace Research [31], sempre più dati “suggeriscono che l’IPV sia perpetrata pressoché equamente tra uomini e donne contro i loro partner […]”.

Uno studio del 2014 [32] afferma che le donne siano più aggressive fisicamente verso i loro partner di quanto lo siano gli uomini.

Uno studio del 2016 su 22 Paesi in Africa, nelle Americhe e in Asia, con un campione di 16.979 persone, ha trovato che:
– il 16,3% aveva riferito di aver sperimentato violenza domestica fisica o sessuale: il 15,4% tra gli uomini e il 17,2% tra le donne (una differenza non significativa);
– la violenza domestica fisica era stata sperimentata dall’11,3% degli uomini e dal 10,4% delle donne;
– la violenza domestica sessuale era stata sperimentata dal 9,3% degli uomini e dall’11.3 % delle donne (anch’essa una differenza non significativa) [33].

Martin Fiebert, in un articolo su Sexuality & Culture del 2014 [34], scrive:
“Questa bibliografia ragionata descrive 343 indagini accademiche (270 studi empirici e 73 review) dimostrando che le donne sono fisicamente aggressive come gli uomini (o di più) nei loro rapporti con i loro coniugi o partner di sesso opposto. La dimensione del campione globale negli studi esaminati supera le 440.850 persone”

In aggiunta, questi dati rappresentano solo parte del problema, moltissimi uomini non parlano assolutamente della violenza subita dal partner, e ancora oggi dire di essere stati picchiati da una donna è motivo di beffa da parte della gente. Non a caso, secondo uno studio del 2000 del Canadian Centre for Justice Statistics [35], solo il 15% delle violenze domestiche contro gli uomini viene riportato alla polizia, e la metà di queste non le riporta l’aggredito, ma terzi.

Se ciò non bastasse, uno studio del 2011 sul Journal of Family Violence [36] fa notare come non vi siano sufficienti aiuti agli uomini vittime di violenza domestica, ma che anzi vengono estromessi dai servizi antiviolenza o fatti passare per maltrattanti. Infatti sebbene il 43,7% delle vittime maschili si rivolge a centri antiviolenza e il 23,4% a linee antiviolenza, il paper fa vedere che il 78,3% dei centri antiviolenza, il 63,9% delle linee antiviolenza e il 42,9% delle risorse online rispondono loro di aiutare solo donne, il 63,9% dei centri antiviolenza, il 32,2% delle linee antiviolenza e il 18,9% delle risorse online li accusano di essere in realtà dei maltrattanti e infine il 25,4% delle linee antiviolenza e il 27,1% delle risorse online danno loro numeri che si rivelano essere per programmi di aiuto ai maltrattanti.

Note:

  1. [Arias, I.; Samios, M.; O’Leary, K. D. (1987), “Prevalence and correlates of physical aggression during courtship”, Journal of Interpersonal Violence 2: 82-90.]
  2. [Rouse, L. P., Breen, R., & Howell, M. (1988). Abuse in intimate relationships. A comparison of married and dating college students. Journal of Interpersonal Violence, 3, 414 – 429.]
  3. [Archer, J.; Ray, N. (1989), “Dating violence in the United Kingdom: a preliminary study”, Aggressive Behavior 15: 337-343.]
  4. [Brush, Lisa (1990). “Violent Acts and Injurious Outcomes in Married Couples: Methodological Issues in the National Survey of Families and Households.” Gender & Society 4(1): 56-67.]
  5. [Carrado, M., George, M.J., Loxam, E., Jones, L. and Templar, D. (1996), Aggression in British heterosexual relationships: A descriptive analysis. Aggr. Behav., 22: 401–415.]
  6. [McNeely RL, Cook PW, Torres JB. Is domestic violence a gender issue, or a human issue? Journal of Human Behavior in the Social Environment. 2001;4:227–251.]
  7. [Capaldi DM, Owen LD. Physical aggression in a community sample of at-risk young couples: gender comparisons for high frequency, injury, and fear. J Fam Psychol. 2001 Sep;15(3):425-40.]
  8. [Hines, D. A., & Saudino, K. J. (2002). Intergenerational transmission of intimate partner violence: A behavioral genetic perspective. Trauma, Violence, and Abuse, 3, 210−225.]
  9. [M.J. George. Invisible touch. Aggression and Violent Behavior 8 (2003) 23-60.]
  10. [Busch, A. L., and Rosenberg, M. S. (2004). Comparing women and men arrested for domestic violence: A preliminary report. Journal of Family Violence, 19(1), 49-57.]
  11. [Basile, S. (2004), “Comparison of abuse by same and opposite-gender litigants as cited in requests for abuse prevention orders”, Journal of Family Violence 19: 59-68]
  12. [Archer J (2004). Sex differences in aggression in real-world settings: A meta-analytic review. Rev Gen Psychol 4: 291–322.]
  13. [Cercone JJ, Beach SRH, Arias I. Gender symmetry in dating intimate partner violence: does similar behavior imply similar constructs? Violence Vict. 2005;20(2):207–218.]
  14. [Donald G. Dutton, Tonia L. Nicholls. The gender paradigm in domestic violence research and theory: Part 1—The conflict of theory and data. Aggression and Violent Behavior 10 (2005) 680 – 714.]
  15. [Rohrbaugh, J. B. (2006). Domestic violence in same-gender relationships. Family Court Review, 44(2), 287-299.]
  16. [Donald G. Dutton, Kenneth Corvo. Transforming a flawed policy: A call to revive psychology and science in domestic violence research and practice. Aggression and Violent Behavior 11 (2006) 457–483.]
  17. [Robertson K, Murachver T. (2007). It Takes Two to Tangle: Gender Symmetry in Intimate Partner Violence. Basic and Applied Social Psychology, 29, 109-118.]
  18. [Dutton, Donald G. Female Intimate Partner Violence and Developmental Trajectories of Abusive Females. International Journal of Men’s Health;Spring2007, Vol. 6 Issue 1, p54.]
  19. [Whitaker DJ, Haileyesus T, Swahn M, Saltzman LS. Differences in frequency of violence and reported injury between relationships with reciprocal and nonreciprocal intimate partner violence. Am J Public Health. 2007 May;97(5):941-7. Epub 2007 Mar 29.]
  20. [Murray A. Straus. Dominance and symmetry in partner violence by male and female university students in 32 nations. Children and Youth Services Review Volume 30, Issue 3, March 2008, Pages 252–275.]
  21. [Chan KL, Straus MA, Brownridge DA, Tiwari A, Leung WC. Prevalence of dating partner violence and suicidal ideation among male and female university students worldwide. J Midwifery Womens Health. 2008 Nov-Dec;53(6):529-37.]
  22. [Lysova AV, Douglas EM. Intimate partner violence among male and female Russian university students. J Interpers Violence. 2008 Nov;23(11):1579-99.]
  23. [Graham-Kevan N, Archer J. Control tactics and partner violence in heterosexual relationships. Evolution and Human Behavior. 2009;30(6):445–452.]
  24. [Shorey RC, Meltzer C, Cornelius TL. Motivations for self-defensive aggression in dating relationships. Violence Vict. 2010;25(5):662-76.]
  25. [D.G. Dutton (2010). The Gender Paradigm and the Architecture of Anti-science. Partner Abuse, 1(1), 5-25.]
  26. [Desmarais SL, Reeves KA, Nicholls TL, Telford RP, Fiebert MS. Prevalence of physical violence in intimate relationships, part 2: rates of male and female perpetration. Partner Abuse 2012;3:170–98.]
  27. [Jennifer Langhinrichsen-Rohling, Tiffany A. Misra, Candice Selwyn, Martin L. Rohling. (2012). Rates of Bidirectional Versus Unidirectional Intimate Partner Violence Across Samples, Sexual Orientations, and Race/Ethnicities: A Comprehensive Review. Partner Abuse, 3(2), 199-230.]
  28. [Chan KL. Gender symmetry in the self-reporting of intimate partner violence. J Interpers Violence. 2012 Jan;27(2):263-86.]
  29. [Bert H. Hoff, (2012) “US National Survey: more men than women victims of intimate partner violence”, Journal of Aggression, Conflict and Peace Research, Vol. 4 Iss: 3, pp.155 – 163]
  30. [Schlack R, Rüdel J, Karger A, Hölling H. Physical and psychological violence perpetration and violent victimisation in the German adult population: results of the German Health Interview and Examination Survey for Adults (DEGS1). Bundesgesundheitsblatt Gesundheitsforschung Gesundheitsschutz. 2013 May;56(5-6):755-64.]
  31. [Koller, Jürgen. “The ecological fallacy” (Dutton 1994) revised. Journal of Aggression, Conflict and Peace Research 5.3 (2013): 156-166.]
  32. [Bates, E. A., Graham-Kevan, N. and Archer, J. (2014), Testing predictions from the male control theory of men’s partner violence. Aggr. Behav., 40: 42–55.]
  33. [Supa Pengpid, Karl Peltze. Intimate Partner Violence Victimization and Associated Factors among Male and Female University Students in 22 Countries in Africa, Asia and the Americas. Afr. J Reprod Health 2016; 20[1]: 29-39.]
  34. [Martin Fiebert. References Examining Assaults by Women on Their Spouses or Male Partners: An Updated Annotated Bibliography. Sexuality & Culture (2014) 18:405-467.]
  35. [Family Violence in Canada: A Statistical Profile (2000). Canadian Centre for Justice Statistics. – Statistics Canada, General Social Survey 1999.]
  36. [Douglas, E. M., Hines, D. A. The Helpseeking Experiences of Men Who Sustain Intimate Partner Violence: An Overlooked Population and Implications for Practice. Journal of Family Violence. Aug 2011; 26(6): 473–485.]
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