Le discriminazioni contro gli uomini in India

men india

In India non solo la magistratura ma anche le stesse leggi discriminano esplicitamente contro gli uomini.

Dagli anni ’80 in poi si è riusciti ad imporre leggi anti-uomo sfruttando la cultura locale secondo cui la donna deve essere difesa ad ogni costo dagli uomini, il cui ruolo di genere è celebrato nel “Giorno del Protettore”.

Anil Sharma  racconta:

«È un atteggiamento della cultura indiana. Recentemente ero in una lunga coda per comprare il biglietto. Dopo un’ora la coda quasi non si era mossa. Perché? Era nata una più piccola coda parallela: una coda di sole donne. I biglietti venivano dati prima a loro. I nostri bus hanno posti a sedere riservati alle donne: la prima metà. A volte una fila è riservata agli anziani, ed una ai disabili. Ma ogni bus ha posti riservati a donne. Io rispetto gli anziani. Ma ho visto giovani ragazze che fanno stare in piedi uomini anziani. Quando torno dal lavoro il retro del bus è sempre pieno, e la metà davanti quasi vuota. Per paura, gli uomini rimangono in piedi anche quando le sedie davanti sono vuote. Nella metrò di Delhi ci sono vagoni riservati alle donne. Darei volentieri il mio posto ad una donna anziana o incinta. Ma una giovane e sana?». [1]

La stampa descrive i metodi usati per imporre questo apartheid: uomini che provano a salire vengono aggrediti e picchiati a calci e pugni dalle passeggere [2], uno è stato buttato fuori da un treno in corsa [3].

Con la scusa di combattere la “dowry” (dote) furono implementate nel codice penale leggi sessiste, diverse per uomini e donne. Ad esempio la “Dowry death law” (art. 304B del codice penale): se una donna muore in maniera sospetta entro 7 anni dal matrimonio, il marito è condannato per omicidio a meno che non possa provare la propria innocenza.     La presunzione di colpevolezza contro gli uomini è così codificata:

“quando una persona è processata per violazioni di leggi sulla dowry, su di lui grava il peso di dimostrare che non ha commesso nessun reato” (art. 8A).

L’art. 498A recita:

il marito o un suo parente che commette crudeltà sulla moglie è punito con la galera fino a 3 anni” (viene specificato che crudeltà va inteso in senso ampio, ad esempio include la ‘violenza economica’).

Di fatto questa legge sessista può essere per estorcere enormi mantenimenti, sotto il ricatto di far arrestare il marito e la sua famiglia (i suoceri, i fratelli e le sorelle del marito…) con una semplice calunnia.  La calunnia, la falsa testimonianza non sono previste come reati.  L’85% degli uomini arrestati sono poi stati riconosciuti innocenti.  Tanti si sono suicidati o hanno perso i figli per questa legge [4].

Nel 2014 la Corte Suprema Indiana ha sentenziato che, visto l’ampio ricorso alla false accuse da parte di ex-mogli vendicative, prima di arrestare un uomo ed i suoi parenti la polizia dovrà vagliare le accuse [5].

Ma rimangono altre leggi sessiste.
In India, una donna ha diritto di ottenere il divorzio senza colpe del marito, che invece ha solo il diritto di chiedere il divorzio senza colpe della moglie, la quale può opporsi. Le proprietà dei mariti e le loro eredità vengono divise con la ex-moglie, che invece può conservare le sue proprietà.  Un uomo che commette adulterio finisce in carcere, nulla è previsto se lo fa una donna.

I bambini vengono quasi sempre affidati alle madri.

Gli aiuti alimentari di Stato alle famiglie che soffrono la fame vengono dati alla donna più anziana della famiglia, che può disporne come vuole.  Ad esempio, se convive con un anziano suocero, può lasciarlo morire di fame. 15mila contadini uomini si suicidano ogni anno [6].

Solo le donne possono fare denunce per “molestie sul posto di lavoro”, dove le leggi definiscono i termini in maniera da criminalizzare ogni cosa.
Il “posto di lavoro” è definito come “ogni posto visitato dall’impiegata”:  ad esempio il datore di lavoro è criminalizzato se una dipendente donna viene molestata mentre è sulla metropolitana per recarsi al lavoro o in altri posti al di fuori del controllo del datore di lavoro.

La definizione di molestie include: “minacce sul suo futuro stato lavorativo”: un datore di lavoro che rimprovera una fannullona dicendo che sta considerano di licenziarla viene accusato di molestie.

Le accuse vengono giudicate da un comitato presieduto da “una donna dedicata alla causa delle donne” (cioè una femminista, quindi non imparziale – e analizzando più avanti l’aspetto delle vittime maschili di stupro si capirà quanto non imparziale) avente come membri altre “due donne dedicate alla causa delle donne”. Queste persone vengono così investite di poteri pari a quelli dei giudici, anche se spesso non capiscono niente di legge. Queste persone hanno il potere di  levare agli uomini accusati lo stipendio frutto del loro lavoro e darlo alle accusatrici. Il nome dell’uomo accusato viene reso pubblico, il nome dell’accusatrice rimane segreto anche se l’accusa risulta essere falsa [7].

Gli uomini, anche in questo Paese, sono la maggioranza delle vittime di omicidio e di suicidio. Eppure, nessuno protesta.

Al contrario, vi sono stati linciaggi pubblici verso uomini accusati di violenza sessuale (spesso poi riconosciuti, a posteriori, come innocenti) in cui migliaia di persone li hanno uccisi e torturati, agendo da aguzzini e negando loro ogni diritto alla presunzione di innocenza.
Ad esempio il 5 marzo 2015 una folla di 7000-8000 persone assalta la prigione di Dimapur e tira fuori Syed Farid Khan, 35 anni, accusato di stupro, che viene spogliato, preso a calci, lapidato e poi impiccato mentre la gente lo riprende con il telefonino.
Il 6 marzo le telecamere dell’hotel dove sarebbe avvenuto lo stupro vengono esaminate e viene visto che la donna accompagna l’uomo sia all’entrata che all’uscita senza timore, anzi.
Il 7 marzo vengono esaminati i reperti medici, che dimostrano l’assenza di violenza.
Delle migliaia di manifestanti, sono stati arrestati solo 22.
Amnesty International India rilascia nello stesso periodo un comunicato in cui chiede che i colpevoli vengano presi [8].

A meno di 10 giorni di distanza, avviene un altro linciaggio, questa volta ad Agra. Un uomo accusato di aver fatto quello che qui chiameremmo “catcalling” (un approccio molesto) in stato di ubriachezza a una ragazza viene preso dal branco e picchiato a morte [9].
E’ questa la società che ci si auspica? Dove la tragedia segue ogni accusa senza processo? Dove non serve più un processo? Dove vige la legge del più forte? E se anche ci fosse stato un processo e una colpevolezza, è questa la pena che un’umanità che si definisce civile infligge?
Inoltre, in India lo stupro sugli uomini da parte di donne non è punito [10]. Nel 2013 è stato proposto un cambiamento della legge per includere le vittime maschili, ma i gruppi femministi hanno insorto e si è tornati ad escludere nuovamente gli uomini stuprati.

Allo stato attuale, quindi, gli statuti relativi ai reati sessuali, Sezione 375 e 376, non riconoscono i maschi come potenziali vittime. Il Criminal Law Amendment Bill 2012 avrebbe permesso alle vittime di sesso maschile di essere riconosciute, tuttavia, come abbiamo visto, è stato respinto. Se ciò non bastasse, fino al passaggio del Protection of Children Against Sexual Offences Bill, 2011, i bambini maschi non erano riconosciuti come vittime di violenza sessuale o stupro. Tutti i reati contro di loro erano gestiti ai sensi della Sezione 377, che condanna l’omosessualità e quindi non si applicava ai minori vittime di donne. E’ una vergogna doversi appigliare a una legge omofoba per ottenere diritti a essere riconosciuti come vittime di stupro [11].
Anche in questo caso, le femministe hanno insorto, ma fortunatamente non sono riuscite a togliere diritti ai bambini.
La dichiarazione in proposito di Flavia Agnes, attivista femminista di Mumbai, al Times of India, è chiara: “Mi oppongo alla proposta di rendere le leggi sullo stupro neutre per il genere. Ci siamo opposte ad quando il governo ha reso le leggi sullo stupro sui bambini neutre per il genere” [12].

Anche il Protection of Women from Domestic Violence Act 2005 ha un bias a favore delle donne nell’ambito della violenza domestica.

La Sezione 509 invece è riferita a punire gesti, parole o atti che insultino il pudore di una donna. Anche qui, è totalmente assente il corrispettivo verso la protezione del pudore di un uomo.

La Sezione 497 del Codice Penale Indiano punisce solo l’uomo per adulterio con una donna sposata. Questo bias è stato fatto notare anche dalla Corte Suprema Indiana [13].

In India la schiavitù infantile affligge principalmente i bambini maschi, ma il problema non sembra importare ai mezzi d’informazione [14].

La Sezione 125 del Criminal Procedure Code, infine, punisce coloro che rifiutano di mantenere la moglie non in grado di mantenere sè stessa ma non il marito nelle stesse condizioni.

(Adattato da: http://it.avoiceformen.com/diritti-umani/discriminazioni-contro-gli-uomini-in-india/)

Note:

[1]  A. Sharma, A Voice For Men, 6/1/2013, “A passage from India”.

[2] La violenza è documentata da numerosi video, fra cui Video di India TV, “Men Beaten For Entering Ladies Coach On Metro”.

[3] The Times of India, 15/12/2010, “Constable ‘throw’ passenger out of moving train”.

[4] http://www.498a.org.

[5] The Independent, 4/7/2014, “Controversy as India’s highest court says anti dowry laws being misused by disgruntled wives”.

[6] DNA India, “Cabinet clears Ordinance to implement Food Security Bill”.

[7] Legge “Protection of Women Against Sexual Harassment at Work Place” bill.

[8] http://indianexpress.com/article/india/india-others/girls-in-school-college-uniforms-led-lynch-mob-says-dimapur-sp/

http://www.hindustantimes.com/india-news/anger-mounts-over-mob-lynching-of-man-unconfirmed-medical-reports-say-rape-ruled-out/article1-1323920.aspx

http://www.amnesty.org.in/show/news/nagaland-members-of-a-mob-who-lynched-an-undertrial-suspected-of-rape-must/

[9] http://ibnlive.in.com/news/agra-man-who-allegedly-got-drunk-harassed-girls-beaten-to-death-by-mob/533682-3-242.html

[10] Ayeshea Perera. Why a gender neutral anti-rape law isn’t anti-women. FirstPost (India), March 12 2013.

[11] Toy Soldiers, “A Sad Day For Male Rape Victims In India”, March 6, 2013.

[12] http://timesofindia.indiatimes.com/india/Activists-oppose-making-rape-gender-neutral/articleshow/15049606.cms

[13] http://timesofindia.indiatimes.com/india/Adultery-law-biased-against-men-says-Supreme-Court/articleshow/10964790.cms

[14] https://quiensebeneficiadetuhombria.wordpress.com/2016/05/21/en-india-la-esclavitud-infantil-afecta-principalmente-a-los-ninos-varones/

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