Archivi del mese: luglio 2015

Debunking: DICONO sulla sentenza di Firenze, io DICO NO!

debunking

E’ bellissimo come si cerchi di modificare la realtà. Ecco un ulteriore debunking delle inesattezze che si stanno affermando sulla sentenza. Leggiamo e demoliamo punto per punto:

1) DICONO: “Si parla ovunque della vita intima e sessuale della ragazza, delle sue precedenti relazioni e avventure, del suo rapporto col sesso e si sentenzia che ha “Un approccio anomalo al sesso (pag. 12, punto 12)”. Si ritiene inoltre importante specificare che avesse gli slip rossi in almeno due passaggi.”

DICO NO:
In primis la questione degli slip è semplicemente un dettaglio derivante dai racconti che mostrava il clima euforico della situazione. Perchè mai avrebbero dovuto evitare di riportarlo se lo hanno detto? E’ un dettaglio come tanti altri, non è stato mica usato per legittimare il presunto stupro a seguito di un eventuale dissenso, piuttosto la sentenza fa notare in altri passaggi che tale dissenso non vi è stato.
L’approccio anomalo al sesso NON era LA VITA SESSUALE DELLA RAGAZZA, ma il fatto che la stessa vedeva il sesso come qualcosa di negativo di cui pentirsi, e ciò poteva portare a scaricarne la colpa su altri. Infatti la frase assume senso se posta nel contesto:
“Sottolineando dunque l’inattendibilità della persona offesa e le incongruenze del suo racconto che la stessa sentenza non nega, l’appellante valorizzava le dichiarazioni di costei sui rapporti sessuali occasionali precedentemente intrattenuti con *** e lo *** da lei descritti in dibattimento come sempre non voluti ma “successi” e poi “archiviati” come fatti negativi: dunque un approccio anomalo al sesso, non vissuto disinibitamente e gioiosamente come si potrebbe supporre per una ragazza emancipata ed estroversa, ma come qualcosa di irrisolto, di deviato”.

2a) DICONO: ““Anche se non sobria era presente a sé stessa”(pag. 19, punto 23) voglio vedere come l’hanno stabilito. La perizia tossicologica dice che lei, avendo bevuto sette shottini, poteva avere un tasso alcolemico intorno allo 0,8 . Mettiamo che fosse anche più basso, tra 0,5 e 0,8 (anche se io personalmente al terzo shottino sono KO), significa che lei aveva i seguenti sintomi: stato di ebbrezza, cambiamento di umore, nausea, sonnolenza, stato di eccitazione emotiva che comportano minor capacità di giudizio, riflessi rallentati e vomito.
Minor capacità di giudizio lo trovo molto significativo. Vuol dire che lei non si rendeva bene conto di cosa le succedeva. Non puoi dare il tuo assenso a qualcosa se non ti rendi bene conto di cosa sia la cosa che ti viene proposta.
Ma secondo il giudice era tuttavia presente a sé stessa perché non era caduta dal toro meccanico (pag. 12, punto 12), aveva fatto una telefonata e aveva risposto alla ragazza che le aveva offerto aiuto.
Ah ecco, ora sì che sono convinto che fosse lucida.”

DICO NO:
In primis i 7 shottini non producono 0,8 gr: la consulenza tossicologica aveva calcolato che anche 7 shottini assunti nel sangue non avrebbero dato una concentrazione di alcol maggiore di 1,07 gr, percentuale che all’uscita da Fortezza doveva essere diminuita a 0,8 gr. E’ diverso.
Per quanto riguarda i sintomi la consulenza tossicologica afferma quanto segue: “non rientrando in alcuna fascia di ubriachezza o di alterazione da alcol (i valori limite partono da 1 gr ed arrivano a 2,5 gr)”.
Ergo non era definibile ubriaca.
In secondo luogo mi chiedo come fai a non renderti conto neanche dove stai, a non riuscire a dire no (perchè la ragazza racconta di essere “rimasta in trance, “inerme”, “come un qualcosa in balia della corrente” (punto 22), il che gli avrebbe impedito di dire di no) ma di sostenerti su un toro meccanico. Cioè vogliamo dire che una persona riesce a fare una telefonata, mantenersi in equilibrio mentre viene sbattuta in tutte le direzioni da un toro meccanico ma non riesce a dire “no”?

2b) DICONO: “Secondo il buttafuori c’era un gruppo di ragazzi che accompagnavano a braccia la ragazza che non si reggeva in piedi. La toccavano e la palpeggiavano ovunque, mentre lei gli era apparsa ubriaca e arrendevole (pag. 6).”

DICO NO:
L’andamento della ragazza nel camminare sorretta non prova da solo lo stupro, anche perché alcuni testimoni riportavano la scena invertendo i ruoli. Infatti si dice:
“Passando alla configurazione dell’abuso e dell’induzione l’appellante ribadiva che i 4 shottini assunti circa due ore prima in Fortezza concludevano la fase di assunzione da alcool in un momento ben precedente all’uscita dalla stessa, e l’andamento della *** nel camminare soretta non poteva da solo corroborare l’ipotesi accusatoria ed anzi la teste *** (per esempio) descriveva la scena invertendo le posizioni, con i ragazzi con le braccia appoggiate alle spalle di lei e non il contrario. Mancava per l’appellante qualsiasi accertamento da parte del Tribunale dell’eventuale sfruttamento e strumentalizzazione delle condizioni di inferiorità della vittima, se effettivamente presenti e comunque apprezzabili e visibili per gli stessi soggetti agenti, che avevano bevuto quanto lei.”

2c) DICONO: “Secondo il buttafuori c’era un gruppo di ragazzi che accompagnavano a braccia la ragazza che non si reggeva in piedi. La toccavano e la palpeggiavano ovunque, mentre lei gli era apparsa ubriaca e arrendevole (pag. 6).
Poi c’è la famosa testimonianza della ragazza che le ha offerto aiuto, perché ha intuito la situazione.
Non ci crederete, ma sono stati ritenuti entrambi non attendibili. Il primo perché secondo il giudice si è fatto condizionare dai comprensibili sensi di colpa di non essere intervenuto e dalle notizie di stampa dei giorni successivi (pag. 12, punto 12)).”

DICO NO:
In realtà il punto 12 dice che la ragazza era proprio uno dei testimoni che vanno contro la versione dell’accusatrice, e infatti quest’ultima era ritenuta ben più attendibile e non era “inquinata” da elementi esterni. Leggiamo dunque:
“Del resto eloquente era stata la risposta secca della *** all’intervento della ***, alla quale si era dichiarata subito come ex lesbica ed attualmente etero, con una chiara allusione al sesso”
Per quanto riguarda i buttafuori (e il fatto che si parli dei buttafuori come un’unica persona ci fa capire la superficialità dell’analisi della sentenza), si legge che “avevano avuto solo una impressione veloce rispetto alle quattro ore trascorse in Fortezza” e adesso sì che si può inserire la questione del condizionamento derivante dalle notizie di stampa, infatti premessa l’inattendibilità, la loro testimonianza poteva essere inquadrata come un senso di colpa per non aver agito verso quello che avranno sentito definirsi uno stupro.
Inoltre le stesse testimonianze erano già citate nel punto 11, dove si dice: “Quanto alle testimonianze di *** e *** identiche- a conferma del condizionamento reciproco- comunque essi riferivano impressioni e di non saper giudicare se la ragazza fosse ubriaca.”
Inoltre lei stessa era riuscita a reggersi in piedi in un momento più vicino all’assunzione dell’alcol, vale a dire durante il toro meccanico.
Infine il punto 17 demolisce ulteriormente la credibilità di queste testimonianze, infatti leggiamo: “Infine l’appellante *** evidenziando come la valutazione frazionata dalla credibilità della parte offesa fosse stata dal Tribunale valorizzata attraverso i soli riscontri esterni dei testi ****** ne illuminava la illogicità anche giuridica, atteso che tali testi avevano avuto una visione molto fugace della ragazza”.

2d) DICONO: “Invece sono state ritenute attendibili le testimonianze a favore degli imputati tipo quella di una AMICA dei ragazzi, che per questo non era inquinata da elementi esterni (pag. 12, punto 12). Scusa come fai a dire davvero che una cara amica degli imputati è più oggettiva del buttafuori della Fortezza?? Semmai sarà il contrario!”

DICO NO:
Questa è comica, infatti la ragazza citata prima è la stessa citata ora. Prima la citavano a loro favore, adesso a loro sfavore! Ma la gente che commenta ha letto la sentenza o s’è bevuta un tè?

3a) DICONO: “Hanno distrutto la sua attendibilità dicendo che ha mentito 29 volte. In realtà leggendole si apprende che alcune sono ripetizioni e la gran parte sono dettagli di poco conto sui quali si può ricordare male (aveva bevuto) o confondersi, tipo i tacchi invece degli stivali o cose del genere. Solo 2 sono rilevanti, il fatto che uno è riuscito a dimostrare che non fosse nella macchina e il fatto che è stata riaccompagnata alla bicicletta, non c’è tornata da sola. Una terza lascia il tempo che trova, il fatto che sia andata in gita nei giorni successivi allo stupro, per timore di incontrare gli aggressori, a detta sua, quando sapeva invece benissimo che erano già agli arresti.”

DICO NO:
Il fatto che il luogo non fosse quello, che avesse citato un regalo mai esistito ma che fosse rimasta con il gruppo comunque, il fatto che manchino tracce di sperma, il fatto che avesse detto alla corte di non aver parlato con una testimone ma di aver riferito ad altre due persone di averci parlato, il fatto di aver accusato un ragazzo che non c’era, la mancanza di certificazioni sulle modalità violente con cui sarebbe – a suo dire – stata presa in macchina, il non riuscire a reggere l’alcol quando l’ex fidanzato e altre due persone invece affermavano il contrario, l’essere stata indotta a bere, smentita da testimoni, il fatto di aver detto di voler andare verso la bicicletta all’uscita della Fortezza ed invece di essere stata trascinata dalla parte opposta, mentre invece a una persona aveva risposto che i ragazzi la stavano accompagnando alla bicicletta, quando in quel frangente avrebbe potuto chiedere aiuto anche ad alta gente che stava defluendo dalla Fortezza, il fatto che dopo i primi 2 shottini aveva perso il controllo al punto da non opporre resistenza a un rapporto sessuale in bagno quando subito dopo andò sul toro meccanico, di aver detto che fosse scappata con i vestiti strappati quando non era vero, di aver detto di essere stata registrata e fotografata quando non c’erano tracce sui telefonini, di aver detto di essere fuggita (ma non era ubriaca al punto da non reggersi?), di essere fuggita dall’auto dopo essersi rivestita quando tale luogo era distante diversi chilometri dal parcheggio della sua bici, di essere tornata a piedi a tale parcheggio, di non esservi stata riaccompagnata in auto dagli imputati e di aver ottenuto la correzione in tal senso del referto medico del Pronto Soccorso quando ciò non era vero, di aver avuto crisi di pianto al pronto soccorso quando la dottoressa la descriveva come molto lucida e non piangente, di aver provato a chiamare un tale dal proprio cellulare una volta uscita dall’auto quando i tabulati non confermavano il dato, che il gruppo si era spostato dal primo al secondo luogo utilizzando 2 auto, ribattendo alle obiezioni che non si ricordava precisamente ma che 8 persone di cui una distesa non potevano stare in una sola auto. Tra l’altro i tacchi sono stati citati perchè era una delle prove a suo dire per cui avrebbe avuto difficoltà a scappare, non un dettaglio da nulla.

3b) DICONO: “Per quanto riguarda quello che è stato assolto già durante il primo processo, ha trovato un testimone del fatto che era rimasto in Fortezza (pagina 8, punto 6). Lei era sbronza, disorientata e se la stavano scopando in (almeno) 6, si ricorda il cappello e la maglietta nera, può darsi che si confonda, come può darsi che il testimone che ha scagionato il settimo ragazzo menta. E’ chiarita l’attendibilità dei testimoni a favore suo, ma non è dato sapere le ragioni dell’attendibilità dei testimoni a favore loro.”

DICO NO:
In realtà non c’è solo un testimone, ma anche (punto 11) la conferma degli altri imputati (perchè avrebbero dovuto mentire tutti su uno? Che era, il figlio dell’oca bianca, che se fosse stato presente gli altri lo scagionavano?), gli sms e le telefonate.

3c) DICONO: “Per quanto riguarda il fatto che l’abbiano riaccompagnata alla bicicletta in macchina, invece che andarsene lei a piedi, quello è oggettivamente falso. I cellulari ci geolocalizzano tutti, hanno le prove. Però per me questo non prova affatto che non ci sia stato stupro.”

DICO NO:
Come detto prima, in quel frangente avrebbe potuto chiedere aiuto anche ad alta gente che stava defluendo dalla Fortezza, ma tu chiedi ai tuoi stupratori? Giusto per essere stuprata nuovamente?

4) DICONO: “Loro dicono di non essere riusciti a fare nulla, però le tracce di sperma c’erano nell’auto! (pag.8, punto 5)) e anche sulla maglietta di lei con prove del DNA (pagina 9), salvo poi sparire completamente a pag. 15, punto 16 in cui si dice che “nessuno dei ragazzi ha eiaculato”. Qualcosa non torna.”

DICO NO:
Il punto 5 dice il contrario, infatti leggo che “nessuno raggiungeva l’orgasmo ed alla fine l’esperienza si rivelava deludente e la ragazza si rivestiva e tentava di allontanarsi”.
Infatti nonostante la ragazza avesse parlato di eiaculazioni non vi erano tracce di sperma nell’auto che non era lavata, come riferiscono i punti 16 (leggiamo infatti: “si rifaceva alle prove scientifiche per contestare la presenza di tracce di sperma nell’auto del *** non lavata, per cui era provato che nessuno dei ragazzi avesse eiaculato”) e 11 (“mancano nell’auto tracce di liquido seminale del quale odore nauseabondo per la *** si ricorda, inesistenti anche nell’analisi dei tamponi orali, anali e vaginali”).
Le tracce di sperma sulla maglietta non erano attribuibili a tutti, ma solo ad uno, probabilmente derivanti dall’episodio di fellatio in bagno o a quello di s. Croce e non a quello della macchina di cui si occupava il processo.

5) DICONO: “La condanna della vera imputata, LEI, i cui comportamenti sono “espressione di una presa di coscienza e di una energica reazione….EVIDENTEMENTE per rispondere a quel discutibile momento di debolezza e fragilità che una vita non lineare come la sua avrebbe voluto censurare e rimuovere”.
Ma scherziamo? E come lo hai provato? Come ti può essere accidentalmente caduto quel “evidentemente” dalla penna? I processi alle intenzioni da quando in qua portano a delle EVIDENZE? Solo lei può sapere cosa le passasse per la testa!”

DICO NO:
La vita “non lineare” della ragazza non è giudicata, anzi si e’ discusso – e solo dopo aver rigettato gli elementi, definiti “labili, fumosi e volatili”, a favore dell’accusa – il fatto che lei avesse la volontà di “stigmatizzare”, “censurare e rimuovere” i comportamenti sessuali che compiva, avendo un atteggiamento “ambivalente nei confronti del sesso”, che la portavano a non condividere pacificamente con le sue stesse scelte e a viverle “traumaticamente o contraddittoriamente”.
E’ vero, “solo lei può sapere cosa le passasse per la testa”, ma infatti tale motivazione, a mio avviso, è sta messa per un motivo ben preciso: “salvare” la ragazza da possibili accuse di calunnia e falsa testimonianza agite in maniera volontaria.

6) DICONO: “Il capetto del gruppo gira film splatter in cui appaiono varie scende di “violenze, sevizie e perversione” (pag. 5, punto 3), lei era una delle sue attrici, questo non è sintomatico di nulla? Non è rilevante per capire il profilo psicologico del ragazzo? Il rapporto col sesso che ha la vittima è importante, invece quello che ha col sesso il presunto stupratore no? Questo mi sembra a dir poco ASSURDO.”

DICO NO:
Praticamente riassumibile in “buuu lei è stata giudicata per la sua sessualità, anche se non è vero chissene frega, ma non è giusto!1! Lui però è sicuramente uno stupratore perchè gira film splatter!!!”

7a) DICONO: “-Perché loro hanno “Giovane età, incensuratezza. Sicuri riferimenti familiari (pag. 11)”. Insomma è normale che non se lo siano saputi tenere nei pantaloni, sono solo dei ragazzi, mica dei criminali! I sicuri riferimenti faliliari mi sfugge perchè siano rilevanti, o comunque perchè siano più rilevanti della fissa per la violenza carnale che emerge dai film che ha girato il capo della combriccola.”

DICO NO:
Si ripete il “buuu ha fatto film horror è uno stupratore!!111!”. Inoltre non si giustifica lo stupro, si dice solo che la pena non poteva – per motivazioni puramente giuridiche – essere maggiore a 5 anni.

7b) DICONO: “In tutto questo si apprende che il suo ragazzo, visto l’andazzo, l’ha pure mollata prima della fine dell’estate! (pagina 5).”

DICO NO:
Ah beh allora se il ragazzo l’ha lasciata quei 7 sono sicuramente stupratori… -.-”

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La sentenza di Fortezza da Basso: sono innocenti e la sessualità della ragazza non c’entra nulla!

Cosa è successo a Fortezza da Basso?
Dalle ricostruzioni appare che ci sia stato del sesso di gruppo tra 6 ragazzi e una ragazza, che a sua volta ha denunciato tutti e sei più un settimo che neanche stava lì. Questi vengono condannati in primo grado, assolti in secondo, e la ragazza manda una lettera ad un blog adducendo come motivazione dell’assoluzione il suo essere bisessuale (che dimostreremo in questa sede non c’entrarci assolutamente nulla). Questa lettera si diffonde ovunque, e i ragazzi, dopo l’assoluzione, tornano a essere descritti dalla stampa come “stupratori”.

Ma cosa dice effettivamente la sentenza?

Analizzerò in questa sede le varie parti che la compongono, in modo da facilitare la sua comprensione, dato che essendo 20 pagine di documento ho notato che non tutti hanno la pazienza di leggerle (sebbene quella di commentare a sproposito senza sapere nulla non manchi mai a certe persone).

In primis, la sentenza commenta la decisione attuata in primo grado. Qui fa notare che già allora qualcosa non tornava, infatti la certificazione del centro antiviolenza non concordava con le lesioni descritte dall’accusatrice; sui tamponi nelle 12 ore successive non risultavano tracce di liquido seminale, e la diagnosi psicologica poteva derivare anche da pratiche di gruppo consenzienti a cui la ragazza non era abituata.
Inoltre la giovane negò di aver accettato un passaggio in auto fino alla bici (che si trovava a km di distanza) da parte dei ragazzi accusati, sebbene le prove dimostrassero il contrario. La ragazza denunciò poi un 7° ragazzo che non era presente al momento dell’atto sessuale, ma era rimasto a lavoro:

fortezza1

In secondo luogo la difesa riferì 29 affermazioni poi rivelatesi false da parte dell’accusata e ulteriori incongruenze. In seguito lo stesso Tribunale confermò che si trattava di menzogne:

fortezza2

Vi sono state contraddizioni all’interno del racconto dell’accusante, al punto che i giudici lo hanno ritenuto “macroscopicamente menzognero”; i testimoni hanno riportato risposte rassicuranti da parte della ragazza, che prefiguravano una successiva esperienza sessuale, mentre gli altri teste che sembravano confermare la versione dell’accusa, in realtà riferivano di impressioni sfuggenti, e di non saper giudicare se la ragazza fosse ubriaca, i loro resoconti sono poi successivi temporalmente all’uscita del caso mediatico sui giornali e quindi probabilmente sono derivati da un condizionamento. Inoltre, lo stesso Tribunale che ha condannato i ragazzi in primo grado usa conclusioni contraddittorie.
Per quanto riguarda l’ubriachezza così elevata da non consentire presenza mentale e quindi consenso, essa veniva smentita da una testimone a cui la ragazza risponde a tono (riaffermando la sua voglia di fare sesso), da una telefonata effettuata senza problemi, da un’altra testimone che smentiva di averla vista ubriaca, e dal fatto che la consulenza tossicologica aveva calcolato che anche 7 shottini assunti nel sangue non avrebbero dato una concentrazione di alcol maggiore di 1,07 gr, percentuale che all’uscita da Fortezza doveva essere diminuita a 0,8 gr, quindi non rientrando in alcuna fascia di ubriachezza o di alterazione da alcol (che parte da 1 e arriva a 2,5 gr). Non è stata poi riscontrata alcuna strumentalizzazione da parte dei ragazzi a far cedere la giovane alle loro avances, e il Tribunale in primo grado non è riuscito a spiegare come mai la ragazza aveva testimoniato che vi fosse un 7° giovane alla guida della macchina, quando non era neanche presente sulla vettura:

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Ulteriori particolari mostravano che la ragazza non fosse ubriaca:

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Pur non essendo ubriachi, tutti erano brilli ma presenti mentalmente, non solo la ragazza, la quale non aveva espresso dissenso.
I giudici poi non avevano detto che non era stupro perché la ragazza aveva una sessualità libera, ma che la stessa vedeva il sesso come qualcosa di negativo di cui pentirsi, e ciò poteva portare a scaricarne la colpa su altri:

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Sono state rilevate ulteriori contraddizioni nel racconto della ragazza ed affermazioni smentite dai fatti – sia riguardanti i luoghi che le dinamiche -, dalle versioni dei testimoni e dalle certificazioni del Pronto Soccorso. Nessun testimone riportava un suo stato di alterazione, anzi la descrivevano come una persona che si stava divertendo tranquillamente:

fortezza6

Il Tribunale già in primo grado escludeva che fosse stata costretta a bere dal gruppo, riscontrava che non aveva problemi di tolleranza all’alcol, che aveva telefonato lucidamente e che secondo i testimoni il contesto appariva goliardico e non di pericolo. I fatti portano a dire che non era ubriaca e che non aveva espresso dissenso durante l’atto, quindi escludono uno stupro. Infatti la stessa ragazza riferisce che gli accusati rimasero “stupiti della sua reazione” quando ci ripensò e andò via uscendo dall’auto. A quel punto uno degli accusati la invitò a farsi riaccompagnare in auto alla bicicletta, particolare che la ragazza negò fosse accaduto ma che le prove invece riscontrano. Nonostante la ragazza avesse parlato di eiaculazioni non vi erano tracce di sperma nell’auto, che non era lavata. La ragazza poi riporta la posizione dell’auto in un luogo diverso da quello reale, molto distante dalla Fortezza.
La lieve irritazione vaginale non era dovuta a uno stupro ma alla cavalcata sul toro meccanico, dato che non vi erano segni di lesioni traumatiche o contusive in zona vaginale. Inoltre sul seno non vi erano tracce di morsi.
L’andamento della ragazza nel camminare sorretta non prova da solo lo stupro, anche perché alcuni testimoni riportavano la scena invertendo i ruoli:

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Gli unici testimoni che sembravano concordare con la versione della ragazza non sono attendibili, infatti avevano avuto una visione di lei molto fugace:

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I giudici non hanno valutato la versione della ragazza giudicandola su base moralistica, come si evince da questo pezzo della sentenza:

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I giudici, una volta che le prove avevano escluso l’uso di violenza, minaccia e induzione a bere, per valutare l’innocenza o la colpevolezza degli accusati hanno esaminato se la ragazza era in grado di acconsentire o in condizioni di inferiorità psicofisiche dovute all’alcol.
NON hanno valutato in base alla libertà sessuale della ragazza!

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Le inesattezze del racconto della ragazza riportate dalla difesa sono state riconosciute dal tribunale. Tra queste, l’accusa verso un 7° ragazzo che non era presente in macchina, e il negare che i ragazzi l’avevano accompagnata alla bici nonostante le prove.

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Secondo il 1° grado, il racconto della ragazza era attendibile perchè conteneva parti veritiere. Secondo i giudici in realtà il racconto è un unicuum, che cade in troppe contraddizioni per supportarne la credibilità:

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I giudici rilevano che i riscontri esterni (come gli esami medici condotti a poche ore di distanza) non supportano la versione della ragazza:

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La ragazza non è stata giudicata per la sua sessualità, che anzi viene invece definita come un carattere positivo, associato all’essere un soggetto “creativo”, e che lei stessa è “in grado di gestire”. Tale positività viene opposta al suo essere fragile e alla sua ambiguità nell’acconsentire ma poi non essere più convinta dei propri rapporti occasionali. La personalità della ragazza viene esaminata per escludere un’inferiorità psichica o fisica che se sfruttata avrebbe denotato uno stupro.

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La ragazza non era ubriaca e non ha espresso dissenso, salvo quando si e’ rivestita di colpo senza dire nulla in precedenza.
I ragazzi a quel punto non hanno insistito, anzi l’hanno riaccompagnata alla bicicletta.

fortezza 15

I giudici, riportando le prove, dimostrano che la ragazza non era ubriaca al punto da non riuscire a dare il consenso (era riuscita addirittura a tenersi su un toro meccanico ed era presente mentalmente al telefono e nelle risposte date).

fortezza 16

La vita “non lineare” della ragazza non è giudicata, anzi si e’ discusso – e solo dopo aver rigettato gli elementi, definiti “labili, fumosi e volatili”, a favore dell’accusa – il fatto che lei avesse la volontà di “stigmatizzare”, “censurare e rimuovere” i comportamenti sessuali che compiva, avendo un atteggiamento “ambivalente nei confronti del sesso”, che la portavano a non condividere pacificamente con le sue stesse scelte e a viverle “traumaticamente o contraddittoriamente”.

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Denunciare è utile… se sai per COSA denunciare

In relazione agli avvenimenti di Firenze, vorrei rispondere a chi ciarla di “non denunciare per stupro, tanto è inutile!1!1!1”.
Più che non denunciare io inviterei a capire PER COSA denunciare. Nella legge italiana un atto sessuale da brilli non è stupro (anche perché altrimenti le discoteche sarebbero stuproteche), lo è quando una persona è talmente ubriaca da non capire e da non riuscire a dare un consenso. Se dunque l’accusa per dire che la ragazza si sarebbe opposta ma non avrebbe avuto la forza per reagire usa la carta del “voi eravate brilli io semi-incosciente”, va da sè che se si scopre che la ragazza è TORNATA IN BICICLETTA a casa l’accusa decade, perché la bicicletta richiede un livello di consapevolezza che permette anche di dare un consenso. Ergo la conclusione logica è “eravate tutti brilli”.
A questo punto se effettivamente lo stupro c’è stato l’accusa doveva essere fondata su altro per far condannare. Ad esempio, se la ragazza avesse registrato (indipendentemente dal fatto che sia o meno accettata in tribunale influisce comunque sulla decisione) i ragazzi confessare di aver ignorato i suoi no nell’atto sessuale, e/o se avesse avuto testimoni che parlando con gli accusati li avessero sentiti dire di aver ignorato il no, allora l’essere brilla, anche se non così tanto da impedirle di tornare in bicicletta, avrebbe spiegato coerentemente il motivo per cui non era stata in grado di reagire prontivamente o di riportare segni espliciti di violenza sul corpo.
Ma questo ci fa capire che sono due diverse le accuse possibili poste, e che si è sbagliata quella giusta da portare avanti. Esse sono:
1) lo stupro è tale perché io sono TROPPO ubriaca per acconsentire e tu invece non lo sei, magari sei brillo ma capisci cosa ti circonda, ecc.
2) lo stupro è tale non perché ero sotto effetto dell’alcol (infatti eravamo entrambi brilli), ma perché nel mezzo dell’atto sessuale hai ignorato il mio no.
In un primo caso l’alcol è il motivo, nel secondo è contesto dello stupro. L’accusa (qualora fosse vera) è del secondo tipo ma ha portato avanti una battaglia basata sul primo tipo, demolita appena si è scoperto il dettaglio della bicicletta.
Ovviamente testimoni e registrazioni possono essere usati anche dagli accusati, un “ti ho denunciato perché non volevo che la gente mi giudicasse per essere andata a letto con voi”, ad esempio può e dovrebbe essere registrato e usato in tribunale per dimostrare che l’accusa è falsa qualora lo sia.
Ma quindi l’accusa è vera o falsa? Non lo so. Ciò che so è che come al solito la gente giudica senza avere le carte e soprattutto i giornalisti si permettono di fare il processo agli imputati anche ora che sono stati dichiarati innocenti, e sinceramente fossi in questi ultimi spremerei fino all’osso ogni testata che non usa il condizionale “presunti” et similia. Soprattutto i giornali di chi incita a non denunciare senza spiegare cosa denunciare, che così facendo permette agli stupratori (e alle stupratrici) di girare liber* ad abusare degli altri senza che nessuno li fermi. Che schifo.
[A.]