La sentenza di Fortezza da Basso: sono innocenti e la sessualità della ragazza non c’entra nulla!

Cosa è successo a Fortezza da Basso?
Dalle ricostruzioni appare che ci sia stato del sesso di gruppo tra 6 ragazzi e una ragazza, che a sua volta ha denunciato tutti e sei più un settimo che neanche stava lì. Questi vengono condannati in primo grado, assolti in secondo, e la ragazza manda una lettera ad un blog adducendo come motivazione dell’assoluzione il suo essere bisessuale (che dimostreremo in questa sede non c’entrarci assolutamente nulla). Questa lettera si diffonde ovunque, e i ragazzi, dopo l’assoluzione, tornano a essere descritti dalla stampa come “stupratori”.

Ma cosa dice effettivamente la sentenza?

Analizzerò in questa sede le varie parti che la compongono, in modo da facilitare la sua comprensione, dato che essendo 20 pagine di documento ho notato che non tutti hanno la pazienza di leggerle (sebbene quella di commentare a sproposito senza sapere nulla non manchi mai a certe persone).

In primis, la sentenza commenta la decisione attuata in primo grado. Qui fa notare che già allora qualcosa non tornava, infatti la certificazione del centro antiviolenza non concordava con le lesioni descritte dall’accusatrice; sui tamponi nelle 12 ore successive non risultavano tracce di liquido seminale, e la diagnosi psicologica poteva derivare anche da pratiche di gruppo consenzienti a cui la ragazza non era abituata.
Inoltre la giovane negò di aver accettato un passaggio in auto fino alla bici (che si trovava a km di distanza) da parte dei ragazzi accusati, sebbene le prove dimostrassero il contrario. La ragazza denunciò poi un 7° ragazzo che non era presente al momento dell’atto sessuale, ma era rimasto a lavoro:

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In secondo luogo la difesa riferì 29 affermazioni poi rivelatesi false da parte dell’accusata e ulteriori incongruenze. In seguito lo stesso Tribunale confermò che si trattava di menzogne:

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Vi sono state contraddizioni all’interno del racconto dell’accusante, al punto che i giudici lo hanno ritenuto “macroscopicamente menzognero”; i testimoni hanno riportato risposte rassicuranti da parte della ragazza, che prefiguravano una successiva esperienza sessuale, mentre gli altri teste che sembravano confermare la versione dell’accusa, in realtà riferivano di impressioni sfuggenti, e di non saper giudicare se la ragazza fosse ubriaca, i loro resoconti sono poi successivi temporalmente all’uscita del caso mediatico sui giornali e quindi probabilmente sono derivati da un condizionamento. Inoltre, lo stesso Tribunale che ha condannato i ragazzi in primo grado usa conclusioni contraddittorie.
Per quanto riguarda l’ubriachezza così elevata da non consentire presenza mentale e quindi consenso, essa veniva smentita da una testimone a cui la ragazza risponde a tono (riaffermando la sua voglia di fare sesso), da una telefonata effettuata senza problemi, da un’altra testimone che smentiva di averla vista ubriaca, e dal fatto che la consulenza tossicologica aveva calcolato che anche 7 shottini assunti nel sangue non avrebbero dato una concentrazione di alcol maggiore di 1,07 gr, percentuale che all’uscita da Fortezza doveva essere diminuita a 0,8 gr, quindi non rientrando in alcuna fascia di ubriachezza o di alterazione da alcol (che parte da 1 e arriva a 2,5 gr). Non è stata poi riscontrata alcuna strumentalizzazione da parte dei ragazzi a far cedere la giovane alle loro avances, e il Tribunale in primo grado non è riuscito a spiegare come mai la ragazza aveva testimoniato che vi fosse un 7° giovane alla guida della macchina, quando non era neanche presente sulla vettura:

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Ulteriori particolari mostravano che la ragazza non fosse ubriaca:

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Pur non essendo ubriachi, tutti erano brilli ma presenti mentalmente, non solo la ragazza, la quale non aveva espresso dissenso.
I giudici poi non avevano detto che non era stupro perché la ragazza aveva una sessualità libera, ma che la stessa vedeva il sesso come qualcosa di negativo di cui pentirsi, e ciò poteva portare a scaricarne la colpa su altri:

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Sono state rilevate ulteriori contraddizioni nel racconto della ragazza ed affermazioni smentite dai fatti – sia riguardanti i luoghi che le dinamiche -, dalle versioni dei testimoni e dalle certificazioni del Pronto Soccorso. Nessun testimone riportava un suo stato di alterazione, anzi la descrivevano come una persona che si stava divertendo tranquillamente:

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Il Tribunale già in primo grado escludeva che fosse stata costretta a bere dal gruppo, riscontrava che non aveva problemi di tolleranza all’alcol, che aveva telefonato lucidamente e che secondo i testimoni il contesto appariva goliardico e non di pericolo. I fatti portano a dire che non era ubriaca e che non aveva espresso dissenso durante l’atto, quindi escludono uno stupro. Infatti la stessa ragazza riferisce che gli accusati rimasero “stupiti della sua reazione” quando ci ripensò e andò via uscendo dall’auto. A quel punto uno degli accusati la invitò a farsi riaccompagnare in auto alla bicicletta, particolare che la ragazza negò fosse accaduto ma che le prove invece riscontrano. Nonostante la ragazza avesse parlato di eiaculazioni non vi erano tracce di sperma nell’auto, che non era lavata. La ragazza poi riporta la posizione dell’auto in un luogo diverso da quello reale, molto distante dalla Fortezza.
La lieve irritazione vaginale non era dovuta a uno stupro ma alla cavalcata sul toro meccanico, dato che non vi erano segni di lesioni traumatiche o contusive in zona vaginale. Inoltre sul seno non vi erano tracce di morsi.
L’andamento della ragazza nel camminare sorretta non prova da solo lo stupro, anche perché alcuni testimoni riportavano la scena invertendo i ruoli:

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Gli unici testimoni che sembravano concordare con la versione della ragazza non sono attendibili, infatti avevano avuto una visione di lei molto fugace:

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I giudici non hanno valutato la versione della ragazza giudicandola su base moralistica, come si evince da questo pezzo della sentenza:

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I giudici, una volta che le prove avevano escluso l’uso di violenza, minaccia e induzione a bere, per valutare l’innocenza o la colpevolezza degli accusati hanno esaminato se la ragazza era in grado di acconsentire o in condizioni di inferiorità psicofisiche dovute all’alcol.
NON hanno valutato in base alla libertà sessuale della ragazza!

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Le inesattezze del racconto della ragazza riportate dalla difesa sono state riconosciute dal tribunale. Tra queste, l’accusa verso un 7° ragazzo che non era presente in macchina, e il negare che i ragazzi l’avevano accompagnata alla bici nonostante le prove.

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Secondo il 1° grado, il racconto della ragazza era attendibile perchè conteneva parti veritiere. Secondo i giudici in realtà il racconto è un unicuum, che cade in troppe contraddizioni per supportarne la credibilità:

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I giudici rilevano che i riscontri esterni (come gli esami medici condotti a poche ore di distanza) non supportano la versione della ragazza:

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La ragazza non è stata giudicata per la sua sessualità, che anzi viene invece definita come un carattere positivo, associato all’essere un soggetto “creativo”, e che lei stessa è “in grado di gestire”. Tale positività viene opposta al suo essere fragile e alla sua ambiguità nell’acconsentire ma poi non essere più convinta dei propri rapporti occasionali. La personalità della ragazza viene esaminata per escludere un’inferiorità psichica o fisica che se sfruttata avrebbe denotato uno stupro.

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La ragazza non era ubriaca e non ha espresso dissenso, salvo quando si e’ rivestita di colpo senza dire nulla in precedenza.
I ragazzi a quel punto non hanno insistito, anzi l’hanno riaccompagnata alla bicicletta.

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I giudici, riportando le prove, dimostrano che la ragazza non era ubriaca al punto da non riuscire a dare il consenso (era riuscita addirittura a tenersi su un toro meccanico ed era presente mentalmente al telefono e nelle risposte date).

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La vita “non lineare” della ragazza non è giudicata, anzi si e’ discusso – e solo dopo aver rigettato gli elementi, definiti “labili, fumosi e volatili”, a favore dell’accusa – il fatto che lei avesse la volontà di “stigmatizzare”, “censurare e rimuovere” i comportamenti sessuali che compiva, avendo un atteggiamento “ambivalente nei confronti del sesso”, che la portavano a non condividere pacificamente con le sue stesse scelte e a viverle “traumaticamente o contraddittoriamente”.

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4 risposte a “La sentenza di Fortezza da Basso: sono innocenti e la sessualità della ragazza non c’entra nulla!

  1. Pingback: Bufale un tanto al chilo La sentenza della Fortezza da Basso - Bufale un tanto al chilo

  2. Non sia mai che io sia diffidente, ma… dove è possibile reperire il testo integrale della sentenza?

  3. Molte grazie! 🙂

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