#GamerGate: Zoe Quinn fa cyber-terrorismo contro un progetto anti-bullismo

zoe quinn
Ricordate Zoe Quinn, la leader femminista del movimento anti-GamerGate che è andata dalle Nazioni Unite a chiedere di censurare i social network? Per chi non si ricorda la faccenda, GamerGate era un progetto anti-corruzione nell’industria del video-gaming accusato di misoginia dalle femministe dopo che una di loro, Zoe Quinn appunto, risultò implicata negli scandali sui conflitti di interesse.
Beh, ci sono novità: un gruppo anti-bullismo (SocialAutopsy, alla cui guida vi è una donna di nome Candace Owens) ha recentemente proposto di “schedare” per alcuni mesi le frasi di molestie da parte dei bulli assieme alle informazioni che il bullo condivide pubblicamente sui social, quindi senza dati sensibili o altro, il tutto con un apposito metodo di classificazione che permette di accedere alla frase non per argomento ma conoscendo già il nome del soggetto che l’ha espressa, frase che comunque verrebbe conservata solo per un periodo limitato.
E Zoe Quinn che c’entra in tutto ciò? Beh, ha chiamato la leader del progetto anti-bullismo, le ha detto che NON VOLEVA CHE LE FRASI VENISSERO CONSERVATE (forse perchè in questo modo le critiche di corruzione con PROVE non si possono censurare spacciandole per molestie?), la compagnia rigettato gentilmente e con tutta la cortesia del mondo la sua richiesta di eliminare il progetto, e da 8 messaggi che avevano ricevuto fino ad allora, hanno poi ricevuto guardacaso 52 minacce nella stessa giornata, tutte incentrate sul gaming, tutte utilizzanti parole già usate da Zoe nella telefonata, tutte da profili con impostato “maschio” come genere, insomma tutti simili al classico stereotipo che la stessa Zoe Quinn aveva addotto come la persona-tipo che l’avrebbe minacciata durante il caso GamerGate. Eppure, come si può intuire, queste minacce sono opera di Zoe stessa, perchè mai una simile faccenda sarebbe dovuta interessare alla comunità GamerGate?
Senza contare alcuni commenti del tipo “you are stopping bullying by bullying stupid teenagers like me from getting work”… WTF?? Davvero, chi sarebbe il genio che si definirebbe “stupido adolescente”?!?
Se ciò non bastasse, un’amica di Zoe (Randi Lee Harper) nella sua minaccia ha espressamente detto che l’attacco era opera sua e di Zoe e che la compagnia avrebbe fatto meglio a capire il messaggio e a chiudere il progetto; inoltre appena l’azienda ha dichiarato di voler comunicare in una puntata di un programma radiofonico che vi era Zoe Quinn dietro le minacce, tali minacce si sono fermate. Da circa 3 al secondo a 0. Casualità?
Pertanto non è improbabile pensare che questo episodio aiuti a svelare gli altarini, a farci capire che la cara Zoe Quinn, attaccata perchè accusata di CORRUZIONE NELL’INDUSTRIA DEL GAMING, che ha rigirato l’accusa affermando che si trattasse di misoginia come testimoniato – a suo dire – da commenti molesti online, si fosse inventata tutti quei commenti molesti anche allora, per coprire la sua accusa di corruzione.
Per questo motivo ha richiesto CENSURA (in questo senso aiutata da gran parte del movimento femminista) da parte dei social network davanti alle Nazioni Unite, e un progetto come quello proposto dall’azienda non le permetterebbe di fare i suoi comodi, di accorpare ogni critica e accusa legittima come molestia, di insabbiare tutto, per questo lo sta avversando, per questo lo odia così tanto e per questo, per amore dell’onestà, della libertà di pensiero e della lotta contro il vero cyber-bullismo, dovremmo supportare l’associazione attaccata dalla Quinn.
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