La ricerca mostra che ancora oggi quello maschile è il genere sacrificabile

male-disposability

La ricerca mostra che ancora oggi la gente ritiene maggiormente accettabile danneggiare gli uomini rispetto alle donne

Un team di ricercatori in psicologia ha trovato che siamo più propensi a sacrificare un uomo che una donna quando si tratta di salvare la vita degli altri e nel perseguire i nostri interessi personali.

“Il nostro studio indica che pensiamo che il benessere delle donne debba essere preservato a discapito di quello degli uomini“, osserva Oriel FeldmanHall, un ricercatore post-doc presso la New York University e autore principale dello studio.

La ricerca, condotta presso il Cambridge University’s Medical Research Council’s Cognition and Brain Sciences Unit and Columbia University, è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Social Psychological and Personality Science”.

In un esperimento, i soggetti di studio leggevano una delle tre versioni del “Problema del Carrello Ferroviario “, una tecnica comunemente utilizzata negli studi psicologici e simile al “Problema della Scialuppa di Salvataggio” (vale a dire, “se potessi salvare solo tre dei cinque passeggeri in una scialuppa di salvataggio, chi sceglieresti?”). Nello scenario del carrello ferroviario, i soggetti leggevano una delle tre versioni del dilemma, dove ogni vignetta dove descriveva un uomo, una donna, o uno spettatore dal genere non specificato sul ponte. Ai partecipanti veniva poi chiesto quanto erano disposti a “spingere l’[uomo/donna/persona] sul percorso del carrello in arrivo” al fine di salvare altre cinque persone più in basso sulla pista.

I risultati hanno mostrato che sia i soggetti uomini che i soggetti donne erano molto più propensi a spingere il passante uomo o uno di genere non specificato di quanto non lo fossero con la passante donna.

In un secondo esperimento, a un nuovo gruppo di soggetti venivano dati 20£ e veniva comunicato loro che ogni ammontare di denaro che avrebbero ottenuto alla fine dell’esperimento sarebbe stato moltiplicato fino a 10 volte, dando loro tanto quanto 200£. Tuttavia, c’era un tranello. Nell’esperimento, i soggetti interagivano con altri individui – i complici dei ricercatori. Ai soggetti veniva detto che se decidevano di tenere i soldi, questi individui sarebbero stati soggetti a scariche elettriche lievi. Tuttavia, se avessero dato il denaro, avrebbero impedito la somministrazione degli shock elettrici.

Come per il primo esperimento, le donne avevano meno probabilità rispetto agli uomini di essere sottoposte agli shock, il che suggerisce una certa avversione nel danneggiare le femmine, anche quando questo avveniva a spese finanziarie proprie dei soggetti. Tuttavia, mentre i soggetti di sesso femminile e maschile avevano entrambi meno probabilità di somministrare shock alle donne di quanto non ne avessero con gli uomini, le donne in particolare erano meno disposte a somministrare scosse ad altre donne.

Il terzo esperimento è stato un sondaggio in cui a una nuova serie di più di 350 soggetti sono state poste una serie di domande rilevanti per il focus dello studio – più specificamente, i ricercatori hanno condotto uno studio per comprendere il processo di pensiero che avrebbe potuto spiegare i comportamenti esibiti nei primi due esperimenti.

Le domande sono state: “Su una nave che affonda, chi si deve salvare prima? Uomini, donne, o senza ordine”; “Secondo le norme sociali, quanto è moralmente accettabile nuocere (uomini/donne) per soldi?”; “Secondo le norme sociali, quanto è giusto fare del male a (uomini/donne)?”; e, “Secondo le norme sociali, quanto (uomini/donne) tollerano il dolore?”

Nel complesso, le risposte degli intervistati sia uomini che donne suggerivano che le norme sociali giustificano un maggior comportamento danneggiante verso un maschio che verso una femmina – le donne sono meno tolleranti al dolore, è inaccettabile danneggiare le donne per guadagno personale, e la società condivide il comportamento cavalleresco. Inoltre, queste prospettive non sono state legate alle emozioni – i soggetti trovavano che danneggiare uomini e donne fosse per loro equamente avverso da un punto di vista emozionale.

“Vi è infatti un pregiudizio di genere in queste cose: la società percepisce il danneggiare le donne come più inaccettabile moralmente”, spiega il co-autore Dean Mobbs, un assistente professore di psicologia alla Columbia University.

(Tradotto e adattato da: http://www.nyu.edu/about/news-publications/news/2016/06/08/chivalry-is-not-dead-when-it-comes-to-morality.html)
Studio:
O. FeldmanHall, T. Dalgleish, D. Evans, L. Navrady, E. Tedeschi, D. Mobbs. Moral Chivalry: Gender and Harm Sensitivity Predict Costly Altruism. Social Psychological and Personality Science, 2016; DOI: 10.1177/1948550616647448.

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