No, la misandria non è come il “razzismo contro i bianchi” o l'”eterofobia”

femminismo-patriarcato

Spesso si associa l’antifemminismo alla critica agli “estremisti” antirazzisti, agli “estremisti” anti-omofobia, agli “estremisti” animalisti, agli “estremisti” di sinistra.
NULLA DI PIU’ SBAGLIATO.
Dobbiamo distinguere i movimenti di liberazione dal sistema del dominio dai movimenti di liberazione a metà.
Vale a dire, esistono due tipi di oppressione, un tipo è quando esiste una maggioranza (bianchi, occidentali, etero, cis ecc.) o una fetta di popolazione che ha risorse (borghesia, nobiltà, umani, ecc.) che opprime una minoranza (neri, semiti, gay, lesbiche, trans, ecc.) o una fetta di popolazione che non ha risorse (classi povere, proletariato, animali). In quel caso il problema dell’estremismo si pone (se si pone) solo dopo svariato tempo, quando si raggiunge una massa critica tale da superare il vantaggio della classe dominante.
Un altro caso è invece quello dell’appropriazione indebita del movimento di liberazione. Ovvero quando la colpa non è di una classe specifica ma della cultura, in cui tutti sostengono il sistema e in cui il sistema opprime tutti ma “fa più figo” parlare solo di un tipo di classe vedendola come oppressa. In questo caso il problema non è l’estremismo, è che spacci per oppressori chi è oppresso come te!
Un esempio è il femminismo. Il femminismo parte da una teoria (quella del patriarcato) che afferma che:
1) Esiste un genere oppressore, e quel genere è quello maschile.
2) Gli uomini sono privilegiati dai ruoli di genere creati dal sistema di dominio maschile.
3) Se gli uomini non sono privilegiati è perchè vengono associati alle donne, che sono le vere oppresse.
4) Quando le donne erano più discriminate di oggi, gli uomini non avevano alcun problema o comunque nessun problema di gravità comparabile a quelli delle donne.
5) Siccome la donna è stata considerata più debole, è stata trattata come “inferiore”.

1) Al punto uno, si nota benissimo come la cultura in cui vivono uomo e donna sia la stessa, quindi i ruoli di genere che imporrebbe il leader politico sarebbero gli stessi che gli ha insegnato la madre, che ha sentito dalla sorella, che ha appreso dalla maestra, che ha imparato dalla nonna e che ha acquisito dalla vicina. Ergo se si è interconnessi a tal punto da costituire un’unica cultura, dire chi ha iniziato è impossibile. E’ piuttosto colpa della cultura, sostenuta sia da uomini che da donne. Ergo parlare di patriarcato è improprio, parlare di dominio maschile è improprio, è dominio della cultura dei ruoli di genere.
Infatti se una donna dice qualcosa o fa qualche azione legislativa contro le donne, ed è in politica, cosa dicono che le femministe? Che non è colpa di lei in quanto donna ma della cultura, ed è così. Ma allora perchè questo ragionamento non dovrebbe valere con gli uomini?
Ergo l’oppressione non è ad opera degli uomini, è ad opera della cultura. Ergo non è un sistema del dominio.

2) Gli uomini non sono privilegiati dal sistema dei ruoli, perchè i ruoli sono complementari. I ruoli complementari sono riassunti in forte-debole. Se sei uomo sei forte, vero, hai possibilità di lavorare, se però ti succede qualcosa non trovi una mano d’aiuto, se sei vittima nessuno lo riconosce, perchè? Perchè sei forte, forte e vittima sarebbero contraddittorie nella stessa persona. Hai poche tutele. Se sei forte sei il primo a essere mandato al fronte, non devi dire che stai male a nessuno, se lo dici vieni ridicolizzato, devi fare i lavori pesanti altrimenti sei uno sfaticato, non puoi badare alla famiglia, se succede un’emergenza prima donne e bambini… insomma è riassumibile in: aspetti positivi: libertà e autorità (ben diverso dal vero potere, come avverrebbe invece nei sistemi di dominio), aspetti negativi: assenza di tutele e di sicurezza (in una parola “sacrificabilità”).
Al contrario la donna ha tutele, esistono leggi contro la violenza sulle donne, la tradizione vuole la cavalleria, le donne sono assistite maggiormente e non si ridicolizza il loro pianto, prima donne e bambini, ma infatti sono infantilizzate, sono accomunate ai bambini, quindi sono come i bambini interdette a poter fare lavoro, erano interdette a poter votare, ecc. Quindi aspetti positivi: tutela e sicurezza, aspetti negativi assenza di libertà e di autorità (in una parola “infantilizzazione”).
Il femminismo ha messo su una scala la libertà, dicendo che gli uomini avevano tantissima libertà e le donne poca, senza considerare che gli uomini avevano pochissima tutela e le donne moltissima.
Ergo è una bioppressione, non un sistema del dominio. Una bi-oppressione che parte dal binomio sacrificabilità/infantilizzazione.

3) Si dice che gli uomini subiscano il rinculo della misoginia, ma non è vero, perchè se vogliamo mettere che (ad esempio) i gay uomini hanno maggiore possibilità di essere aggrediti perchè femminili e quindi più vicini alle donne e quindi vittime di misoginia dovremmo dire che le donne hanno maggiore possibilità di essere discriminate sul lavoro perchè maschili e quindi più vicine agli uomini e quindi vittime di misandria. Il che è assurdo.
Ergo non è che gli uomini subiscano discriminazione quando sono simili alle donne, semplicemente gli uomini e le donne sono discriminati quando agiscono fuori dai ruoli di genere, perchè in un passato per sopravvivere nella preistoria l’aderenza ai ruoli di genere indicava la sopravvivenza.
Quindi quando gli uomini agiscono fuori dai ruoli di genere assegnati loro e quindi quando si comportano in modo femminile subiscono misandria.
Allo stesso modo, quando le donne agiscono fuori dai ruoli di genere assegnati loro e quindi quando si comportano in modo maschile subiscono misoginia.
Ergo ancora una volta, è una bioppressione, non un sistema del dominio.

4) Anche quando le donne erano più discriminate di oggi, gli uomini lo erano allo stesso modo ma in maniera complementare, infatti i problemi degli uomini non sono nati oggi, esistono da sempre. Dall’epoca del femminismo di prima ondata e ancora prima: quando le donne lottavano per il voto, gli uomini morivano in guerra perché il voto era connesso alla leva. Quando le donne non potevano lavorare (o potevano lavorare con una paga minore), gli uomini che non potevano sostenerle avevano così tanta pressione sociale addosso che ancora oggi i maschi sono la quasi totalità dei suicidi per cause economiche. Quando le donne avevano leggi poco severe contro la violenza sulle donne quella sugli uomini non aveva proprio leggi. Quando la legge sullo stupro sulle donne era molto permissiva, gli uomini vittime di stupro da parte di donne non erano proprio considerati vittime. Quando le donne non avevano modo di avere proprietà che non fossero approvate dal marito, ai mariti arrivavano anche le condanne e le punizioni per i reati delle mogli. Quando le donne avevano molte più limitazioni di oggi, gli uomini avevano pene più severe per lo stesso crimine, infatti ancora oggi a parità di reato e condizioni gli uomini hanno una pena il 63% più lunga e il doppio di possibilità di essere incarcerati se condannati. Le donne non potevano studiare ma gli uomini erano comunque quelli che finivano a fare lavori ad alto rischio, che ancora oggi sono occupati principalmente da uomini e ancora oggi gli uomini sono la quasi totalità dei morti sul lavoro. Quando le donne non avevano diritto all’aborto gli uomini non avevano e ancora non hanno diritto alla rinuncia di paternità. Quando le donne non avevano congedi di maternità gli uomini non avevano congedi di paternità e ancora adesso sono così minuscoli che praticamente possiamo dire che non li hanno. Le donne morivano maggiormente per parto e la scienza ha fatto diminuire drasticamente tali decessi grazie a uno sforzo mirato, mentre gli uomini morivano prima e questo divario al posto di diminuire si è allargato nel corso degli anni. Durante le emergenze la vita delle donne, proprio in virtù della loro capacità di partorire, era considerata più importante e da salvare prima. Quando le lesbiche erano invisibilizzate dalla società, l’omosessualità maschile era punita molto più di quella femminile, e ancora oggi molti stati che condannano l’omosessualità lo fanno solo con quella maschile o quella maschile è quella che riceve le pene peggiori, come la morte. Quando le donne hanno iniziato a lavorare, gli uomini hanno comunque dovuto fare più anni di lavoro prima di arrivare alla pensione e solo adesso ci si sta ponendo rimedio. Quando il linguaggio era più orientato al maschile non facendo sentire rappresentate le donne, gli uomini venivano automaticamente invisibilizzati proprio da tale linguaggio: se morivano 5 uomini e 2 donne si diceva che vi erano stati “7 morti, tra cui 2 donne”, se un problema attaccava principalmente gli uomini era un problema “della gente”, se attaccava principalmente donne era un “problema delle donne” o peggio “un problema di genere”. Quando le donne non potevano aspirare a entrare al governo di un paese o a governare come monarca (negli stati pre-democratici, e mica sempre, ricordiamoci la regina Vittoria), gli strati più bassi della società come i senzatetto erano a maggioranza maschile e tuttora lo sono. Allo stesso modo i suicidi erano in maggioranza maschili e ancora oggi restano a maggioranza maschile.
A questi problemi si sono aggiunti quelli del collocamento dei figli dopo il divorzio e quello della dispersione scolastica maggiormente maschile, che sono problemi moderni anche se si riallacciano a ruoli di genere.

5) In realtà, seguendo la storia delle discriminazioni, in generale si nota l’opposto: ovvero, quando si vuole tutelare maggiormente una categoria, la si colloca nel ruolo di debolezza in maniera da giustificarne il trattamento privilegiato.
Faccio un esempio sui neri, ma è valido anche per gli schiavi nell’antica Roma o nel mondo asiatico:
La mitologia razziale pseudoscientifica che ha dominato fino alla metà dell’Ottocento descriveva la razza negroide come intrinsecamente robusta, forte ed emotivamente impassibile, fino ad avvalorare il mito che i neri semplicemente non potessero piangere.
Il movente era evidente: giustificare uno stato subalterno.
Nel caso delle questioni di genere, non si ha una divisione tra ruolo privilegiato e ruolo subalterno perchè i generi storicamente sono stati divisi in ruoli interdipendenti, in cui ogni ruolo garantiva privilegi e subalternità.
In epoca contemporanea si sta finendo di sradicare giustamente ogni ruolo imposto alle donne, mentre non solo non si contesta, ma si cercano di rinforzare i ruoli imposti agli uomini.
In sintesi, su questo frangente le donne sono tutelate NON perchè considerate inferiori, ma sono tutelate perchè considerate più deboli e le si considera più deboli perchè le si vuole tutelare.
Chiamare “maschilismo” questo sistema, che avvantaggia le donne e svantaggia gli uomini nell’ambito della tutela, è contestabile, perchè di fatto difende e rinforza il monopolio femminile dello status di vittima.

Ecco quindi che tutta l’analisi degli estremisti non vale per il femminismo, vale per i movimenti che si oppongono a sistemi del dominio, ma il problema del femminismo non è che sia estremista, il problema del femminismo è che agisce come movimento di liberazione da un sistema del dominio per una situazione che non è un sistema del dominio ma una bioppressione.
La femminista può anche non essere estremista, ma il fatto stesso che spinge la gente a vedere il sistema di oppressione delle donne come un sistema del dominio in cui le donne sono LE UNICHE vittime e gli uomini GLI UNICI artefici è un danno, perchè impedisce di vedere l’altra metà del fenomeno del sessismo.
Ergo l’estremismo può esserci come non esserci, ma non è quello che crea danno, crea danno il negare che esista l’altra metà della questione, e lo puoi dire anche col sorriso.
Ad esempio dire “gli uomini sono alleati fantastici nella lotta contro il sessismo” non sembra estremista, vero? Eppure è già un danno, perchè implica:
1) che il sessismo colpisca solo le donne e
2) che gli uomini siano gli artefici paragonandoli agli etero che possono essere alleati dei gay anche se sono nella posizione di oppressore che consapevolmente rifiutano.
Ergo in una botta escludi:
1) che il sessismo colpisca tutti e due e
2) che la colpa sia della cultura e non degli uomini.

Eppure, lo puoi dire con un sorriso! Lo puoi dire con tutte le emoticon del mondo e con tutta la gentilezza che puoi avere!

[A.]

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