Lei mente sul prendere la pillola o ti stupra? Negli USA paghi lo stesso

male-rape

(Adattato da [Laura W. Morgan. It’s Ten O’Clock: Do You Know Where Your Sperm Are? Toward a Strict Liability Theory of Parentage. Divorce Litigation 11, no. 1 (1999).]
Traduzione ad opera di Medusa Zia)

I. INTRODUZIONE: LA STORIA

Peter Wallis e Kellie Smith lavoravano assieme a Albuquerque, nel New Mexico, nell’ospedale locale. Dopo che la Signora Smith e il Signor Wallis iniziarono a convivere, la Signora Smith scoprì di essere incinta. Il Signor Wallis le chiese di sposarlo ma la signorina Smith rifiutò perchè credeva che il Signor Wallis non l’amasse. Il Signor Wallis allora sfrattò la Signorina Smith dall’appartamento e lei andò a vivere dai suoi genitori.

Dopo la nascita del bambino, il Signor Wallis fece causa alla Signorina Smith per inadempimento (per non aver assunto la pillola anticoncezionale quando aveva promesso di prevenire gravidanze), frode (perchè supponeva che avesse mentito a proposito del prendere la pillola, visto che la Signorina  Smith dichiara che la gravidanza fu accidentale) e appropriazione indebita per aver “intenzionalmente acquisito e usato impropriamente il di lui materiale genetico, ovvero il suo sperma, allo scopo di restare incinta senza il di lui consenso”. Il Signor Wallis dichiarò che benchè la Signorina Smith non gli avesse fatto causa per il mantenimento del bambino (gli fece causa solo per il riconoscimento), lui era comunque danneggiato perchè era diventato padre senza il suo consenso e aveva visto nascere sua figlia in una famiglia divisa, una situazione che “gli spezzava il cuore”, stando ad un’intervista da lui rilasciata. La Signorina Smith dichiarò che lo sperma doveva essere considerato un dono perchè il Signor Wallis “rinunciò ad ogni diritto di possesso del suo seme quando lo trasferì volontariamente durante il rapporto sessuale”.

Questa storia attirò parecchia attenzione. Infatti, fu fatta circolare dalle agenzie di stampa e pubblicata dai principali quotidiani venduti negli Stati Uniti e in Canada, facendo torcere le mani, battere il petto e strappare i vestiti a opinionisti e commentatori. La Sociologa Barbara Katz Rothman, citata in un articolo di Barbara Vobejda per l’agenzia di stampa del Washington Post e pubblicata in dozzine di giornali il 23 Novembre 1998, disse che la causa intentata dal Signor Wallis è sintomatica di una cultura che tratta lo sperma come una merce che può essere stoccata, donata o venduta. Altri, in vari editoriali, opinarono che la storia è sintomatica di una cultura che condona il sesso fuori dal matrimonio e vede come normale la decisione di una donna di avere figli al di fuori del vincolo matrimoniale; la causa civile dell’uomo era il solo mezzo per impedire alle donne di avere figli fuori dal matrimonio. Su Slate (la rivista on line), Scott Shuger scrisse “La promessa di una donna di incaricarsi della contraccezione senza che lei lo faccia effettivamente resta la sola forma di frode monetaria… che non solo non viene punita ma viene, in effetti, premiata”. Su Newsday, Sheryl McCarthy scrisse che se Wallis dicesse il vero, avrebbe diritto ad una riduzione del mantenimento al bambino: “Un patto … è un patto,” disse. Sull’altro fronte, Katha Pollitt, nell’articolo del 28 Dicembre su The Nation, scrisse “Se si tratta di frode, allora la promessa non mantenuta di un uomo di ‘infilarlo solo per un minuto’ va considerata aggressione?… Quanto lontano potrebbe andare una donna in tribunale se accusata di aver rubato un utero e condannata a versare un risarcimento [per una gravidanza indesiderata]?”

A dispetto dei tanti articoli scritti, la “storia” non è affatto una storia. Non è una novità a livello legale. Ma comunque fornisce un buon punto di partenza per una discussione sulla responsabilità dei padri nel mantenimento dei figli quando non hanno intenzione di essere padri.

 II. “SI, HO MENTITO. ORA PAGA GLI ALIMENTI”.

La storia di Peter Wallis e Kellie Smith è solo l’ultima di una lunga serie di casi nei quali il padre di un bambino ha dichiarato di non essere responsabile del mantenimento del figlio e/o di avere diritto ad un risarcimento perchè la madre ha mentito sulla sua fertilità o sulla contraccezione. Ad ogni modo, la fallacia di una donna circa la contraccezione o la possibilità di avere bambini non ha mai protetto il padre dalla responsabilità del mantenimento.

A. Il diritto alla privacy nel quattordicesimo emendamento

In alcuni di questi casi, l’uomo ha dichiarato che la fallacia fraudolenta della donna riguardo alla contraccezione e/o alla di lei fertilità violava il suo diritto alla privacy e alla scelta procreativa garantiti dal quattordicesimo emendamento della costituzione americana, come enunciato in Griswold contro Connecticut, 381 U.S. 479 (1965) (sul garantire il diritto di privacy nell’organizzazione della famiglia) e Planned Parenthood contro Casey, 505 U.S. 833 (1992) (la Costituzione mette dei limiti al diritto di uno stato a interferire con le decisioni fondamentali di una persona sulla famiglia e sulla genitorialità). Di conseguenza, l’uomo ha affermato, non dovrebbe pagare il mantenimento per un bambino che non ha deciso di mettere al mondo.

Le corti hanno convenuto che gli stessi diritti garantiti in Griswold contro Connecticut e la sua discendenza impedivano alla corte di interferire nelle conversazioni private e negli accordi sulla contraccezione tra le parti e/o di forzarle. In uno dei primi casi che discussero l’argomento, Stephen K. contro Roni L., 105 Cal. App. 3d 640, 164 Cal. Rptr. 2D 618 (1980), la corte sostenne che l’argomentazione del padre, che sosteneva di non dover pagare il mantenimento perchè la partner mentì sulla contraccezione non era nulla di più che la richiesta della supervisione della corte delle promesse scambiate tra le parti, in camera da letto, riguardo la loro condotta sessuale privata. La corte opinò, inoltre, che dal momento che nessun metodo contraccettivo è sicuro al 100%, se l’uomo avesse desiderato che la sua condotta non risultasse in una gravidanza, avrebbe dovuto prendere precauzioni, indipendentemente da ciò che gli era stato fatto credere. In sostanza, il diritto alla privacy garantito dalla Costituzione include il diritto di un individuo di essere libero da ingiustificata interferenza del governo su materie fondamentali come la decisione di concepire o partorire un bambino, ma non si estende al diritto di rifiutare il mantenimento di un’eventuale figlio.

La rivendicazione di Stephen si esprime nel linguaggio dell’illecito di inganno. A dispetto del linguaggio legale, non è altro che chiedere alla corte di supervisionare le promesse scambiate tra due adulti consenzienti riguardo alle circostanze della loro condotta sessuale e privata. Farlo incoraggerebbe l’illecita intrusione governativa nelle materie che riguardano in diritto alla privacy dell’individuo.

105 Cal. App. 3d at 644-645, 164 Cal. Rptr. at 620.

In conclusione, benchè Roni possa aver mentito e tradito la fiducia che Stephen aveva riposto in lei, le circostanze e la natura altamente intima del rapporto nel quale la falsa rappresentazione dei fatti è avvenuta, sono tali che la corte non dovrebbe definire uno standard di condotta.

105 Cal. App. 3d at 643, 164 Cal. Rptr. at 620. Accord Beard contro Skipper, 182 Mich. App. 352, 451 N.W.2d 614 (1990); L. Pamela P. contro Frank S., 59 N.Y.2d 1, 462 N.Y.S.2d 819 (1983); M. contro G., 114 Misc. 2d 282, 451 N.Y.S.2d 607 (1982); Sorrel contro Henson, No. 02A01-9609-JV-00212 (Tenn. Ct. App. 12/19/98) (1998.TN.42268); Linda D. contro Fritz C., 38 Wash. App. 288, 687 P.2d 223 (1984).

B. Il Quattordicesimo emendamento e la pari tutela.

In aggiunta alle preoccupazione costituzionali espresse da queste corti, in base alle quali il riconoscimento di un illecito o il rifiuto del mantenimento di un figlio in base alla mancata contraccezione porterebbe la corte in un ambito di relazioni intime nel quale non dovrebbe entrare, due di queste corti dichiararono che permettere ad un padre di rinnegare le sue responsabilità per un figlio nato fuori del matrimonio come risultato del fatto che la madre avesse mentito sulla di lei fertilità o sul contraccettivo usato creerebbe una categoria nuova e inferiore di bambini basata sulle circostanze del loro concepimento. M. contro G., 114 Misc. 2d 282, 451 N.Y.S.2d 607 (1982); Linda D. contro Fritz C., 38 Wash. App. 288, 687 P.2d 223 (1984). Vedasi anche Il Popolo nell’interesse di B. 651 P.2d 1213 (Colo. 1982) (basato su Planned Parenthood of Central Missouri contro Danforth, 428 U.S. 52 (1976), che dichiara che un consorte obbligò l’altra ad abortire, la corte rigettò l’appello di un uomo al 14esimo emendamento poiché il suo diritto di non procreare fu violato dalla decisione della donna di non abortire); Harris contro State, 356 So. 2d 623 (Ala. 1978); L. contro C., 601 N.W.2d 475 (Tex. Ct. App. 1980); Dorsey contro English, 283 Md. 522, 390 A.2d 1133 (1978); Troppi contro Scarf, 31 Mich. App. 240, 187 N.W.2d 511 (1971); Hur contro Virginia Department of Social Services, 13 Va. App. 54, 409 S.E.2d 454 (1991).

C. La responsabilità civile in caso di illecito, se presente, è irrilevante per l’obbligo al mantenimento.

Nei casi discussi fin’ora, così come in altri, il padre ha dichiarato che i danni causati dall’illecito di frode e false dichiarazioni controbilancia il dovere di mantenimento. Le corti hanno universalmente dichiarato che le accuse di inganno fatte dal padre alla madre erano totalmente irrilevanti per la questione della paternità e del mantenimento. Lo statuto del mantenimento si basa sulla situazione finanziaria dei genitori e sui bisogni del bambino, non sugli accordi personali delle parti riguardo alla contraccezione. Erwin L.D. contro Myla Jean L., 41 Ark. App. 16, 847 S.W.2d 45 (1993); Beard contro Skipper, 182 Mich. App. 352, 451 N.W.2d 614 (1990); Faske contro Bonanno, 137 Mich. App. 202, 357 N.W.2d 860 (1984); Murphy contro Meyers, 560 N.W.2d 752 (Minn. Ct. App. 1997); Welzenbach contro Powers, 139 N.H. 688, 660 A.2d 1133 91995); Pamela P. contro Frank S., 59 N.Y.2d 1, 462 N.Y.S.2d 819 (1983); Weinberg contro Omar E., 106 A.D.2d 448, 482 N.Y.S.2d 540 (1984); Douglas R. contro Suzanne M., 127 Misc. 2d 745, 487 N.Y.S.2d 244 (1985); Smith contro Price, 74 N.C. App. 413, 328 S.E.2d 811 (1985); Yost contro Unanuae, 1986 Ohio Lexis CA-6928 (1986); Hughes contro Hutt, 500 Pa. 209, 455 A.2d 623 (1983); Linda D. contro Fritz C., 38 Wash. App. 288, 687 P.2d 223 (1984). Vedasi, in generale, l’annotazione di Anne M. Payne, di mantenimento da parte dei genitori quando alterata dalle false dichiarazioni fraudolente di altri genitori riguardo sterilità o uso di contraccettivi o il rifiuto di interrompere la gravidanza, 2 A.L.R.5th 337 (1992 & Supp. 1998); Nota, Frode tra partner sessuali riguardo l’uso di contraccettivi, 31 Ky. L.J. 593 (1983).

Mentre questi casi dimostrano che la responsabilità di un illecito, ove presente, non inficia il diritto al mantenimento del bambino, in alcuni casi si è arrivati a sostenere che l’illecito di frode per dichiarazione del falso per quanto riguarda l’uso di contraccettivi e/o la fertilità semplicemente non sussiste. Stephen K. contro Roni L., 105 Cal. App. 3d 640, 164 Cal. Rptr. 2d 618 (1980) (l’accusa, del padre verso la madre, di false dichiarazioni sull’uso di contraccettivi viene rigettata); Barbara A. contro John G., 145 Cal. App. 3d 369, 193 Cal. Rptr. 422 (1983) (L’accusa, della madre contro il padre, per i danni provocati dalla di lui dichiarazione di sterilità non viene ammessa sulla base della politica pubblica); C.A.M. contro  R.A.W., 237 N.J. Super. 532, 568 A.2d 556 (1990) (L’accusa di illecito, della madre contro il padre, per la di lui falsa dichiarazione di aver subito una vasectomia non viene ammessa sulla base della politica pubblica); Douglas R. contro Suzanne M., 127 Misc. 2d 745, 487 N.Y.S.2d 244 (1985) (L’accusa, di un uomo contro una donna, di aver averlo ingannato in merito all’uso di contraccettivi non viene ammessa sulla base della politica pubblica); Moorman contro Walker, 54 Wash. App. 461, 773 P.2d 887 (1989) (Al padre di un figlio illegittimo non viene permesso di accusare la madre di frode per parto illecito di bambino); Contra D. contro M., 113 Misc. 2d 940, 450 N.Y.S.2d 350 (1982) (Si accetta la teoria dell’accusa ma si si dichiara che la donna non ha dato prova dello stato emotivo richiesto nell’uomo per la frode). La stessa politica pubblica alla base del rifiuto delle cause per “vita illegittima” è alla base del rigetto dei danni per illecito per aver dato alla luce un figlio sano.

Il messaggio di questi casi è chiaro: se un uomo intende avere un rapporto sessuale con una donna e ne risulta un bambino, l’uomo è responsabile del suo mantenimento.

III. “SI, ERI SOTTO L’ETA’ DEL CONSENSO. ORA PAGA IL MANTENIMENTO.”

E se l’uomo che ha un rapporto sessuale è legalmente incapace di intendere e volere perchè sotto l’età del consenso? E’ ancora responsabile del mantenimento del figlio? Ancora una volta, la risposta è si.

In ogni caso arrivato in aula, la corte ha sostenuto che un uomo che era minorenne al momento del concepimento del bambino, sotto l’età del consenso, e per questo era legalmente vittima di stupro, è comunque responsabile del mantenimento del figlio. Il tipico ragionamento in questi casi è quello di San Luis Obispo contro Nathaniel J., 50 Cal. App. 4th 842, 57 Cal. Rptr. 2D 843 (1996). In quel caso, la corte sentenziò:

Se si viene feriti a seguito di un atto criminale al quale si è partecipati volontariamente non si è vittime di un reato. Ciò non comporta necessariamente che lui sia vittima di un abuso sessuale.

La legge non dovrebbe esentare Nathaniel J. dalla sua responsabilità perchè non è una vittima innocente degli atti criminali di Jones. Avendo discusso la cosa, lui e Jones ebbero rapporti sessuali circa cinque volte nel giro di due settimane.

50 Cal. App. 4th at 845, 57 Cal. Rptr. 2d at 844. Allo stesso modo, in Lo stato in relazione a Hermesmann contro Seyer, 252 Kan. 646, 847 P.2d 1273, 1279 (1993), la corte concluse:

L’interesse di questo stato nel chiedere ai genitori minorenni di mantenere i loro figli supera l’interesse opposto dello stato nel proteggere i giovani da atti sconsiderati, anche quando questi atti possano includere attività criminali da parte dell’altro genitore…. Questo bambino, il solo innocente, ha diritto al mantenimento da entrambi i genitori, indipendentemente dalla loro età.

Accord Schierenbeck contro Minorenne, 367 P.2d 333 (Colo. 1961); Ufficio imposte in relazione a Bennett contro Miller, 688 So. 2d 1024 (Fla. 5th DCA 1997); Sulla paternità di J.S., 193 Ill. App. 3d 563, 550 N.E.2d 257 (1990); Rush contro Hatfield, 929 S.W.2d 200 (Ky. Ct. App. 1996); Commonwealth contro un minorenne, 387 Mass. 678, 442 N.E.2d 1155 (1982); Jevning contro Chicos, 499 N.W.2d 515 (Minn. 1993); Contea di Mercer contro Alf M., 155 Misc. 2d 703, 589 N.Y.S.2d 288 (Fam. Ct. 1992); Sulla paternità di J.L.H., 149 Wis. 2d 349, 441 N.W.2d 273 (1989). Cf. Division of Child Support Enforcement in relazione a Esther M. contro Mary L., No. 94-33812 (1994.DE.19031), (le madri dei bambini non dovevano pagare il mantenimento per bambini concepiti a seguito di uno stupro/incesto del fratello).

Il messaggio di questi casi è ugualmente chiaro. Se un uomo ha un rapporto sessuale con una donna e ne risulta un bambino, l’uomo è responsabile del suo mantenimento. Il rapporto sessuale in questi casi è “di fatto consensuale” e perciò intenzionale, anche se non consensuale nel senso criminale in quanto il bambino era sotto l’età del consenso.

 

IV. “AVEVI INTENZIONE DI METTERMI INCINTA CON IL TUO SPERMA. ORA PAGA IL MANTENIMENTO.”

Nei casi discussi finora, l’obbligo di pagare per il mantenimento del figlio è stato affermato in base ad un rapporto sessuale volontario. Un uomo è comunque responsabile del mantenimento del figlio anche se non ha un rapporto sessuale con una donna ma si limita a fornire sperma per l’inseminazione artificiale e si accorda con la donna sul fatto che non ci sarà responsabilità di mantenimento? Ancora una volta, la risposta è sì. In questi casi, le corti hanno sostenuto all’unanimità che al di fuori dei precisi requisiti dello statuto giurisdizionale che regola l’inseminazione artificiale, una madre non può rinunciare al mantenimento per il figlio e un padre non può rinunciare ai suoi diritti genitoriali: un contratto del genere è nullo e va contro la politica pubblica. (Per un’eccellente discussione sul perchè le due parti dovrebbero essere libere di stipulare tale contratto, vedere Nancy Polikoff, La deliberata costruzione di famiglie senza padri: è un’opizione per madri lesbiche ed eterosessuali?, 36 Santa Clara Law Review 375 (1996) ).

Per cominciare, due genitori non possono prendere accordi per un’inseminazione artificiale tramite rapporto sessuale, laddove uno dei genitori è completamente escluso dal mantenimento del figlio. In Estes contro Albers, 504 N.W.2d 607 (S.D. 1993), la madre desiderava un bambino, chiese al padre di metterla incinta ed entrambi convennero che il padre non avrebbe avuto responsabilità economiche verso il figlio. Il bambino fu concepito naturalmente e nacque nel 1986. Successivamente, il padre dichiarò che, in base all’accordo, il suo status non era diverso da quello di un donatore di sperma e che lui non era obbligato a pagare il mantenimento. La corte rigettò la sua istanza su due piedi, facendo notare che il bambino era stato concepito naturalmente. Di conseguenza, lo status di donatore di sperma dell’uomo era inconsistente con la regolamentazione dell’inseminazione artificiale.

Allo stesso modo, in Straub contro B.M.T. by Todd, 645 N.E.2d 597 (Ind. 1994), la madre prese “accordi pre-concepimento” nei quali il padre acconsentiva a inseminarla e la madre a non pretendere alcun mantenimento. Anche in questo caso, il padre dichiarava di non essere altro che un donatore di sperma e che la madre aveva concepito tramite “inseminazione artificiale tramite rapporto sessuale”. La corte rigettò l’istanza, sostenendo che l’inseminazione deve essere artificiale e che vanno soddisfatti tutti i requisiti previsti dal Uniform Status of Children of Assisted Conception Act, 9B U.L.A. (Supp. 1998).

Le corti hanno sostenuto questi principi e hanno inoltre sostenuto che anche quando l’inseminazione è davvero “artificiale”, ovvero il sistema di inserimento dello sperma è una siringa e non un pene, se le due parti non aderiscono ai requisiti dello statuto sull’inseminazione artificiale, il padre è comunque responsabile del mantenimento e può ottenere la patria potestà mentre la madre può richiedere il mantenimento. Questo è il caso di Jhordan contro Mary K., 179 Cal. App. 3d 386, 224 Cal. Rptr. 530 (1986). In questo caso, il padre fornì direttamente il seme alla madre, che lo utilizzò per inseminarsi. Madre e padre erano d’accordo sul fatto che lui non fosse responsabile del mantenimento del figlio. Il padre poì richiese la patria potestà. La corte sostenne che, dato che il bambino non era stato concepito secondo le regole del Uniform Parentage Act, a Jhordan fu data la patria potestà. Accord Thomas S. contro Robin Y., 209 A.D. 2d 298, 618 N.Y.S.2d 356 (1994); M. contro C., 152 N.J. Super. 160, 377 A.2d 821 (1977) (uomo che dona a una donna del seme per l’inseminazione artificiale è padre e svolge le stesse funzioni di un marito); C.O. contro W.S., 64 Ohio Misc. 2d 9, 639 N.E.2d 523 (1994) (lo statuto che elimina i diritti genitoriali del donatore anonimo di sperma non si applica ai casi in cui la madre ha richiesto lo sperma al donatore). Cf. McIntyre contro Crouch, 98 Or. App. 462, 780 P.2d 239, review den. 308 Or. 593, 764 P.2d 1100 (1989) (Lo statuto dell’Oregon, che sostiene che al donatore di seme utilizzato per l’inseminazione artificiale è impedito di rivendicare diritti genitoriali, non si limita ai donatori anonimi ma si può applicare in situazioni in cui il donatore conosce la ricevente.)

Ancora una volta, il messaggio di questi casi è chiaro: se un uomo ha intenzione di fare un figlio con il suo sperma e lui e la madre non si attengono allo statuto giurisdizionale sull’inseminazione artificiale, l’uomo è responsabile del mantenimento del figlio.

V. “SEI STATO STUPRATO? ERA IL TUO SPERMA. ORA PAGA IL MANTENIMENTO.”

I casi elencati hanno dimostrato che sia l’intento di avere un rapporto sessuale che l’intento di ingravidare una donna hanno come risultato la responsabilità del mantenimento del figlio. Può un uomo sottrarsi a questa responsabilità se non intende avere un rapporto sessuale ne fare un bambino? La risposta è no. Dal momento che un uomo è coinvolto in un atto intimo e sessuale, che risulti nella deposizione del suo sperma, con una donna che poi resta incinta, egli è responsabile del mantenimento del bambino.

In Stato della Louisiana contro Frisard, 694 So. 2d 1032 (La. Ct. App. 1997), la madre e il padre del bambino il cui mantenimento era richiesto si incontrarono in un ospedale mentre il padre era in visita di un parente malato. La madre era un’aiuto infermiera e aveva accesso ad una serie di strumenti medici. La madre si offrì di praticare sesso orale sul padre e, stando alle sue dichiarazioni, “come… ogni uomo avrebbe fatto, ho accettato [.]”  694 So. 2d at 1035. La madre gli fece indossare un profilattico, che poi rimosse, e, alla di lui insaputa, si inseminò con il suo sperma usando una siringa.

La corte della Louisiana, sottolineando che la probabilità della paternità era del 99.9994%, sostenne che la testimonianza del padre secondo la quale “lui ebbe un qualche contatto sessuale con la querelante nel periodo del presunto concepimento, benchè abbia negato di aver avuto un rapporto sessuale” fosse sufficiente a provare la paternità. 694 So. 2d at 1036. Questo fatto obbliga il padre a mantenere il figlio. 694 So. 2d at 1034. In sostanza, poiché il padre intraprese volontariamente un atto sessuale, risultante nella deposizione del suo sperma, con la madre, è responsabile del mantenimento del figlio.

Un altro caso che ha portato allo stesso risultato con aspetti che sono, francamente, bizzarri, è S.F. Contro Alabama per conto di T.M., 695 So. 2d 1186 (Ala. Civ. App. 1996). In quel caso, il padre testimoniò che si recò ad una festa a casa della madre. Aveva bevuto per diverse ore prima di arrivare, e si era, infatti, sentito male lungo il tragitto. A casa della madre, il padre continuò a bere e l’ultima cosa che ricordava era di essersi sentito nuovamente male e che suo fratello lo aveva messo a letto a casa della madre. Il mattino seguente, il padre si svegliò in quello stesso letto con addosso solo la camicia. Il padre non ricordava di aver fatto sesso con la madre, e non lo aveva fatto volontariamente o sapendo di farlo.

Il fratello del padre testimoniò raccontando gli stessi fatti. Un amico sia della madre che del padre testimoniò con gli stessi fatti, aggiungendo che circa due mesi dopo la festa, la madre disse di aver fatto sesso col padre mentre lui “era svenuto” e che ciò le aveva risparmiato un viaggio alla banca del seme. Un altro amico testimoniò raccontando che la madre aveva detto di aver fatto sesso col padre “e lui non ne era nemmeno conscio”. Era dunque avvenuto uno stupro.

Un medico attestò che è possibile che un uomo intossicato al punto di perdere conoscenza può comunque avere un’erezione ed eiaculare: non si tratta di azioni coscienti e volontarie.

Il padre controbattè che poiché lui non aveva fatto sesso con la madre volontariamente, non era responsabile del mantenimento del figlio. La corte rigettò la sua istanza, comparandola a quella di L. Pamela P. contro Frank S.: la condotta sbagliata della madre nel causare il concepimento non elimina l’obbligo al mantenimento da parte del padre. La corte, inoltre, paragonò le argomentazioni del padre a quelle dei casi di stupro, concludendo che lo stupro del padre non inficiava le fondamenta della responsabilità di mantenimento.

Il dissenso avrebbe comunque reso il padre responsabile del mantenimento ma avrebbe costituito una deviazione dalle linee guida per il probabile mantenimento perchè “la condotta sessuale della madre era riprovevole e può essere considerata reato. A causa della condotta inappropriata della madre, la corte avrebbe dovuto deviare dalle linee guida” 695 So. 2d at 1191.

La lezione che si impara dal caso Frisard è semplice: un uomo è pienamente responsabile del luogo dove il suo sperma finisce quando intraprende volontariamente un atto sessuale. La lezione che si apprende da S.F. contro T.M., invece, è preoccupante: un uomo è pienamente responsabile del luogo dove il suo sperma finisce anche quando partecipa involontariamente e non coscientemente ad un atto sessuale. Anzichè paragonare la situazione del padre con quella della madre in Division of Child Support Enforcement per conto di Esther M. contro Mary L., No. 94-33812 (1994.DE.19031), nel quale una madre fu sollevata dagli obblighi di mantenimento perchè stuprata, la corte impose il mantenimento basandosi sulla paternità. Ciò può essere definito solamente un a teoria della piena responsabilità dello sperma.

A cosa porta la piena responsabilità dello sperma? Considerate i seguenti fatti, attualmente discussi davanti a una corte del Kansas: due coppie vanno in camporella in una macchina, una coppia sui sedili anteriori e una sul sedile posteriore. Scoprono di avere, tra tutti, solo un profilattico. La coppia sul sedile posteriore intraprende un rapporto sessuale usando il profilattico e poi lo passa alla coppia sui sedili anteriori. Il signore dei sedili anteriori, non volendo diffondere malattie, rovescia il profilattico. La coppia dei sedili anteriori, a quel punto, inizia il rapporto. Un mese dopo, la signora dei sedili anteriori scopre di essere incinta. Dopo la nascita del bambino, il test del DNA rivela che il padre è il signore del sedile posteriore. Chiaramente, fu il signore dei sedili anteriori ad avere un rapporto sessuale con la madre del bambino. Ma è lo sperma del signore del sedile posteriore ad averla ingravidata. A chi tocca il mantenimento? La corte dovrebbe forse imporre una teoria “collettiva” della responsabilità? O ad essere pienamente responsabile è il signore del sedile posteriore perchè si tratta del suo sperma?

VI. CONCLUSIONI

In tutti questi casi, eccetto S.F. contro T.M., il padre si è lamentato del fatto che la decisione di riprodursi era solo nelle mani della madre, poichè, una volta avvenuto il concepimento, non poteva costringerla a non avere il bambino. L’obiezione, in questi casi, sarebbe che le donne non si sono assumono solo tutti i “diritti riproduttivi” ma anche i rischi del fallimento della contraccezione.

Per via della biologia, poiché la donna è quella che partorisce, secondo questa logica gli uomini dovrebbero esercitare i loro diritti di non avere un figlio prima delle donne, ovvero in camera da letto e non in clinica o in tribunale. Dalle parole di una corte,

Se è vero che dopo il concepimento una donna ha più controllo di un uomo sulla decisione di avere un figlio, e può rifiutarsi unilateralmente di abortire, questi fatti erano noti al padre al momento del concepimento. La scelta possibile per una donna le appartiene per il fatto che lei e non l’uomo deve portare in grembo il bambino e sostenere qualsiasi trauma, fisico e mentale, che può avvenire durante il parto o l’aborto. I diversi trattamenti riservati a uomini e donne … non sono dovuti alla (legge) ma alla natura.

Ince contro Bates, 558 P.2d 1253, 1254 (Or. App. 1977).

Come sostenuto, con parole diverse, in Stephen K. contro Roni L., 105 Cal. App. 3d 640,645, 164 Cal. Rptr. 618, 621 (1980):

Quanto alle affermazioni di Stephen, che sostiene di essere stato imbrogliato e costretto ad essere padre di un figlio che non voleva, non c’è alcuna buona ragione per la quale lui non potesse prendere precauzioni. Anche se Roni assumeva regolarmente la pillola, quel metodo, benchè considerato il più efficace, non è affidabile al 100%. Benchè minima, esiste la possibilità di concepimento.

D’altra parte, queste obiezioni non reggono: nemmeno il preservativo è sicuro al 100%, inoltre una donna può avere accesso ad aborto e a rinuncia della maternità al momento del parto e nei safe haven (siti in cui, negli USA, è possibile lasciare i bambini a privati designati dallo Stato in modo che i bimbi vengano affidati allo Stato).

Ma soprattutto: è possibile che anche l’inganno, lo stupro (solo quello maschile, considerata la differenza di trattamento tra il caso S.F. contro T.M. e quello Esther M. contro Mary L.) e la pedofilia sotto l’età del consenso non fermino l’obbligo di mantenimento? Se costringere una ragazza stuprata a portare avanti la gravidanza è crudele, non lo è forse dover pagare per almeno 18 anni il mantenimento alla propria stupratrice o alla persona che ti ha truffato per mantenere un bimbo nato dal tuo abuso?

Annunci

Una risposta a “Lei mente sul prendere la pillola o ti stupra? Negli USA paghi lo stesso

  1. PirateQueenEmeraldas

    ho sempre pensato che costringere un uomo a diventare padre con l’inganno sia un gesto vile e, di fatto, paragonabile allo stupro, in quanto si “confisca” l’intera esistenza di un individuo fregandosene della sua volontà, ovviamente molte altre donne mi contestano, quando dico questo, giustificando tale azione e autogiustificandosi, ma la mia stima per chi ricorre a questi mezzucci resterà sempre sotto zero. Uomini, tutelatevi: usate sempre il preservativo, anche se lei vi dice che usa la pillola, e, soprattutto, cominciate a prendere in considerazione il contraccettivo ormonale maschile: il “pillolo” esiste ma è ancora troppo poco usato e non capisco il perché. Se fossi un uomo non esiterei a provarlo per mettermi al riparo dalle mire di certe furbastre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...