Quando cambieremo le leggi sessiste sull’infanticidio?

nearly ten years(In Nuova Zelanda non ti riprendi dal parto dopo quasi 10 anni, e per questo puoi ammazzare tuo figlio e scontare solo 3 anni in prigione, se ci andrai. – Immagine di Mankind Equality Network)

 

Cito da [Susan Hatters Friedman, Phillip J. Resnick. Child murder by mothers: patterns and prevention. World Psychiatry. 2007 Oct; 6(3): 137–141.]:

“Le leggi sull’infanticidio spesso riducono la pena per le madri che uccidono i loro bambini fino a un anno di età, in base al principio che una donna che commette infanticidio lo fa perché “l’equilibrio della sua mente è disturbato a causa del suo non essersi pienamente recuperata dall’effetto di dare alla luce il bambino” (41). Il British Infanticide Act del 1922 (emendato nel 1938) permette alle madri di essere accusate di omicidio colposo e non di omicidio volontario se soffrono di un disturbo mentale. La legge è stata originariamente basata sul concetto obsoleto di follia dell’allattamento [lactational insanity, n.d.t.], ma il desiderio del pubblico di giustificare le donne sulla base della simpatia ha causato una riluttanza a modificare la legge dopo che la teoria della follia dell’allattamento è stata screditata. Le donne colpevoli di infanticidio spesso ricevono libertà vigilata e rinvio verso trattamenti per la salute mentale, piuttosto che il carcere (41).

Approssimativamente due dozzine di paesi hanno attualmente leggi sull’infanticidio (Australia, Austria, Brasile, Canada, Colombia, Finlandia, Germania, Grecia, Hong Kong, India, Italia [sì, il nostro Paese, n.d.t.], Giappone, Corea, Nuova Zelanda, Norvegia, Filippine, Svezia, Svizzera, Turchia e Regno Unito (12,19,21,41,63)). La maggioranza delle nazioni che hanno leggi sull’infanticidio ha seguito il precedente britannico e ha diminuito la pena per le madri che uccidono figli sotto un anno di età. Tuttavia, la definizione legale di infanticidio varia tra i Paesi. L’uccisione di bambini fino a dieci anni è inclusa in Nuova Zelanda (21).

In pratica, però, le donne condannate per infanticidio in Inghilterra molte volte non hanno una significativa malattia mentale come tecnicamente richiesto dalla legge (64). Gli oppositori della leggi sull’infanticidio sottolineano che ai padri viene concessa molto meno clemenza. Un padre che è altrettanto psicoticamente depresso come una madre, che uccide il suo bambino di 10 mesi in una credenza psicotica altruistica con un associato tentativo di suicidio, non dovrebbe essere trattato in modo diverso rispetto ad una madre che si trova in una situazione simile. Alcune femministe criticano le leggi sull’infanticidio per star “patologizzando il parto”. Ritengono che creando tale eccezione si nega loro la stessa capacità di auto-governo attribuito agli uomini (65). Inoltre, è illogico che una madre che in preda alla psicosi post-partum abbia ucciso il suo neonato e il suo figlio di due anni debba essere accusata di infanticidio/omicidio colposo per l’omicidio del neonato e di omicidio volontario per l’omicidio del figlio di due anni. Se gli Stati Uniti avessero avuto una legge dell’infanticidio, Andrea Yates non si sarebbe qualificata, perché oltre al suo infante uccise i suoi quattro bambini più grandi. Una madre psicotica acuta che ha ucciso il suo bambino di 13 mesi non si qualificherebbe per la legge sull’infanticidio in Inghilterra, mentre una madre che ha martoriato il suo bambino di 11 mesi potrebbe farlo.

Tutta questa orrenda situazione parte dall’idea che il figlio sia di proprietà della madre.
Oltre a un cambiamento legislativo, quindi, è necessaria una svolta nella mentalità della società, in modo che il primo tipo di cambiamento venga applicato e non venga annullato non appena raggiunto. E’ tempo per la società di smettere di dire “donne e bambini” come se questi ultimi fossero di proprietà della madre, perchè i padri amano i loro bambini quanto le madri.

men children(Nuovamente, immagine di Mankind Equality Network).
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