Ancora sui linguaggi delle femministe e degli anti-MRA

doppi standard

(Presa da “Equal Rights Advocate”)

Dopo aver risposto alle sue accuse precedenti nel nostro post “Lessico delle femministe e degli anti-MRA“, Abbatto i Muri continua ad attaccarci, questa volta con un articolo dal titolo “Ancora su linguaggi di maschilisti, antifemministi, mra“. Nuovamente, accomuna indebitamente l’attivismo per i diritti degli uomini (MRA) alla misoginia, già partendo dal titolo.

L’articolo in sintesi dice in una riga “invitiamo a non demonizzare e che teniate ben chiaro il fatto che esistono varie e più espressioni dell’antifemminismo” e la riga dopo “Sono gruppi diversi ma di eguale ispirazione”. In sintesi “non generalizzate ma sono tutti uguali”. Questo fa già capire quanto approssimativa sia la loro “critica femminista”.

Iniziamo subito:

Manu ci informa che negli Stati Uniti esistono mra, i redpillers e i mgtow. Sono gruppi diversi ma di eguale ispirazione.

Assolutamente no, non sono uguali. Ma come, la stessa persona che gestisce un blog in cui è sempre a discutere con altre correnti femministe, fa una simile generalizzazione?
Noi generalizziamo sulle femministe perchè tutte partono dal presupposto della Teoria della Dominazione Maschile, ma non lo facciamo in merito alla posizione sulla prostituzione (sex-positive e sex-negative), sulla transessualità (TERF e femministe queer), ecc. Allo stesso modo l’unica cosa che accomuna redpillers, MGTOW, MRA (e aggiungo io) PUA è il parlare degli uomini. Ma sono pensieri assolutamente distinti l’uno dall’altro, che non c’entrano assolutamente tra loro:

– si definisce MRA qualunque individuo che rigetta la Teoria della Dominazione Maschile e che fa o supporta l’attivismo per risolvere le questioni maschili;

– si definisce MGTOW qualunque individuo che attivamente scoraggia gli uomini a intraprendere relazioni romantiche con donne, specialmente il matrimonio, a causa di condizioni sfavorevoli per gli uomini in questo ambito;

– si definisce RedPiller qualunque individuo che analizza la differenza nell’approccio tra uomini e donne e lo usa per aumentare il proprio “”valore attrattivo”” (e solo indirettamente attirare donne, se uomo etero);

– si definisce PUA o Pick-Up Artist qualunque individuo che cerca di attrarre maggiormente persone a cui è interessato (tipicamente donne, se il PUA in questione è un uomo etero) mediante tecniche di seduzione.

[Gli MRA] Esistono anche in India, dove approdano nel 2010 in seguito al varo della legge sulla violenza domestica, ritenuta oppressiva per i mariti. Ovviamente la cultura che diffondono peggiora la già grave situazione delle donne indiane.

Però per carità, non diciamo che le leggi in India sono così deficitarie per i diritti maschili che le vittime maschili di stupro non possono denunciare perchè… manca la legge! E non diciamo che le femministe, in India, hanno manifestato per chiedere che la legge sulla violenza sessuale non si applicasse anche agli uomini, rendendoli di fatto privi di protezione. Non diciamo che una delle principali autrici di questo atto immondo, la femminista Flavia Agnes ha dichiarato, al Times of India, testuali parole: “Mi oppongo alla proposta di rendere le leggi neutre per il genere. Ci siamo opposte quando il governo ha reso le leggi sullo stupro sui bambini neutre per il genere“.
(Fonte: http://timesofindia.indiatimes.com/india/Activists-oppose-making-rape-gender-neutral/articleshow/15049606.cms)

Dunque devo pensare che questa opposizione all’attivismo MRA in India sia dovuta al supporto verso atti di questo tipo?

A partire dalle dichiarazioni del fondatore dei “mens right activist”

Non esiste nessun fondatore dell’Attivismo per i Diritti degli Uomini, non siamo una monarchia, e nemmeno eleggiamo Presidenti del Consiglio. Esiste un pensiero condiviso dalla maggioranza degli MRA, ovvero il rigetto della Teoria della Dominazione Maschile e il supporto dell’attivismo per le questioni maschili, punto.

Possiamo citare frasi prese da qui o da lì, e poi indebitamente generalizzarle a tutti gli MRA, così come possiamo citare frasi prese da qui o da lì e generalizzarle a tutte le femministe. Possiamo farlo con tutti i movimenti. Qualsiasi movimento avrà un pazzo o una pazza all’interno che svalvolerà e ci sarà sicuramente qualcuno a registrarlo/a in quel momento per poi poter generalizzare su tutti gli altri.
Noi però non crediamo a questo tipo di confronti, non crediamo che le discordie dipendano da un tizio o una tizia X che ha detto qualche follia. Noi pensiamo che le differenze si intravedano nella Weltanschauung, nel modo di concepire la società che i due movimenti hanno. E’ quello, è la concezione del mondo differente che crea la divisione tra femministi ed MRA, non è una persona che dal nulla se ne esce e dice assurdità.
E tale Weltanschauung è la Teoria della Dominazione Maschile: le femministe vi aderiscono, gli MRA no. Punto.

Ridurre tutto nella frase che una volta ha detto una persona sulle migliaia di personaggi di spicco dei nostri movimenti è, me lo si conceda, infantile, oltre che riduzionista nell’analisi dei conflitti tra i due gruppi.

Ma visto che dall’altra parte hanno tirato fuori dichiarazioni random, giochiamo anche noi. Citiamo ad esempio da “S.C.U.M. Manifesto” di Valerie Solanas, trattato politico femminista del ’67, che già dal titolo lascia intendere tutto: S.C.U.M., oltre che per f*ccia, sta per “Society for Cutting Up Men”. Questo manifesto non fu solo un testo morto, difatti la Solanas di morto voleva vedere Andy Warhol, che provò ad assassinare sparandogli. Quest’ultimo si salvò in extremis riportando però ferite gravi. Riporto (censurando con un asterisco le parole peggiori):

“S.C.U.M. sterminerà tutti gli uomini che non fanno parte dell’Ausiliare Maschile di S.C.U.M. Gli uomini dell’Ausiliare sono quelli che si applicano con diligenza alla propria eliminazione, uomini che sono nel giusto, qualunque siano le loro motivazioni, uomini che hanno accettato la partita con S.C.U.M. Ecco alcuni esempi tra l’Ausiliare Maschile: uomini che uccidono uomini, biologi impegnati in programmi costruttivi (invece di preparare la guerra biologica), giornalisti, scrittori, redattori, editori, produttori che promuovono e diffondono le idee che servono le mete di S.C.U.M.; fr*ci, che con il loro esempio magnifico incoraggiano altri uomini a smascolinizzarsi e perciò a rendersi relativamente inoffensivi [si intravede omofobia, ma in fondo da una donna che ha provato a uccidere un uomo gay che ci si può aspettare?, N.d.T.]. Nelle file dell’Ausiliare, ci sono anche uomini che generosamente mettono a disposizione denaro, proprietà, servizi; uomini che dicono le cose come stanno (fino adesso nemmeno uno lo ha fatto), quei pochi che sanno come comportarsi correttamente con le donne, che tirano fuori la verità sul proprio conto, che danno alle più str*nze femminemaschio un po’ di frasi corrette da ripetere; quelli che insegnano che lo scopo primario della donna dovrebbe essere quello di schiacciare il sesso maschile. Per aiutare gli uomini in questo sforzo S.C.U.M. organizzerà dei Seminari di M*rda, dove ogni maschio presente farà un discorso che dovrà cominciare così: “Sono una m*rda, una m*rda volgare e abbietta”, proseguendo con la lista completa di tutti i suoi aspetti m*rdosi. Come ricompensa, alla fine del seminario, lo si lascerà fraternizzare con le donne S.C.U.M. che saranno presenti.
[…] Prima di essere rimpiazzati dalle macchine, i maschi dovranno rendersi utili alle donne: servirle, soddisfare i loro minimi capricci, obbedire a tutti i loro ordini, essere totalmente sottomessi ed esistere solo per la loro volontà; questo per capovolgere la situazione attuale, completamente degenerata e distorta, in cui gli uomini non solo esistono e ingombrano il mondo con la loro ignominiosa presenza, ma si fanno anche leccare i piedi e il culo dalla massa delle donne inginocchiate in adorazione dell’Agnello d’Oro, e fanno anche i padroni, portati al guinzaglio dal loro cane, mentre la sola posizione accettabile per l’uomo, la meno miserabile, è, a parte quella di fare la drag queen [nuovamente omofobia, presente nel ritenere le drag queen “miserabili”, N.d.T.], quella di prostrarsi ai piedi della donna, come suo schiavo. Gli uomini ragionevoli desiderano farsi calpestare, schiacciare, torchiare e triturare, farsi trattare da vermi (perché tali sozzerie sono) e hanno bisogno di vedere confermata la loro ignominia. Gli uomini irragionevoli, malati, quelli che cercano di difendersi dalla loro ignominia, vedendo S.C.U.M./la f*ccia rotolargli addosso, si aggrapperanno terrorizzati alla Grande Mamma con le Grandi Tett* di gommapiuma; ma le Grandi Tett* non li salveranno da S.C.U.M./la feccia. La Grande Mamma si aggrapperà a Papà che starà lì in un angolo a ca*arsi nelle sue mutande di Superman. Gli uomini ragionevoli, invece, non scalceranno, non si dibatteranno, non faranno storie, ma siederanno col cuore in pace, approfitteranno dello spettacolo e si abbandoneranno alla deriva verso il loro destino finale.

Che dire, che orrore. Misandria + omofobia + lo schifo dello schifo. Ma noi non ci comportiamo da bambini, quindi non useremo tali parole per generalizzare sulle femministe, noi non ci attacchiamo agli estremisti dell’altra fazione per criticarla, esattamente come fanno i razzisti che generalizzano sugli arabi citando i terroristi islamici.
No, noi attacchiamo il femminismo – il pensiero, e mai le persone – per la sua concezione del mondo, non per frasi di qualche esaltata.
Mostriamo soltanto, però, che se vogliamo giocare a questo gioco, il femminismo non ne esce vincitore come voleva far credere.

Questo accade perché chi gestisce le pagine Mra, mascherate dietro un presunto quanto dubbio “antisessismo”, racconta solo la mezza messa e non fa vedere il vero volto del movimento.

La frase, vedendo dai commenti da cui è stata ripresa, in realtà era:

Questo accade perche’ chi gestisce le pagine mra, come ad esempio la famigerata “antisessismo”, racconta solo la mezza messa e non fa vedere il vero volto del movimento.

Quindi, come vediamo, è un attacco a noi. Tentativo di camuffamento fallito.
In primis, se noi non siamo così, perchè attaccarci? Magari potrebbero dire “ah vedi, sì in America c’è un tizio che dice frasi misogine ma per fortuna in Italia Antisessismo non è così”.
Invece ci stanno dicendo che noi non siamo misogini ma che lo siamo comunque perchè un altro tizio MRA, che non è il nostro migliore amico, con cui non usciamo la sera a prenderci una birra nè la mattina presto a fare colazione assieme, ha detto qualche frase misogina.
Ma che cosa…?!?!? No, vabbè, è un ragionamento così illogico che non ci perdo neanche tempo a smontarlo, fa già ridere così.

Allora ve lo faccio vedere io. Ecco un paio di dichiarazioni di paul elam, leader e fondatore degli mra:

Nuovamente, non esiste un fondatore degli MRA. Paul Elam è il fondatore di A Voice for Men, non del MRM (Movimento per i Diritti degli Uomini), tra l’altro non è neanche rappresentativo di tutta AVFM, dato che AVFM è un collettivo, e ci può scrivere praticamente chiunque facendone richiesta e avendo a cuore le questioni maschili, anche andando in contrasto con quanto scritto da Elam. Quindi la generalizzazione delle affermazioni di quest’uomo è pari a zero.

Sostanzialmente dice che proclama il mese di Ottobre come mese della violenza su una “c*gna” perché sarebbe un gesto di eguaglianza.

In realtà non dice il mese della violenza su una “c*gna”, ma su una “c*gna violenta“, ovvero su una donna autrice di violenza domestica contro un uomo. Invita dunque gli uomini vittime di violenza domestica a reagire contro la violenza che subiscono.
Assolutamente d’accordo sul fatto che è sbagliato reagire con eccesso nella legittima difesa, come invece sembra voler suggerire l’articolo, ma non mi pare che dall’altro lato della barricata ci si scandalizzi per cose di questo genere. Ad esempio esistono progetti femministi che vogliono la liberazione delle donne che hanno ucciso il marito abusante anche in situazione non di pericolo imminente, progetti femministi che dunque vorrebbero legalizzare l’omicidio per vendetta.
Io mi focalizzerei più su questo che sull’articolo di un blog, sinceramente.

“Should I be called to sit on a jury for a rape trial, I vow publicly to vote not guilty, even in the face of overwhelming evidence that the charges are true.”
fonte
In questa altra dichiarazione dice che bisognerebbe chiamarlo a far parte di una giuria in un processo per stupro e lui voterà “non colpevole” anche di fronte a prove schiaccianti contro l’accusato.

Basta aprire il link citato per leggere che si trattava di una provocazione, e che parlava non del caso di un sistema di giustizia imparziale (difatti asserisce che ciò vale “Until the system is reformed”, finchè il sistema sarà riformato), ma avendo presente i limiti – che lui ritiene siano molto estesi – di un sistema pieno di bias. Che tali limiti siano così estesi da non poter arrivare a nessuna conclusione è discutibile, e io ad esempio voterei in base all’evidenza, indipendentemente da quanto il sistema sia fallace (perchè altrimenti, nell’attesa di un sistema migliore, si ottiene l’immobilismo), ma la cosa essenziale è far notare che si trattava di una figura retorica per mostrare quanto il sistema giuridico fosse poco affidabile e non di un “liberiamo gli stupratori!!!1!!1!!111!”. Attribuirgli quest’ultimo significato è dunque un atto di estrema disonestà intellettuale.

Cito dalla nota editoriale:

Editorial note: in the early years of A Voice for Men, when it first started, deliberately inflammatory articles were often written in order to shake people out of their comfortable sensibilities and confront brutal realities they just did not want to see. This tiny handful of old articles is cited time and again by critics of the Men’s Human Rights Movement’s literature as “typical” and the sort of thing you see “all the time” or in a “steady stream,” when, rather tellingly, these are almost always articles at least a few years old and actually rather unusual.

In this particularly controversial essay, Paul Elam asks a provocative question: if you truly believe you cannot trust police, prosecutors, or judges to make sure you get the truth, the whole truth, and nothing but the truth, when rape shield laws withhold exculpatory evidence, how can you in good conscience trust anything you see in a court of law, no matter how damning the evidence might look?

It is an uncomfortable question, but it is rather telling that in the years since this was written, almost everyone continues to bring up this old article without ever addressing the substance of it, but instead just emotionally characterize it as “Paul Elam says men should get away with rape,” when what he actually says could not be more clear: due process and presumed innocence have been undermined, and until that changes how can you in good conscience convict a man of practically anything?

Until the system is reformed, it would seem to us that a growing number of people are going to come to the same uncomfortable conclusions Elam does here, and although not everyone in the Men’s Human Rights movement endorses this view, it is telling that most reactions to it are emotional and not logical. What most frequently happens is the whole thing is misinterpreted as “rape apologia’ rather than what it is: an indictment of a flawed criminal justice system.

It is also telling that, once again, this unusual article, not typical at all of AVfM content, is still years later regularly cited as “typical,”  instead of what it was: a provocative piece meant to force people to think about things they don’t like thinking about. Eds

Infine, noi non siamo legati ad Elam, quindi mi chiedo, fosse pure stato quello il suo pensiero, che c’azzecca con noi?

Sodini, voce autorevole, dice:
“properly owning a dog is excellent training for properly owning a woman. The behavior of dogs and women is eerily similar, and their relation to man testifies to that.
Like dogs, women need to be led. They *want* to be led. In fact, though they will never admit it, women want to be owned by their men.”

Fonte

Vale a dire che possedere un cane sarebbe un ottimo allenamento per riuscire a dominare una donna. Secondo lui il comportamento dei cani e delle donne sarebbe simile e identica sarebbe la relazione con l’uomo. “Come i cani anche le donne hanno bisogno di essere guidate. Vogliono essere guidate. In realtà, anche se non lo ammetteranno mai, vogliono essere di proprietà degli uomini.”

In realtà sembra che il sito (“Chateau Heartiste”) non sia MRA. Difatti anche autori tradizionalisti/della neo-mascolinità (in sintesi, sessisti), lo contrappongono ai siti MRA più conosciuti:

“It’s obvious that men, especially young men, don’t want what the MRM is selling: the most popular MRM sites, such as A Voice for Men and Fathers & Families, are eclipsed in popularity by sites like Roosh’s and Chateau Heartiste.”

L’articolo che lo afferma, dichiaratamente pro-tradizionalismo, si intitola “Feminism and the Men’s Rights Movement as Ideological Autism” e quindi non può essere accusato di favoreggiare gli MRA.

Jay hammers, altra voce autorevole altra corsa:

“Age of consent laws are designed to punish beta males. A beta male in his 20s, unsuccessful with women his own age who are infused with a sense of feminist entitlement and deride all but the top alpha males who take interest in them, who seeks companionship with a younger, sexually mature female who desires him, should not go to prison for acting on that which is normal male sexuality.
Females generally do not significantly mature mentally past puberty so it should always be illegal for any woman to have sex or it should never be illegal for any woman to have sex. There is no arbitrary age where females suddenly become self-aware, realizing the consequences of their actions, and stop seeking out alpha males. Thus there must not be an arbitrary age of consent for sex.”

Ovvero: “Le leggi che determinano qual è l’età del consenso sono realizzate per punire i maschi beta. Un maschio beta sui vent’anni, senza successo con le donne della sua età, le quali hanno respirato la cultura femminista dei diritti civili e che deridono tutti, quel maschio che cerca la compagnia di una femmina più giovane, non dovrebbe andare in prigione perché vive la naturale spinta che caratterizza la sessualità maschile.” (traduzione non letterale)
Continua dicendo che non esiste un’età in cui una donna diventa consapevole e si lamenta del fatto che le donne non cagano i maschi beta ma cedono alle attenzioni dei maschi alpha. Solita solfa del maschio sessualmente insoddisfatto che per l’incapacità di accettare un NO e il diritto al consenso da parte delle donne sviluppa una malata tendenza misogina.

Basta fare una ricerchina per trovare che:
“In fact, Jay Hammers was more or less excluded from the ‘Men’s Rights Movement’ soon after publishing it.” (Traduzione: “Infatti, Jay Hammers fu più o meno escluso dal “Movimento per i Diritti degli Uomini” subito dopo averlo pubblicato [l’articolo sull’età del consenso]”).

Altra osservazione di Manu è relativa al fatto che pagine facebook non si presentano come Mra se non dopo aver acquisito spazio e un minimo di consenso, perchè, per loro stessa ammissione, se non si nascondessero dietro espressioni rubate al femminismo troverebbero molte resistenze e avrebbero scatenato proteste. Diversamente negano l’origine del movimento al quale aderiscono e indorano la pillola continuando a demonizzare il femminismo con una puntuale retorica sessista e negazionista della quale conosciamo ogni virgola.

Ecco, qui è un attacco a noi.
No, lo mettiamo bene in chiaro: non abbiamo mai negato di essere MRA. Siamo stati i primi in Italia a identificarci con questo termine, e inizialmente abbiamo appoggiato il femminismo, è vero, ma sempre vedendolo come complementare all’Attivismo MRA. E’ possibile vederlo da uno dei nostri primi articoli che ahinoi, per pigrizia e mancanza di tempo ancora non abbiamo cambiato. Faccio lo screen:

mra

Adesso, essendoci resi conto che il Femminismo è indissolubilmente legato alla Teoria della Dominazione Maschile, vediamo MRA e WRA (Attivismo per i Diritti delle Donne al di fuori della Teoria della Dominazione Maschile) come complementari dell’Antisessismo, ma siamo sempre stati MRA e l’abbiamo sempre dichiarato.

Tutto questo fraintendimento proviene da un post che abbiamo pubblicato sulla pagina diversi mesi fa, e che faceva riferimento non al nostro “scoprirci come MRA” dopo le migliaia di like, ma al nostro rivelare che tutti i post che avevamo fatto fino al momento, servivano solo per raccogliere gente da far partecipare alle petizioni e agli invii mail. Questo quindi ha svelato non il nostro essere MRA, che già si sapeva, ma il fatto che privilegiamo le azioni di attivismo che possono portare a cambiamenti concreti al condividere post su facebook. Tutto qui. Quando si dice farsi i film mentali…

Non tutti coloro che parlano di diritti maschili sono semplicemente antifemministi e misogini. Manu segnala un progetto in cui si lotta per quei diritti senza spargere odio contro femministe e donne.

Il progetto in questione, MensLib:
1) non ha alcun seguito (su fb sono qualche decina di like, che non sono nulla sui social) e sembra essere stato creato solo come contentino per dire “vedete, facciamo qualcosa!”,
2) parte dalla Teoria della Dominazione Maschile e dunque da una visione del mondo falsata che non permette la piena liberazione dell’uomo dagli obblighi di genere imposti su di lui dalla società,
3) si focalizza sui sentimenti (ad esempio il poter piangere) e non sui cambiamenti strutturali della società (ottenendo l’assurdo di risultato di avere il diritto di “piangere inutilmente”, perchè i propri bisogni non verranno ascoltati).

dire che il patriarcato è una “teoria” pone gli Mra alla stessa stregua degli omofobi antiabortisti che parlano di teoria del gender. E vorrei anche dire che se a raccontare le mistificazioni Mra è un gay non significa che si espongono concetti antisessisti di per sè. Ne abbiamo conosciuti di gay sessisti e misogini. Oh quanti ne abbiamo conosciuti. Esattamente come abbiamo conosciuto tante donne sessiste.

Oh qui è l’attacco a me. Che belli, gli attacchi ad personam, che onore quando personaggi illustri come Abbatto i Muri ti accusano di essere “un gay misogino” per aver criticato una teoria. Perchè, non lo sapete? Le donne non sono fatte di carne e ossa, è una diceria, sono fatte di teorie! Scorrono i globuli teorini nel loro sangue, e le loro cellule nervose sono dette teoroni. E’ per questo che quando attacchi una teoria attacchi le donne, e non un pensiero, eh! *sarcasmo*

Parlando seriamente, sarebbe misogino negare il Patriarcato se dicessimo che le donne non sono mai state svantaggiate in alcun periodo storico dalla società. Ma no, noi non neghiamo la misoginia, noi estendiamo il sistema includendo anche la misandria. Inclusione, non esclusione. E’ per questo che la Teoria alternativa a quella della Dominazione Maschile è la Teoria della Bi-oppressione, una teoria che include la precedente ed estende anche agli uomini vittime di sessismo.

Ma poi la stessa frase citata ci conferma che le donne siano partecipi allo stesso modo degli uomini del sistema dei ruoli di genere (e dunque il termine “patriarcato” smette di aver senso). Infatti, se con patriarcato indichiamo l’atto di taluni uomini nell’opprimere le donne e lo allarghiamo con le varie scuse che le femministe affermano per indicarne l’origine anche di problemi maschili, diventa l’atto di tutti nell’opprimere tutti. Ad esempio, se aggiungiamo che “il patriarcato fa male anche agli uomini”, gli uomini possono opprimere gli uomini; se aggiungiamo che esistono donne che danno sostegno al patriarcato, le donne possono opprimere gli uomini; se aggiungiamo che esistono donne che hanno “interiorizzato il sessismo”, le donne possono opprimere le donne.
Come detto prima, si passa da una visione in cui “gli uomini opprimono le donne” a una in cui “la gente opprime altra gente”. Quindi, come accennato in precedenza, il termine patriarcato smette di aver senso.

Infine, l’accostamento tra Teoria della Dominazione Maschile e Teoria del Gender oltre che assolutamente fuori luogo, sembra essere un caso classico di fallacia di “avvelenamento del pozzo”. Cito da Wikipedia:

Per “avvelenamento del pozzo” si intende un tipo di fallacia argomentativa per cui ciò che sarà sostenuto dall’avversario viene pubblicamente delegittimato in anticipo insinuando un sospetto circa la sua buona fede o sulla sua credibilità. Ogni cosa che dirà l’interlocutore sarà quindi ignorata, considerata irrilevante o del tutto falsa, da parte degli astanti.
[…] L’avvelenamento del pozzo può assumere la forma di argomento implicito o esplicito. Questo argomento ha la seguente forma:

  1. Un’informazione sfavorevole (sia essa vera o falsa, rilevante o irrilevante) contro “A” (il bersaglio) è presentata da un altro (esempio: “Prima che ascoltiate il mio avversario, vorrei ricordarvi che lui è stato in prigione”).
  2. Conclusione implicita: “Pertanto, ogni richiesta fatta da “A” non può essere fatta valere”.

Una variante di questa forma consiste nell’applicazione di un attributo negativo a eventuali futuri avversari, nel tentativo di scoraggiare il dibattito (per esempio: “Questa è la mia posizione sul finanziamento del sistema della pubblica istruzione e chiunque sia in disaccordo con me odia i bambini”). Dunque, la persona che si farà avanti per contestare la posizione di colui che ha applicato preventivamente questo attributo negativo rischierà di vedere attribuita a se stesso l’etichetta sfavorevole.

Questo argomento può presentarsi anche in un’altra forma:

  1. Vengono presentate definizioni sfavorevoli (vere o false) che impediscono il disaccordo (o fanno valere la posizione affermativa).
  2. Eventuali contestazioni che preventivamente non accettino le definizioni di cui sopra vengono automaticamente respinte.

E con questo è tutto. Grazie per l’attenzione,

il vostro amato [A.]

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