Archivi del mese: ottobre 2017

Sottotitoli (corretti) in Italiano per “The Red Pill”

red pill

Visto che è uscita una versione dei sottotitoli in italiano del documentario “The Red Pill” che è molto approssimativa, piena di errori e inversioni di senso, riportiamo qui i sottotitoli corretti per il film, revisionati da numerose persone.

Ovviamente noi non supportiamo la visione illegale del documentario, pertanto richiediamo a chiunque di impiegare tali sottotitoli esclusivamente per vedere in italiano una copia del film acquistata legalmente.

I sottotitoli lacunosi ed errati sono quelli firmati da un tale “SchizoITA”: il suo nome appare all’inizio dei sottotitoli stessi, quindi è facile riconoscere tali sottotitoli errati ed evitarli.

EDIT: ABBIAMO AGGIORNATO I SOTTOTITOLI. Mentre i primi sottotitoli pubblicati da SchizoITA avevano gravi errori e inversioni di senso, anche gli ultimi sottitoli (da noi) uploaddati avevano qualche pecca: vi era un leggero scarto temporale di qualche millisecondo tra il sottotitolo e il video, che qui abbiamo risolto.

Qui è possibile scaricare i sottotitoli:
Link 1
Link 2
(Su OpenSubtitles)

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Perché gli MRA esistono

Ringraziamo Opinioni al vento per il bellissimo articolo e per averci citato! 🙂

Opinioni al vento

Comincio questo discorso con delle premesse banali.
Essere MRA (Men’s Rights Activist) non significa osteggiare la lotta per l’emancipazione femminile.
Essere MRA non significa voler negare diritti alle donne.
Sostenere i diritti maschili non nega il fatto che esista la misoginia e gruppi misogini, nello stesso modo in cui sostenere i diritti delle donne non nega il fatto che possa esistere la misandria e gruppi misandrici.
Potrete trovare persone che sostengono i diritti maschili misogine, così come potreste trovare delle persone che sostengono diritti femminili misogine.
La stragrande maggioranza dei gruppi MRA è di matrice anti-sessista, e supporta la lotta per i diritti delle donne.
Essere MRA significa però criticare il femminismo in quanto movimento portatore di ideologie come la teoria del Patriarcato.
Alcune persone potrebbero trovare contraddittoria quest’ultima affermazione con quella che dice che essere MRA non significa voler negare diritti alle donne, spiegherò nel seguito perché non è…

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Gestazione per Altri e polemiche: Antisessismo risponde

gpa gay

Prima di tutto: che cos’è la Gestazione per Altri (GPA)? Il termine “Surrogazione di Maternità” o “Gestazione per Altri” si riferisce ad una forma particolare di fecondazione assistita: una donna porta avanti una gravidanza per un’altra donna la quale, per diversi motivi, non può farlo a sua volta, o per una coppia di persone dello stesso sesso, perlopiù maschile, che scelgono di avere un figlio. In entrambi i casi la “madre genetica” non sarà l’effettivo genitore del bambino, bensì coloro che sono ricorsi alla GPA che saranno a tutti gli effetti genitori.

Principalmente per il suo uso tra coppie di uomini gay, vi sono critiche feroci a tale pratica, critiche che spesso rivelano un contenuto sia omofobico che misandrico (si può parlare a ragione in questo caso di omo-misandria) notevole. Queste persone, con tono polemico, chiamano impropriamente la GPA opportunamente regolamentata dei Paesi Occidentali “Utero in Affitto”, sebbene tale termine sia lecito solo in situazioni di gravi irregolarità o per Paesi in via di sviluppo, ad esempio in India.

Perchè, cosa succede in India? In India i colossi farmaceutici occidentali fanno affari con vere e proprie cavie umane: il quotidiano inglese “The Independent” ha effettuato un’inchiesta in cui ha trovato che oltre 150mila persone avrebbero partecipato ad almeno 1.600 test clinici per conto di colossi farmaceutici come Pfizer, Merck e AstraZeneca. Parliamo di gente analfabeta reclutata per partecipare a sperimentazioni cliniche senza un vero consenso informato e senza conoscere i rischi. Vittime quasi mai ricompensate. Medici che “consigliavano” ai loro pazienti di prendere un farmaco, senza dirgli che stavano partecipando a una sperimentazione clinica. Sono questi alcuni degli abusi commessi per conto di alcuni colossi farmaceutici occidentali in India, dal 2005 diventata un vero ‘paradiso’ per le sperimentazioni di nuovi farmaci, grazie ad una legislazione “rilassata”. Tra il 2007 ed il 2010 – secondo le cifre riportate dall’Independent – almeno 1.730 persone sono morte durante o dopo aver preso parte ad uno di questi esperimenti. Sebbene sia difficile stabilire se siano morte proprio a causa dei test ai quali erano sottoposte – molte di loro erano infatti già malate – è impossibile anche affermare il contrario, in quanto sono stati gli stessi medici che conducevano l’esperimento a determinare se vi fosse un legame tra la sostanza testata e il decesso.

Gli oppositori della GPA vogliono far passare l’idea che la situazione della Gestazione per Altri in Paesi Occidentali in cui è estremamente regolamentata e controllata sia paragonabile a quella in Paesi come l’India in cui le persone sono usate come cavie umane senza nemmeno richiedere loro il consenso! Ci rendiamo conto di quanta malafede c’è nell’uso del termine “Utero in Affitto” e nel paragone tra queste due situazioni?

Altre critiche invece sono semplici dubbi dovuti alla mancanza di informazioni in merito.
In questa sede risponderemo a tali domande in modo il più possibile esaustivo e scientifico.

La prima di tutte è: ma due uomini che hanno appena avuto un figlio mediante GPA… come fanno ad allattarlo al seno?

La risposta semplicissima è la seguente:
L’alternativa all’allattamento al seno è l’uso del latte artificiale.

– OBIEZIONE #1: “Ma il latte artificiale non è solo un insieme di sostanze chimiche?”

– RISPOSTA: Sì, lo è, perchè letteralmente tutto ciò che ci circonda è un insieme di sostanze chimiche, tutto è chimica. Anche il latte materno preso naturalmente dal seno lo è.
La vera domanda è se queste sostanze chimiche, quelle del latte materno preso al seno e quelle del latte artificiale, siano o meno nutrizionalmente diverse.

La risposta è: no.
Infatti secondo una review del 2016 su Nutrients:
“Il latte artificiale è inteso come un sostituto efficace per l’alimentazione dei neonati [7,8]. Sebbene la produzione di un prodotto identico al latte materno non sia fattibile, è stato fatto ogni sforzo per mimare il profilo nutrizionale del latte materno umano per una crescita e uno sviluppo normale dei neonati. Il latte di mucca o il latte di soia sono più comunemente usati come base, con ingredienti supplementari aggiunti per meglio approssimare la composizione al latte materno e per ottenere benefici per la salute, tra cui ferro, nucleotidi e composizioni di miscele di grassi. Sono aggiunti gli acidi grassi dell’acido arachidonico (AA) e dell’acido docosaesenoico (DHA). Probiotici e composti, prodotti dall’ingegneria genetica, vengono aggiunti o sono attualmente considerati per l’aggiunta alla formula.
[…] Il latte artificiale è inteso come sostituto efficace al latte materno ed è formulato per mimare la composizione nutrizionale del latte materno.” [1]

– OBIEZIONE #2: “Ma l’allattamento al seno aumenta il legame con il bambino perchè rilascia l’ossitocina!”

– RISPOSTA:
L’ossitocina è l’ormone che viene rilasciato quando fai cose come abbracci o coccole, e per questo i media lo chiamano anche “l’ormone dell’amore”.
Ma lo stesso ormone è rilasciato anche quando facciamo cose come sparare con una pistola o guardare film porno. Insomma, dire che “rilascia ossitocina” non vuol dire niente.

Una revisione sistematica del 2008 conclude infatti che:
La ricerca scientifica svolta finora non supporta l’assunzione generale per cui l’allattamento al seno avrebbe un effetto positivo sulla qualità del rapporto madre-figlio. Quando propagata, tale supposizione può creare inutili sentimenti di colpa nelle madri non in grado di allattare.” [2].

– OBIEZIONE #3: “La Gestazione per Altri/Utero in Affitto danneggia il bambino!

– RISPOSTA:
Cito da un paper scientifico pubblicato sul Giornale Italiano di Psicologia del 2016:
“al momento non vi sono evidenze per cui la GPA avrebbe effetti negativi sul benessere psico-fisico delle portatrici e dei bambini concepiti” [3].

Una revisione sistematica, ovvero un’analisi di tutti gli studi sulla GPA fino al 2016, non ha trovato alcun risultato negativo sulla salute dei bambini e delle portatrici:
“most surrogacy arrangements are successfully implemented and most surrogate mothers are well-motivated and have little difficulty separating from the children born as a result of the arrangement. The perinatal outcome of the children is comparable to standard IVF and oocyte donation and there is no evidence of harm to the children born as a result of surrogacy.” [4].

– OBIEZIONE #4: “La GPA crea traumi al bambino perchè è una separazione alla nascita!”
– RISPOSTA:
La GPA non può essere assimilata alla separazione alla nascita, la quale crea sì diversi traumi al bambino, ma perché in quest’ultima il bambino non ha figure di attaccamento tra la separazione e il riaffido, cosa che in questo caso non accade.

 

Riferimenti bibliografici:

1. [Camilia R. Martin, Pei-Ra Ling, George L. Blackburn. Review of Infant Feeding: Key Features of Breast Milk and Infant Formula. Nutrients 2016, 8(5), 279.]

2. [Jarno Jansen, Carolina de Weerth, J. Marianne Riksen-Walraven. Breastfeeding and the mother–infant relationship—A review. Developmental Review 28 (2008) 503-521.]

3. [Lingiardi V, Carone N. Famiglie contemporanee: nuove concezioni, vecchi pregiudizi. Risposta ai commenti. Giornale Italiano di Psicologia XLIII(1-2):181-194, 2016.]

4. [Söderström-Anttila V, Wennerholm UB, Loft A, Pinborg A, Aittomäki K, Romundstad LB, Bergh C. Surrogacy: outcomes for surrogate mothers, children and the resulting families-a systematic review. Hum Reprod Update. 2016 Mar-Apr;22(2):260-76.]

The Red Pill: il film che “Abbatto i Muri” non ti farebbe mai vedere

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Oggi parliamo di “The Red Pill”, un documentario sulle questioni maschili condotto da Cassie Jaye, una giovane regista americana già autrice di “Daddy I Do”, del 2010, che parla di come l’educazione sessuale riduca le gravidanze indesiderate, e di “The Right to Love”, del 2012, sui diritti LGBT e sul matrimonio egualitario.

Una persona del genere farebbe un documentario con l’apposito scopo di diffondere misoginia, far credere che tutte le donne siano cattive e così via? Secondo le femministe sì, e questo documentario sarebbe proprio “The Red Pill”! Strano, visto che il progetto inizialmente doveva riguardare proprio un tema femminista, femminista come l’autrice che così si identificava da circa dieci anni: la cultura dello stupro. La regista inizia a imbattersi per caso su siti MRA proprio cercando informazioni su tale tema. Non a caso il documentario inizialmente nasce proprio per mostrare che gli MRA siano solo un gruppo d’odio ed è per questo che intervista Paul Elam, a capo di A Voice for Men, un’associazione per i diritti maschili che spesso usa post provocatori per ottenere visibilità e farla ottenere alle tematiche di genere degli uomini (strategia che noi non condividiamo molto).

Eppure secondo il blog femminista Abbatto i Muri, Red Pill sarebbe “di parte” favorendo la parte MRA. Come sia possibile tutto ciò partendo da queste basi, ce lo dovrebbe spiegare.
E dove ha scritto tutto questo? Nell’articolo “The Red Pill: un documentario di parte su Mra & company” che adesso andremo a debunkerare.

“Creato da Paul Elam, che sta alle origini degli Mra, cosa che alcuni Mra negano per prendere le distanze da certe sue raccapriccianti affermazioni”

No, Paul Elam non sta alle origini degli MRA.
In primo luogo MRA è una sigla, sta per Men’s Rights Activism/Activist/Advocate, quindi va maiuscola, se non vi piace usare le sigle potete chiamarlo Mascolinismo o Mascolismo.
In secondo luogo possiamo dire che il movimento MRA abbia anch’esso, come il femminismo, 3 ondate. Una prima ondata, capitanata da Ernest Belfort Bax, autore di “The Legal Subjection of Men” (pubblicato nel 1908) e “The Fraud of Feminism” (nel 1913), dove parla delle discriminazioni maschili al tempo delle suffragette.
Una seconda ondata è rappresentata da associazioni storiche come la “National Coalition for Men” o NCFM (fondata nel 1977 con il nome di “National Coalition of Free Men”) e il “The National Center for Men” o NCM (fondato nel 1987), capitanato da Mel Feit che apparve diverse volte in talk show come Donahue, Oprah, Sally Jessy Raphael, The Morton Downey Jr. Show, Geraldo, ecc. sempre con capelli lunghi e gonna, per mostrare come fosse un diritto per gli uomini poter indossare qualsiasi capo d’abbigliamento, anche quelli considerati femminili.
Il passaggio dalla seconda alla terza ondata è stato il distacco di Warren Farrell dalla NOW (la più grande organizzazione femminista negli USA e nel mondo) e soprattutto la pubblicazione del suo libro “The Myth of Male Power” nel 1993.
La terza ondata è stata la diffusione delle tesi MRA mediante internet, soprattutto Reddit, e in questo frangente si può inserire A Voice for Men. Ma:
1) AVfM è un collettivo, e non è necessario concordare con l’opinione di Elam per farne parte. Nei collettivi ognuno ha la sua posizione, che esprime ma che non rappresenta la totalità degli MRA.
2) AVfM apre i battenti nel 2009, ovvero 16 anni dopo la pubblicazione del libro di Farrell e più di 30 anni dopo l’apertura della NCFM. Definire dunque Elam “alle origini degli Mra” come afferma Abbatto i Muri è scorretto storicamente.
Dunque la posizione di Elam non è la posizione “degli MRA”, è solo la sua.

“[Il documentario] Intervista persone che fanno parte di quel gruppo, ideologi e oratori/oratrici schierati in quella direzione, confrontando pareri degli Mra con quelli di femministe più o meno radicali (radical feminist degli Stati Uniti) che per l’impostazione filo-istituzionale, per legami con il potere politico ed economico, per l’appartenenza al femminismo della seconda onda, molto diverso da quello che molte persone, come me, della terza, quarta onda, praticano, non portano argomenti utili ad affrontare l’argomento. L’unica che ha detto cose condivisibili è stata “la rossa” che ha citato un elenco di temi attorno ai quali – se l’Mra non fosse stato in malafede – avrebbe assolutamente dovuto essere disponibile ad una lotta comune. La trovate verso la fine del documentario.”

“La rossa”, ovvero Chanty Binx, è quella che all’Università di Toronto assieme ai suoi amici femministi ha interrotto illegalmente un evento sulle questioni maschili azionando l’antincendio (il dissenso è lecito, ma impedire lo svolgersi di un evento in maniera illegittima è un altro conto!). Dopo che tutti sono stati evacuati ha iniziato a chiamare “f*ckface” gli MRA con cui parlava, a urlare ogni due per tre “shut the f*ck up”, quando si è iniziato a parlare di suicidi maschili li ha ridicolizzati canticchiando “cry me a river”, insomma non direi proprio l’esempio più adatto di interlocutore credibile.

“Cassie Jaye per un anno viaggia per tutto il Nord America, in cui gli Mra esercitano la propria influenza, e intervista personaggi che uno per uno snocciolano argomenti conditi di grandi ovvietà, decontestualizzandoli, e attribuendone la malefica radice a quello che chiamano nazifemminismo.”

Non mi pare: la colpa è data alla società, addirittura l’accusa che gli MRA rivolgono alla società sembrava così simile a quella effettuata dal femminismo che è stato chiesto cosa distingueva un MRA da una femminista e la risposta è stata:
“La flessibilità dei ruoli è ciò a cui tutti dovremmo aspirare. Qualsiasi attivista per i diritti maschili che io rispetti, sostiene quelle correnti femministe che incoraggiano le donne ad avere una maggiore flessibilità nei ruoli.”
“E quindi su cosa il movimento MRA e il femminismo sono in disaccordo?”
“Beh, solo sul fatto che i femministi dicono che gli uomini sono degli oppressori, parte integrante di un mondo patriarcale in cui gli uomini avrebbero inventato le regole a beneficio di loro stessi e a scapito delle donne.
“Quindi non viviamo in un patriarcato, quando la maggior parte delle nazioni del mondo non hanno ancora avuto un leader donna, e le donne sono meno del cinque per cento dei CEO delle 500 aziende americane più ricche?”
“Bisogna guardare più a fondo. Il Patriarcato è il risultato dei ruoli di genere e non viceversa.
Tradizionalmente il potere e la responsabilità delle donne è stata nella sfera riproduttiva, mentre il potere e la responsabilità degli uomini è stata nella sfera produttiva. Sai, ci si deve riprodurre per proseguire la specie e si deve produrre per nutrire le persone in modo che si possano riprodurre, è come lavorare insieme.
La maggior parte delle culture hanno diviso i ruoli perché le donne avevano la capacità di partorire e di allattare, e quindi erano cose che avrebbero fatto loro. Le donne dovevano crescere i figli. Gli uomini dovevano fare soldi, o ammazzare animali, o nel fare affari a Wall Street. Ma questi erano i nostri obblighi.
Questo è il motivo per cui l’industria era dominata dagli uomini, così come il governo, perché quello era il nostro ruolo…
E così quello che noi chiamiamo “patriarcato” sono gli uomini nei ruoli che sono obbligati ad assumere.
Molti di questi ruoli comportano rischi, orari di lavoro lunghissimi, lavori pericolosi, dove si può morire.
[…] Inoltre, il fatto che gli uomini siano quelli che, per esempio, scrivono le leggi, non significa che queste leggi proteggano gli uomini.
“Hai sentito parlare del patriarcato, giusto? Tutti i mali del mondo derivano dal patriarcato, ma siamo noi a morire.
E moriamo per voi, per proteggere le nostre famiglie, i nostri amici.
In qualunque società, le donne hanno avuto privilegi e protezione che gli uomini non hanno mai avuto. Per esempio, difficilmente si sente parlare di come gli uomini siano stati esclusi dalla Convenzione del Lavoro Forzato del 1930. La Convenzione del Lavoro Forzato era un trattato internazionale che vietava la schiavitù e la servitù forzata, ma faceva eccezione per i maschi sani di età tra i 18 e i 45 anni. Alla fine l’hanno cambiata, ma comunque senza estenderla a prigionieri e militari, di cui il 90% è di sesso maschile.
Smettete di fingere di essere oppresse e che gli uomini siano i vostri oppressori, è una menzogna ed è una menzogna offensiva, una menzogna odiosa, ed è sbagliato.”

Come si vede, la critica al femminismo c’è, ma non perché si pone in esso l’origine delle questioni maschili.
Il problema del femminismo è il vedere una società che opprime entrambi i sessi (bisessista) come una società che opprime solo le donne e anzi privilegia gli uomini (patriarcale).

“Quel che dimenticano di dire, o che l’autrice non è stata in grado di approfondire, è il fatto che negano la violenza di genere, violenza esercitata in ragione del ruolo di genere attribuito”

Nessuno nega la violenza domestica sulle donne, semplicemente si fa notare che è solo la metà del problema, che l’altro 50% della violenza domestica, quello sugli uomini, esiste ed è necessario creare delle strutture antiviolenza e dei rifugi per accogliere queste persone, che non sono persone di serie B, sono persone che soffrono esattamente come le donne.

“negano il fatto che quell’attribuzione di ruoli, come quello riproduttivo e di cura sia il risultato di una grave discriminazione.”

Sarà per questo che le femministe cercano di negare il ruolo di cura e di accudimento dei bambini delle coppie di uomini gay che vorrebbero figli mediante GPA? Insomma le femministe non mi pare che lo odino così tanto questo ruolo se fanno di tutto per evitare che altri lo assumano.

“Negano che esista la cultura dello stupro.”

Nessuno nega che esistano dei casi di stupro uomo-su-donna. Sono le femministe che negano che esistano casi di false accuse di stupro e casi di stupro donna-su-uomo.

“Qualcun@ dice perfino che in realtà tante donne vorrebbero essere stuprate, avrebbero fantasie di stupro, confondendo i giochi di ruolo consensuali, eventualmente definiti in alcune relazioni, con lo stupro che deriva da una totale assenza di consenso.”

Questa è un’idiozia. L’articolo a cui si fa riferimento, pubblicato su AVfM da Paul Elam, era una provocazione (riuscita abbastanza male, motivo per cui non crediamo che simili atti siano utili). Cito:
“NOTA EDITORIALE: chi vuole diffamare AVoiceForMen spesso usa questo articolo, tacendo sul fatto che si tratta di una satira con un finale a sopresa che ne ribalta il significato. Ci dispiace avervi rovinato la sorpresa. Segue l’articolo originale.”
E nel finale:
“Occorre infine considerare che lo studio di Romeo non ha trovato nessuno dei risultati qui attribuitigli, e che gli altri studi citati non esistono. Questo intero articolo è pura invenzione, scritto al solo fine di illustrare, con un esempio pratico a parti invertite, i metodi che le femministe hanno usato e stanno usando per ingannare l’opinione pubblica per far credere che gli uomini siano più violenti delle donne.

“Negano che tante donne sono alla disperata ricerca di lavoro, che si suicidano uguale”

Il problema è che non esiste una cultura della donna che ha l’obbligo di mantenere l’uomo, ma solo dell’uomo che ha l’obbligo di mantenere la donna, ergo è normale che il 95% dei suicidi per motivi economici siano uomini: hanno maggiore pressione sociale.
E’ vero, si suicidano anche le donne. Il 5% delle donne si suicida per motivi economici.
Noi non neghiamo questo 5%, perché voi negate il 95%?

“o che sono vittime indiscriminate di stupri e violenze inflitte perché donne, la cui disponibilità sessuale, riproduttiva e di cura non può essere messa in discussione. Dire di No a tante donne non è permesso.”

Dire di no è invece permesso per gli uomini? E’ vero che vi sono vittime femminili di stupri e violenze, ma è falso che lo siano in quanto donne. Vi sono infatti sia vittime maschili che femminili. Lo stupro non ha sesso, gli stupratori e le stupratrici non hanno sesso.

“Non parlano minimamente dell’assenza di educazione alla consensualità”

L’idea di “insegnare agli uomini a non stuprare”:
1) Parte dal presupposto errato che ogni uomo sia uno stupratore a meno che non gli si insegni a non esserlo.
2) Obbliga le vittime maschili di stupro a sentirsi dire che non devono stuprare.
3) Sottace l’esistenza di stupratrici di sesso femminile.
4) Suppone che gli stupratori smetteranno di esserlo quando si ricorderà loro che stuprare è illegale, cosa che già sanno.
5) Colpevolizza collettivamente gli uomini per stupri che non hanno commesso.
6) Incoraggia le donne a farsi paranoie.
7) Insegna alle donne che bisogna diffidare degli uomini.

“dimenticano che con le loro esposizioni vittimiste non fanno che galvanizzare uomini che vogliono soltanto che si torni ai tempi in cui i patriarchi governavano sulle donne senza nessuna possibilità di appello.”

Riformulo: le femministe dimenticano che con le loro esposizioni vittimiste non fanno che galvanizzare donne che vogliono soltanto che si torni ai tempi in cui le donne potevano commettere reati e far andare il marito in galera al loro posto (con la Coverture) senza nessuna possibilità di appello.
Come suona?

“Parlano di diritti della donna su riproduzione e aborto e inseriscono tra i temi urgenti di cui parlare il fatto che data la “troppa” libertà di scelta delle donne in questo campo dovremmo tornare al tempo in cui era l’uomo a dire alla donna se poteva abortire o meno.”

No, non si parla di aborto. Si parla di rinuncia di maternità. Si parla di quando il bambino è già nato, ma la madre dandolo in adozione anonima può farlo adottare a terzi prima ancora che venga interpellato il padre e che gli venga richiesto se vuole diventare genitore unico del piccolo.
Qua non parliamo di feti, non parliamo di embrioni, parliamo di un bambino già nato! Un bambino già nato che un genitore (la madre) può dare a terzi senza chiedere il consenso dell’altro (il padre). Senza che l’altro possa decidere di crescerlo da solo!

“Altra tiritera assoluta è quella che riguarda gli uomini protettori, produttori e responsabili del mantenimento delle famiglie, come se fosse frutto di un complotto femminista. Ci attribuiscono la pena dei morti in guerra, dei suicidi per povertà e dello sfruttamento di tanti uomini per lavori rischiosi che di solito non vengono svolti dalle donne.
La separazione dei ruoli, incastrati nella famiglia definita “naturale”, è data da tradizione e cultura patriarcale. Certo che quella cultura è stata veicolata e lo è ancora anche da tante donne ma ciò non vuol dire che il paternalismo, l’esigenza di sorveglianza e controllo della vita sessuale, riproduttiva e di cura delle donne, sia frutto di una cospirazione femminista.”

Allora, vediamo di usare la logica basic:
Le donne contribuiscono alla mentalità, alla cultura tradizionale al pari degli uomini (lo dice la stessa articolista: “quella cultura è stata veicolata e lo è ancora anche da tante donne”).
– Questa cultura crea danni sia a uomini che a donne.
– Quindi questa cultura non può essere “patriarcale”, perché non è creata solo dagli uomini.
– Le donne quindi sono responsabili quanto gli uomini nell’averla creata e nel portarla avanti.
– Perciò non ha senso dire “è il patriarcato”. Non è il patriarcato, è uomini+donne. E’ bisessismo.
– Perché allora il femminismo parte dall’assunto che sia una creazione patriarcale? E’ per questo errore che lo si critica!

“Il welfare si regge sulla disponibilità gratuita delle donne a fare le mogli, le madri, le badanti, le colf, le tate, e via di seguito e sulla disponibilità degli uomini a partecipare al piano di ammortizzazione economica non distogliendo le donne da questi ruoli e piuttosto andando a distruggersi la vita lavorando per mantenerle. Non è colpa delle femministe se la struttura legislativa sia quella che nega diritti genitoriali ed economici agli uomini che vogliono finalmente fare i genitori accollandosi il ruolo di cura.”

Diventa colpa delle femministe quando queste negano che gli uomini siano svantaggiati da tale sistema, o che non sia solo colpa loro.
Si dice agli uomini che le discriminazioni che subiscono siano “misoginia” che si è “rivoltata” contro di loro: più o meno come una sorta di proiettile vagante destinato a qualcun altro, alle donne.
Quello che fanno le femministe è riportare le discriminazioni maschili a quelle femminili, finendo per impedire che le vittime maschili delle discriminazioni sociali vengano aiutate direttamente.
Se volessimo rendere il tutto in una scenetta, immaginiamo una donna (le femministe) che vede un incidente (la discriminazione sugli uomini), ferma l’ambulanza che sta per soccorrere i feriti (gli aiuti verso gli uomini) dicendo loro che è lei la vera e unica che si è fatta male (gli uomini subiscono “misoginia” ovvero l’odio è comunque contro le donne anche se rivolto agli uomini; ergo vanno aiutate loro e non i maschi): l’ambulanza allora torna indietro (assenza di aiuti per gli uomini) e quando qualcuno fa notare alla signora che quello che ha fatto è terribile, risponde che non è lei che ha causato l’incidente (“non siamo noi ad aver creato la società tradizionalista!”).

“Morti in guerra? Non abbiamo mai voluto né i morti né la guerra. Le femministe odiano ruoli che derivano da patriarchi che ancora oggi scimmiottano ragionamenti su onore, gloria, patria e dio/patria/famiglia, di origine maschilista e anche fascista.”

Immagino sia per questo che la Pankhurst, a guida delle suffragette inglesi, partecipò alla Campagna delle Piume Bianche per spingere gli uomini che si rifiutavano di andare in guerra a parteciparvi ridicolizzandoli in pubblico per la loro obiezione di coscienza consegnando loro delle piume bianche!

“E’ vero che molti uomini si suicidano quando perdono il posto di lavoro, ma anche questa è conseguenza di impostazione familiare, tradizionale, e patriarcale, con attribuzione di ruolo produttivo, da sostenitore economico, in cerca di prestigio sociale, che di certo non c’entra con tante femministe.”

1) Aridaje con “patriarcale”! Tradizionalista, non patriarcale! Bisessista, non patriarcale! Di responsabilità sia di uomini che di donne colpevoli di sostenere la cultura tradizionale, non solo responsabilità maschile!

2) E’ per questo che le femministe hanno normalizzato il ruolo della donna lavoratrice ma hanno lasciato invariato quello maschile? E’ per questo che il femminismo non ha lottato nemmeno un minimo per spingere le donne a mantenere gli uomini casalinghi?
Così adesso la donna può decidere di:
– restare a casa se vuole (casalinga ed essere mantenuta)
– un po’ a casa un po’ a lavoro (lavoro part-time e in parte mantenuta)
– lavorare full-time (indipendente)

Mentre gli uomini possono decidere solo di lavorare full-time senza che nessuno li mantenga.
3 opzioni diverse contro 1.

“convinte che il maschio sia l’origine di tutti i mali, il maschio e non la cultura patriarcale che ha reso vittime tanti uomini che non aderiscono ai ruoli del maschio etero vecchio stile, sarebbe il diavolo.”

Nooo, le femministe buone non vogliono colpevolizzare gli uomini, vogliono colpevolizzare una società e chiamarla “patriarcato” in modo da affibiare la colpa degli schifi che l’affligge agli uomini! Come, non vedete la differenza?
Come risposta, cito una riflessione dal documentario:
“L’onnipotente, onnipresente Patriarcato, la forza invisibile che dirige tutte le nostre vite, giusto?
E causa tutte le oppressioni e tutte le sofferenze, giusto? Il nostro diavolo.
E la bella, meravigliosa forza per la giustizia… il Femminismo, la Via. E’ la Via!
Sembra una religione. Sembra proprio una religione.
E, oh mio Dio, per essere un movimento che è solo per l’uguaglianza e che non vuole colpevolizzare gli uomini, hanno chiamato la forza del male come gli uomini e la forza della giustizia come le donne, e per essere un movimento che è molto molto molto attento alle implicazioni del linguaggio, così attento che se chiami un pompiere (firefighter) “fireman” scoraggerai le ragazzine ad aspirare a diventare pompiere, e a volte scoraggerai le donne cresciute ad aspirare a essere pompiere chiamandole “firemen”… ma possiamo chiamare la forza di tutte le oppressioni, la chiamiamo essenzialmente “uomini”, “patriarcato”, e possiamo chiamare la forza del bene e della giustizia “donne” (“femminismo”), e questo tipo di linguaggio, questo non ha implicazioni. Non stiamo colpevolizzando gli uomini, no, abbiamo solo chiamato tutto ciò che è male come loro…

“L’ho sempre detto che chi pensa che la violenza sia “maschile”, invece che violenza di genere a tutto tondo, maschilista ed eteropatriarcale, insiste nel dare ragione a chi pensa che per risolvere il problema bisogna rieducare o sterminare i maschi. Non è l’uomo l’origine della violenza ma una cultura che ha reso vittime anche gli uomini. Che loro ne siano consapevoli o meno.”

La colpa non è degli uomini… quindi chiamiamo le colpe come gli uomini?
La violenza non è maschile, è maschil—ista?
Risposta mia: Questa frase non è che non ha senso, è solo insensata!

“Sono le aziende che non assumono le donne per lavori cosiddetti maschili”

Ma come? Parliamo tanto di cultura e ce la scordiamo qui? E la cultura che dice alle donne che quei lavori li fanno gli uomini? E quella cultura che fa dire a molte donne “porta tu questo pacco su che sei un uomo!”, “ripara tu l’antenna che sei un uomo!”, “ripara tu l’elettrodomestico rotto, che sei un uomo!”, “se un uomo non prova anche il lavoro rischioso allora è uno scansafatiche!”? Quella cultura magari potremmo iniziare a cambiarla. A fare progetti con i bambini e le bambine e dire loro che sì, sei una ragazza e puoi fare la muratrice, puoi fare lavori rischiosi se te la senti, così come un ragazzo può fare il casalingo e la moglie può mantenerlo.
Le femministe però non lo fanno, sono un po’ come i tradizionalisti omofobi che ciarlano di teoria giendeer, solo che almeno questi ultimi lo sono interamente, mentre le femministe lo sono a metà: quando l’interscambiabilità dei ruoli reca benefici alle donne, ecco che sono a favore, mentre quando l’interscambiabilità dei ruoli reca benefici agli uomini, sono contrarie.
Il femminismo è tradizionalismo a intermittenza.

“[Per gli MRA] Le donne non vengono definite persone ma solo nemiche da combattere.”

Ma come non lo sai? Gli MRA dicono ogni due per tre che la colpa della società è sia di uomini che di donne, che è condivisa tra i sessi, quindi sono misogini! No? Non torna? *Sarcasmo*

“[Cassie Jaye] Ha confermato il fatto che per lei di femminismo ce n’era solo uno. Ha deciso che il femminismo è una roba unica, dal pensiero unico, una sorta di dittatura filosofica che in realtà a tante tra noi non riguarda affatto.”

Il femminismo può cambiare, ma la base è quella: la teoria del patriarcato.
Il femminismo è l’idea che gli uomini siano il genere oppressore o almeno privilegiato e le donne quello oppresso.
Poi possono esserci altre differenze, ma non ci importa. Quando attacchiamo il femminismo attacchiamo in realtà solo la teoria del patriarcato.
Il patriarchismo è ciò che rende il femminismo un movimento revisionista e dannoso.
Se parti dall’idea che gli uomini sono privilegiati, che gli uomini hanno il potere, allora non puoi proteggere gli uomini, anzi, negherai il problema per far tornare i conti, per evitare di mettere in dubbio il tuo assunto di base.

“Non interessa davvero risolvere alcuni problemi, la povertà, la disperazione, la impossibilità di capovolgere i ruoli imposti, incluso quello di padre solo pagante, perché dirige tutti verso un odio nei confronti delle donne e delle femministe.”

A me pare che sia stata la Rossa che tanto piace ad Abbatto i Muri ad aver interrotto un evento MRA e non viceversa.
Anche l’attacco alla Teoria del Patriarcato è un attacco perché voi siete entrate nel CAMPO NOSTRO. Con la Teoria del Patriarcato NEGATE le NOSTRE QUESTIONI, non siamo noi a negare le vostre. Vi attacchiamo perché il vostro assunto di base dice che non abbiamo diritti da reclamare, e che se proviamo a lamentarci perché vogliamo che delle persone che soffrono abbiano un rifugio anche loro siamo dei suprematisti.
Questo è il motivo per cui vi attacchiamo, perché voi state nel nostro territorio e dovete sloggiare.
Poi nel vostro fate quello che vi pare, anzi, siamo i primi a spingere diritto all’aborto assieme al diritto alla rinuncia di paternità, siete voi invece le prime a separare le due cose, sempre per colpa della teoria del patriarcato.