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Se gli MRA sono quasi-nazisti, le femministe sono quasi-assassine?

reductio

Premessa: questo post ribadisce l’ovvio così tanto che mi sento stupido a scriverlo. Non lo indicizzo neppure perché penso che occuperebbe spazio inutile. Eppure c’è chi si lascia abbindolare da chiacchiere da bar e quindi ci dobbiamo abbassare anche noi a questi minimi livelli.
Di che sto parlando? Sto parlando di due articoli, pubblicati sul blog femminista “Abbatto i Muri”: “L’attivismo per i diritti degli uomini (MRA) è la porta d’accesso per l’Alt-Right” e “La parità secondo Mra e Nazisti: picchiare le donne come si fa con gli uomini”. I titoli sono esplicativi, inutile dire che se apparisse un cartellone per ogni fallacia logica scritta qui sopra non si riuscirebbe più nemmeno a leggerli questi articoli per quanto ne sono pieni, e soprattutto spunterebbe un enorme avviso con tanto di lucine lampeggianti recitante “Attenzione, attenzione: Reductio ad Hitlerum, Reductio ad Hitlerum!”.
Ma in fondo la Legge di Godwin già lo prevedeva e infatti recita: “Mano a mano che una discussione online si allunga, la probabilità di un paragone riguardante Hitler, tende ad 1”.

In questi articoli gli MRA vengono assimilati a Christopher Cantwell, un neonazi americano che si è dichiarato attivista per i diritti degli uomini. La sua idea? Che i ruoli di genere di uomini e donne “non sono, non possono e non dovrebbero essere uguali”. Insomma tutto il contrario dei principi MRA.
Se qualcuno conoscesse un minimo le idee di base degli MRA (già elencate in “Lessico delle femministe e degli anti-MRA” e in “Ancora sui linguaggi delle femministe e degli anti-MRA“) saprebbe infatti che il principale obiettivo del movimento MRA è quello di smontare i ruoli di genere che opprimono gli uomini, spiegando al contempo come il Bisessismo, ovvero il sistema dei ruoli tradizionali che discrimina sia uomini che donne, opprima i due sessi quando questi non seguono le regole dettate da questi stessi ruoli.
Christopher Cantwell non è un MRA, è un tradcon. Un tradizionalista. Come abbiamo detto in “No, gli MRA non sono tradizionalisti e non rivogliono i ruoli di genere”:
“un MRA che sia coerente con la propria idea non può assolutamente essere Tradizionalista, perchè il Tradizionalismo è supportivo della Sacrificabilità Maschile. Giustifica la Sacrificabilità e non ritiene che sia un problema”.

Ma questo quelli di Abbatto i Muri lo sanno bene: gliel’abbiamo spiegato nelle nostre precedenti risposte. Eppure la reductio continua imperterrita. Come avevamo scritto anche all’epoca: “è evidente l’intento di far sembrare gli MRA tutti etero, bianchi, cisgender, ecc. quando la realtà è completamente diversa, e noi per primi di Antisessismo annoveriamo tra le nostre fila admin e utenti di tutti i sessi e gli orientamenti, gay, bisessuali ed etero indifferentemente”.

Io stesso, il founder di Antisessismo, sono gay, e nella mia attività di informazione ho sempre fatto distingui tra sistemi del dominio e sistemi di bioppressione (vedasi “No, la misandria non è come il “razzismo contro i bianchi” o l’”eterofobia””).
Non consideriamo il sessismo un sistema del dominio per un semplice motivo: nei sistemi del dominio l’avvantaggiato non subisce discriminazioni, o sono nettamente inferiori. Nel caso del sessismo invece accade l’inverso: gli uomini subiscono tanto sessismo quanto se non più (adesso che molte questioni femminili sono risolte, come il voto, il diritto all’aborto, alla compravendita, ma non le corrispettive maschili, come le liste di leva, la rinuncia di paternità e l’obbligo sociale a mantenere la compagna) delle donne.
Questo ci dicono i dati, che le minoranze etniche e sessuali (immigrati, gay, trans, ecc.) subiscono maggiormente discriminazione rispetto alle maggioranze (italiani, etero, cisgender, ecc.) e che il sessismo invece è bidirezionale. Non a caso, abbiamo parlato diverse volte di come la misandria colpisca maggiormente gli uomini di altre etnie rispetto a quella dominante e affligga maggiormente uomini gay, bisessuali e trans*. Leggasi in proposito il nostro articolo “Doppiamente discriminati: come la misandria colpisce maggiormente le minoranze”.
In esso abbiamo scritto:
“L’omomisandria è la doppia discriminazione che subiscono gli uomini gay o bisessuali (in questo caso, bimisandria) dovuta sia al proprio genere (misandria) che al proprio orientamento sessuale (omo/bi-fobia). Vediamo adesso come le questioni maschili colpiscono gli uomini gay. Notiamo che non solo li colpiscono, ma anzi, molte discriminazioni vengono addirittura rafforzate dalla condizione omosessuale. Questo ci fa capire come l’ambiente MRA debba curarsi di come le problematiche maschili opprimano in maniera più pesante gli uomini appartenenti a minoranze, siano esse sessuali, legate all’identità di genere (persone in transizione, transgender) o etniche (immigrati, persone di altre nazionalità, etnia o colore della pelle).”
Mi chiedo come tutto questo sia assimilabile alle idee dei neonazi. Risposta semplice: non lo è.

Ma va bene, visto che secondo Abbatto i Muri tutti gli MRA sarebbero neonazi perché qualche neonazi che non ha compreso cosa sia davvero il Movimento per i Diritti degli Uomini ha detto di esserlo, dovrebbe valere lo stesso anche per le femministe, giusto?
Allora facciamo qualche esempio:
Valerie Solanas, autrice del trattato femminista “SCUM Manifesto”, attentò alla vita dell’artista Andy Warhol, del suo critico d’arte, e del suo curatore e compagno di allora Mario Amaya, sparando diversi colpi di pistola.
Recentemente (maggio 2017), a Clifton (contea di Mesa dello stato del Colorado, negli USA), il 29enne Aleksandr Kolpakov ha ucciso con diversi colpi di arma da fuoco su collo e torace la 31enne Heather Anable. Entrambi erano youtuber femministi, e gestivano assieme l’account “Skeptic Feminism”: lui era conosciuto con il nickname di “Russian Deadpool“, mentre lei con quello di “Poison Ivy“. L’account era associato con posizioni particolarmente ostili verso le questioni maschili, e gli attacchi contro gli MRA, nei vari video registrati dai due, si sprecavano.
Un membro dell’associazione femminista “Maschile Plurale”, è stato accusato di violenza qualche anno fa. Ovviamente potrebbe essere una falsa accusa, ma Abbatto i Muri riferendosi al problema parla di “presunti pericoli di false accuse da parte di donne vendicative”, perciò se non riconosce la presunzione di innocenza negli altri casi perché dovrebbe fare eccezione con i femministi?

Come vediamo, quindi, seguendo lo stesso principio degli articoli di Abbatto i Muri, se l’attivismo per i diritti degli uomini è la porta di accesso per l’Alt Right e il Nazismo, allora logicamente anche il femminismo è la porta di accesso per la violenza e l’omicidio.

Ovviamente non è così, esistono persone violente per ogni schieramento, ma fa comodo far sembrare che quelli degli altri siano la regola e i propri “l’eccezione”. E’ un modo di semplificare le cose. Ti evita di dover capire la *visione del mondo* dell’altro.
Perché sì, la differenza tra MRA e Femminismo sta proprio nella visione del mondo. E’ Teoria del Patriarcato (Femminismo) vs Teoria del Bisessismo (MRA).
Il fatto che non si parli del merito ma si cerchi l’attacco ad personam, l’argumentum ad hominem, mi fa pensare che si abbia paura di mettere in discussione le proprie credenze. Perchè o è quello è una mancanza di competenze a rispondere nel merito, ma voglio essere buono e quindi sostengo la prima ipotesi.

Altre accuse sono la solitissima “ah ma Paul Elam ha scritto l’articolo ‘Bash a violent bitch month’!!!1!1!”.
Quante volte dovremo rispondere a questa fesseria? Sono stanco e così cito direttamente da Red Pill (il film che Abbatto i Muri non vuole farvi vedere, che ha criticato aspramente e alle cui accuse abbiamo risposto qui: link):
“Ho poi scoperto che il famoso articolo del ‘Picchia una stronza violenta’ di Paul Elam fu scritto in risposta a questo articolo di Jezebel intitolato “Hai mai picchiato il tuo fidanzato? Perché, beh, noi sì.”
L’articolo cita uno studio che rivela che il 70% della violenza non reciproca è perpetrato da donne.
L’autrice ha poi continuato dicendo di aver condotto un sondaggio informale in ufficio, ed in sintesi è venuto fuori che molte donne avevano aggredito fisicamente il loro uomo, e questo veniva presentato come qualcosa di divertente o che lui “se la fosse cercata”.
Non ho potuto fare a meno di notare l’ipocrisia nel fatto che un importante sito femminista si burlasse della violenza sugli uomini, e nel fatto che i media abbiano dipinto gli MRA come “quelli violenti” solo perché avevano reagito alla provocazione.”

Andiamo avanti:
Secondo Abbatto i Muri, porre attenzione alle vittime maschili di violenza equivarrebbe al chiedere che le donne vadano picchiate.
Per loro infatti gli MRA citando questi casi, al posto di voler richiedere servizi antiviolenza per tutti (vittime maschili, femminili ed LGBT+), arriverebbero invece alla seguente conclusione. Cito:
“Gli elementi che portano solitamente nelle discussioni sono questi:

  • le donne sono egualmente violente
  • dunque tutti gli uomini sono vittime
  • le donne devono smetterla di fare le vittime
  • perché le vere vittime sono i maschi”

Secondo questo principio, allora porre attenzione alle vittime femminili di violenza domestica coinciderebbe con il chiedere che gli uomini vadano picchiati.

Infine, secondo le femministe di Abbatto i Muri, per gli MRA “tutti gli uomini sono vittime e tutte le donne sono carnefici. Chiedono che noi non consideriamo gli uomini tutti carnefici e identificano le femministe che lo pensano come nazi eccetera ma poi definiscono tutte le donne come carnefici. Colpevoli. Come se fossero le donne a doversi scusare con gli uomini a prescindere dalle nostre azioni. Colpevoli alla nascita. Definite così da chi chiede che non si definiscano gli uomini colpevoli alla nascita”.
In realtà, come detto anche l’altra volta:
“Gli antifemministi non dicono che sia tutto colpa delle donne, gli antifemministi dicono che i ruoli di genere, le discriminazioni contro uomini e donne, siano CULTURALI, ovvero sostenute sia da uomini che da donne, con EGUAL partecipazione. Non stiamo quindi rovesciando il “dare la colpa ai soli uomini” delle femministe con un “dare la colpa alle sole donne”. Stiamo dando la colpa a ENTRAMBI.”

E con questo chiudo qui questo vergognoso articolo. Vergognoso perché sono abituato a discorsi più alti rispetto a un insieme di fallacie logiche che riuscirebbe a smontare anche un bambino.

Buona serata,
[A.]

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