Se difendi le vittime di violenza… sei complice di un pluriomicida?! L’assurda logica degli anti-MRA

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Il 23 aprile Alek Minassian, un uomo che si autodefiniva “Incel” (ovvero “Involontariamente Celibe”) ha ucciso 10 persone a Toronto, investendo la folla con un furgone in una strada affollata della città canadese.

Prima di compiere questo attentato, avrebbe scritto sul suo profilo social di aver iniziato “La Ribellione degli Incel”, il cui obiettivo sarebbe “distruggere tutti i Chad [uomini attraenti che fanno sesso] e le Stacy [donne attraenti che fanno sesso]!”.

Abbatto i Muri, blog anti-MRA molto noto, già da subito (questa volta affiancato anche da altri media) ha cercato di associare gli Incel agli MRA. Spiegheremo qui come mai il paragone è fuori luogo e quali sono, secondo noi, le soluzioni a fenomeni così terrificanti come questo.

 

Partiamo dal motivo principale per cui gli MRA vengono assimilati, dai nostri oppositori, agli Incel. Questo motivo può essere riassunto con una parola, una parola odiosissima, che è “manosphere”. Alcuni hanno tradotto questa parola con uomosfera, altri con manosfera, altri ancora con maschiosfera (non so quale traduzione sia la peggiore). In sintesi, si tratta del raggruppamento di tutte quelle realtà che si occupano di uomini o mascolinità. Questo gruppo però riunisce realtà così opposte che tanto varrebbe unire assieme MRA, barbieri e stilisti che si occupano di abiti maschili. E’ un termine inutile che mischia insieme in un unico calderone cose che stanno agli estremi opposti.

In virtù di questo termine, vengono assimilati gli MRA – ovvero persone che, credendo in una visione del sessismo non unidirezionale, bensì bi-direzionale, si occupano dei diritti dei padri separati, chiedono diritti riproduttivi come la rinuncia di paternità, vogliono pari servizi antiviolenza per le vittime maschili di abuso fisico, domestico e sessuale, e così via – con… Redpillati, MGTOW e Incels.
Quindi secondo questa logica, la logica di Abbatto i Muri, se difendi le vittime di violenza domestica, in automatico sei complice di un pluriomicida!
Se vuoi fermare i suicidi maschili (che sono la stragrande maggioranza del totale), sei responsabile delle morti causate da un tizio che investe la folla con un furgone!
Se vuoi l’equiparazione tra congedi di paternità e di maternità, sei un assassino!
Se vuoi l’affido condiviso, ammazzi le persone!1!1!1!

Ecco, in sintesi, il pensiero assurdo che porta avanti Abbatto i Muri.
In virtù di una parola che non vuol dire niente, vengono squalificate tantissime battaglie per *diritti civili*, per *diritti umani*, tra cui la salvaguardia dell’incolumità fisica di persone vittime di violenza fisica, sessuale e/o domestica, che ancora oggi non possono accedere a centri antiviolenza solo per la loro appartenenza a un sesso.
Ecco a cosa porta la parificazione di movimenti diversi che tra loro non hanno nulla a che fare!

 

Inoltre gli Incel non si capisce in che modo possano essere equiparati a chi lotta per i diritti maschili (MRA), perché, come abbiamo visto, attaccano sia uomini (i “Chad”) che donne (le “Stacy”), perciò il loro atteggiamento è misandrico oltre che misogino. Questo li pone in evidente contrasto con il movimento MRA, il quale richiede diritti per tutti gli uomini, e che, come sostiene la body acceptance dei corpi maschili non considerati dagli standard di bellezza attuali (al pari di come fanno le attiviste per i diritti femminili con i corpi femminili), allo stesso modo sostiene anche l’accettazione degli uomini che vi aderiscono (quelli che gli Incel chiamano “Chad”, e che ad esempio sono spesso attaccati proprio per l’ideale fisico che portano avanti, vedasi l’idea per cui i culturisti non sarebbero intelligenti, il classico “tutto muscoli e niente cervello” e così via).
Inoltre, così come sosteniamo il diritto degli uomini che non vanno a letto con molte donne a non essere insultati (opposizione al virginshaming), allo stesso modo sosteniamo il diritto a non essere insultati degli uomini che invece vanno a letto con molte donne (opposizione al pigshaming; il pigshaming sarebbero gli insulti e le vessazioni contro tali uomini, definiti porci, promiscui, e così via).
Nella stessa maniera, sosteniamo la libertà di esprimere la propria sessualità da parte degli uomini gay, bisessuali e pansessuali, oltre che la possibilità di esprimere la propria identità di genere nel caso degli uomini trans (appoggio alle tematiche LGBT+).

Tornando a noi, è evidente che questo individuo fosse misandrico. Come poteva dunque essere MRA? L’invisibilizzazione della misandria di soggetti simili si ebbe anche nel caso di Elliot Rodger, omicida a cui si pensa si sia ispirato Alek Minassian; Rodger infatti uccise oltre a 2 ragazze, anche 4 ragazzi: George Chen, di 19 anni; Cheng Yuan “James” Hong, di 20 anni; Weihan “David” Wang, di 20 anni e Christopher Michaels-Martinez, anche lui di 20.
Nonostante il numero di vittime maschili risultasse maggiore di quelle femminili, la misandria del gesto non venne mai messa in evidenza.

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In entrambi i casi, nonostante si parli di persone *misandriche*, cioè odiatrici di uomini, si cerca di collegarle – impropriamente – al movimento per i diritti degli uomini, il che è folle.

 

Gli MRA vengono visti come l’origine del fenomeno degli Incel, ciò che li avrebbe causati. In realtà è l’esatto opposto: il Movimento per i Diritti degli Uomini (MRM) si oppone, come abbiamo visto, al virginshaming, ed è proprio il virginshaming a creare la mentalità Incel.
E’ proprio l’idea per cui il valore di un uomo dipende da quante donne lo trovano bello, da quante donne vanno con lui, da quanto riesce a catturare l’approvazione femminile, ad aver creato gli Incel.
Sono proprio ragionamenti come quelli che leggo in queste ore su diversi giornali, che definiscono gli Incel “sfigati con l’uccello piccolo che non riescono a trovare una donna” a creare gli Incel.

Noi al contrario, contrastando il virginshaming, diciamo agli uomini: “il vostro valore non dipende dall’approvazione femminile, non dipende da quante donne vi trovano attraenti o vanno a letto con voi. Il vostro valore è intrinseco e indipendente da tutto questo. Non siete dei quadri, il cui unico scopo è quello di essere gradevoli alla vista di chi vi guarda, siete persone umane e avete diritti umani, qualunque sia il vostro aspetto e il numero di ragazze con cui siete stati o non stati”.
Eppure i media, soprattutto quelli femministi, dicono che è colpa nostra di questa tragedia. Non è colpa loro che parlano di “sfigati” riferendosi agli uomini che hanno avuto poche ragazze, no, è colpa nostra!
Noi che contrastiamo il fenomeno che crea gli Incel, noi che diciamo agli uomini che non hanno bisogno di essere “approvati” dalle donne o dalla società… saremmo la causa degli Incel! Assurdo, davvero assurdo.

Poi leggo addirittura chi parla di “uomini che si sentono in diritto di accedere al corpo delle donne”. Queste persone non hanno colto minimamente il punto.
Gli Incel non si sentono in diritto di accedere al corpo delle donne, al contrario, la società ha detto loro che potranno ottenere valore solo e unicamente se qualche donna li troverà attraenti.
E’ dunque questo il nucleo fondamentale che crea gli Incel. Gli Incel sono incaxxati non perchè non riescono a sfogare pulsioni sessuali, ma perchè la società dice loro “finchè non accadrà tu non vali nulla”, “il tuo valore è 0 finchè una donna non ti troverà attraente”.
Il motivo per cui sono arrabbiati con gli uomini (sì, perchè la loro è anche misandria e non solo misoginia) e con le donne non-incel è perchè pensano “tu non vuoi darmi valore”, “tu vuoi che io continui a valere zero”. Vedono quindi gli uomini non-incel come persone già valorizzate che impediscono loro di essere anch’essi riconosciuti come degni di valore, e se la prendono con le donne perchè le vedono come persone che non vogliono conferire loro un valore.
La soluzione a tutto questo dunque non sta nel definirli, nuovamente, “sfigati che non riescono a trovare una donna”, perchè è proprio quello il problema!
La soluzione si avrà solo quando smetteremo, come società, di pensare che un uomo che non riceve approvazione femminile, che non viene considerato attraente da una donna, non abbia valore.
Rimarcare che sono degli “sfigati con l’uccello piccolo”, a enfatizzare la mancanza di attrattività fisica, creerà nuovi Incel.
E’ solo quando l’attrattività fisica non conterà più nell’assegnare un valore alle persone che questo fenomeno terminerà.

 

Qualcosa di analogo è già avvenuto, è avvenuto con la body acceptance per le donne più in carne rispetto agli attuali standard di bellezza femminile. Anche loro chiedevano di essere considerate come esseri umani, di non essere insultate, criticate, e il femminismo è riuscito molto bene a portare avanti questo proposito.
Purtroppo, però, lo stesso femminismo adesso parla di “uomini sfigati che non riescono ad andare a letto con nessuna donna”, lo stesso femminismo usa termini di body-shaming, parlando di uomini “con l’uccello piccolo”, quello stesso femminismo che diceva che “tutti i corpi sono perfetti”. Quello stesso femminismo che voleva sconfiggere il body-shaming, il sex-shaming, adesso parla di “sfigati”, parla della sessualità maschile facendo pesare su di essa degli standard che non accetterebbe se pesassero sulle donne.
Il femminismo, in questo momento, sta portando avanti una campagna di body-shaming e virgin-shaming contro molti uomini insicuri, causando, de facto, fenomeni come quello degli Incel.
Perpetra, de facto, il tradizionalismo, o almeno gli aspetti della società tradizionale che opprimono gli uomini.

 

Il virginshaming, però, è un’arma davvero ignobile, per un movimento che afferma di combattere per i diritti delle persone: viene usato in situazioni molto gravi, ad esempio per colpevolizzare le vittime maschili di violenza sessuale.

Riporto in proposito questo video di una vittima maschile di stupro che, a seguito dell’atto, *deve* dire che l’abuso che ha subito gli è piaciuto, perché sa che se non lo facesse verrebbe preso in giro, come “verginello”, come “sfigato” e come gay, usando il termine in senso dispregiativo (perché ricordiamo che misandria e omofobia sono collegate):

 

Nel video, il ragazzo dice che doveva fingere di averlo voluto. Che doveva fingere di essergli piaciuto, che doveva fingere che fosse stata una bella esperienza, anche se in realtà era “la cosa peggiore che mi potesse capitare, come se fossi meno che umano”, perché altrimenti avrebbero riso di lui, lo avrebbero chiamato f*nocchio. Ecco. E’ questo ciò a cui porta il virginshaming.

In quest’altra foto, un ragazzo vittima di violenza sessuale scrive, su di un cartello: “Non ti preoccupare, ai ragazzi deve piacere”:

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In quest’altro caso, un ragazzo scrive: “Sei un ragazzo. Non puoi dire no a una ragazza come me”.

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Viviamo in un mondo dove un ragazzo che dice di no, viene visto come un “verginello”, come uno “sfigato”, e un ragazzo che non riesce a ottenere l’approvazione femminile che la società gli impone, viene considerato come avente un valore minore.
E’ questa la ragione per cui esistono gli Incel. E’ questa la ragione, inoltre, per cui le vittime maschili di stupro non vengono avanti. E’ questa la ragione per cui entrambi questi fenomeni, il silenzio delle vittime maschili e i gruppi come gli Incel, sono ancora vivi nella nostra società.

Solo il contrasto al virginshaming può aiutare. E noi stiamo combattendo per questo, non siamo noi il nemico, non siamo noi gli incitatori di Incel. Noi siamo ciò che cerca di risolvere questi fenomeni.
Per l’origine di essi, si deve guardare altrove, a quegli stessi media che adesso si sentono tanto paladini della giustizia e che invece contribuiscono a creare, con le loro narrative, un mondo del genere.

 

A seguito di questo evento ci hanno detto di tutto, ci hanno accusato di tutto. Ma io mi chiedo, da founder di Antisessismo, uno dei più grandi gruppi MRA in Italia, come si può pensare che io, ragazzo gay, abbia cercato di creare una simile realtà – come sono stato accusato da molte femministe in questi giorni di aver fatto – per “poter chiav*re con più donne, e arrabbiarmi con tutte le donne se non lo fanno”? C’è qualche cosa che non torna, tipo, sapete, il fatto che i ragazzi gay non cercano di chiava*e con donne! ^^’’ E poi dove sarebbe l’attacco a tutte le donne? Bah…

Il motivo per cui ho creato questo sito è per poter far fronte a questioni gravi che affliggono la società, e che sono ignorate dai più, non per motivi di interesse personale.
Come me, moltissime persone sono MRA e quasi tutte lo fanno per empatia verso le vittime maschili di violenza, lo fanno per evitare suicidi, morti sul lavoro, ridurre il numero di senzatetto, che ancora oggi sono prevalentemente uomini; lo fanno per far riabbracciare i figli ai loro padri, lo fanno per poter permettere ai padri di poter passare più tempo con i propri figli grazie a congedi di paternità degni di questo nome, lo fanno per poter permettere a ragazzi a cui le partner bucano i preservativi di non spendere 18 anni di lavoro per un figlio voluto solo da una parte ma non dall’altra, che è stata semplicemente ingannata.
Non è per altro che lottiamo. Lottiamo per la giustizia per gli uomini, non per togliere diritti alle donne.

 

Così come non generalizziamo sulle femministe, non diciamo cioè che tutte le femministe sono assassine perché ci sono stati casi simili, non è giusto che lo si faccia con gli MRA.
Sì, avete capito bene, casi simili sono esistiti. Facciamo qualche esempio:

  • Suzanne Steinmetz fece l’errore di pubblicare un libro ed articoli che mostravano chiaramente come uomini e donne fossero violenti in egual misura. L’odio si concretizzò in minacce di bombe al matrimonio di sua figlia, è stata vittima di una campagna per negarle il posto e stroncarle la carriera universitaria alla University of Delaware. 20 anni dopo lo stesso è accaduto ad un ricercatore all’University of Manitoba la cui tesi dimostrò che uomini e donne sono violenti in egual misura: gli hanno impedito la promozione ed il posto.

    [Fonte: Strauss, Murray A. (2007). Processes Explaining the Concealment and Distortion of Evidence on Gender Symmetry in Partner Violence. European Journal on Criminal Policy and Research 74 (13): 227–232.]

  • Erin Pizzey, creatrice del primo rifugio antiviolenza nel Regno Unito, e sostenitrice della simmetria di genere nella violenza domestica tra uomini e donne, ricevette minacce di morte a lei e alla sua famiglia, minacce di bombe, e addirittura le uccisero un cane la giornata di Natale.

    [Fonte: http://www.fathersforlife.org/pizzey/failfamt.htm ]

  • Valerie Solanas, autrice del trattato femminista “SCUM Manifesto”, attentò alla vita dell’artista Andy Warhol, del suo critico d’arte, e del suo curatore e compagno di allora Mario Amaya, sparando diversi colpi di pistola.

    [Fonte: Ingrid Schaffner. The Essential Andy Warhol. New York City, Harry N. Abrams, 1999, p. 79.]

  • A maggio 2017, a Clifton (contea di Mesa dello stato del Colorado, negli USA), il 29enne Aleksandr Kolpakov ha ucciso con diversi colpi di arma da fuoco su collo e torace la 31enne Heather Anable. Entrambi erano youtuber femministi, e gestivano assieme l’account “Skeptic Feminism”: lui era conosciuto con il nickname di “Russian Deadpool“, mentre lei con quello di “Poison Ivy“. L’account era associato con posizioni particolarmente ostili verso le questioni maschili, e gli attacchi contro gli MRA, nei vari video registrati dai due, si sprecavano.
    http://it.avoiceformen.com/propaganda-femminista/youtuber-femminista-anti-mra-commette-femminicidio/
  • Un membro dell’associazione femminista “Maschile Plurale”, è stato accusato di violenza qualche anno fa. Ovviamente potrebbe essere una falsa accusa, ma Abbatto i Muri riferendosi al problema parla di “presunti pericoli di false accuse da parte di donne vendicative”, perciò se non riconosce la presunzione di innocenza negli altri casi perché dovrebbe fare eccezione con i femministi?
    http://it.avoiceformen.com/mega-evidenza/membro-di-maschile-plurale-accusato-di-violenza-e-una-calunnia-femminista/
  • Le femministe, in India, hanno manifestato per chiedere che la legge sulla violenza sessuale non si applicasse anche agli uomini, rendendoli di fatto privi di protezione. Una delle principali autrici di questo atto immondo, la femminista Flavia Agnes ha dichiarato, al Times of India, testuali parole: “Mi oppongo alla proposta di rendere le leggi neutre per il genere. Ci siamo opposte quando il governo ha reso le leggi sullo stupro sui bambini neutre per il genere”.

    [Fonte: http://timesofindia.indiatimes.com/india/Activists-oppose-making-rape-gender-neutral/articleshow/15049606.cms ]

Come vediamo, quindi, seguendo lo stesso principio di generalizzazione, se l’attivismo per i diritti degli uomini è la porta di accesso per tante cose brutte e orribili, allora logicamente anche il femminismo è la porta di accesso per la violenza e l’omicidio.

Oppure, più razionalmente, qualunque movimento ha le sue mele marce.

Cosa dunque deve importare nel valutare un movimento? La sua Weltanschauung, la sua concezione del mondo.

Noi non ci opponiamo al femminismo perché qualche femminista ha fatto qualcosa di brutto o ha detto qualcosa di brutto, ma semplicemente perché la nostra concezione del mondo non coincide con la loro. Tutto qui.

 

E qual è la concezione del mondo del movimento MRA? La seguente. Cito da un nostro articolo precedente:

“[L]’aderenza al Movimento per i Diritti degli Uomini (MRM) […] dipende […] dall’opposizione alla “Teoria del Patriarcato” o “Teoria della Dominazione Maschile”.

Ma cos’è la Teoria del Patriarcato?
La Teoria della Dominazione Maschile o Teoria del Patriarcato (in senso esteso) è l’idea che gli uomini abbiano, nel corso della storia, oppresso e sottomesso le donne.
Tale teoria a sua volta è scomponibile in 3 sotto-teorie:
– Teoria del Privilegio Maschile;
– Teoria della Violenza di Genere o della Dominazione Violenta;
– Teoria del Patriarcato nel senso stretto del termine.

La Teoria del Privilegio Maschile afferma che gli uomini non subiscano discriminazioni, o se le subiscono siano semplicemente un “fuoco di ritorno” dei loro privilegi o peggio ancora siano “misoginia benevola”: gli uomini sarebbero, secondo questa teoria e secondo le femministe, le quali la appoggiano, discriminati solo quando si comportano in maniera considerata “femminile” dalla società. Esisterebbe dunque non un odio contro gli uomini ma un odio contro la femminilità e quindi le donne, anche quando espresso dagli uomini.
Gli MRA rispondono a questa teoria mostrando in primis la realtà delle problematiche maschili, in secondo luogo dimostrando la loro esistenza già dagli albori della società, parlando dunque di Bisessismo al posto di Privilegio di un sesso o dell’altro, e infine spiegando che ogni sesso è oppresso quando non segue le regole dettate dai ruoli di genere imposte a tale sesso. Perciò gli uomini sono sì oppressi principalmente quando si comportano in maniera “femminile”, ma anche le donne sono oppresse principalmente quando si comportano in maniera “maschile”. Dunque o quest’ultimo caso è la prova che la società odia il maschile e quindi gli uomini, o non ha senso asserire che la società odi il femminile e le donne. La società, in sintesi, secondo gli MRA, odia tutti gli uomini e le donne che fuoriescono dai propri rispettivi ruoli di genere.

La Teoria della Violenza di Genere o della Dominazione Violenta asserisce che gli uomini siano stati facilitati nel loro intento di opprimere le donne dalla loro maggiore indole violenta.
Gli MRA al contrario mettono in dubbio l’esistenza di una simile indole violenta tipicamente maschile, ritenendo che nè influenze biologiche nè influenze socio-ambientali siano abbastanza forti da causarla. Gli MRA dunque ritengono che uomini e donne:
– abbiano la stessa propensione a uccidere e a infliggere violenza fisica;
– abbiano la stessa propensione a stuprare (nel caso femminile si intende il “forzare a penetrare”) e a commettere violenza sessuale;
– abbiano la stessa propensione ad uccidere o a commettere violenza fisica o sessuale sul partner (violenza domestica);
– infliggano violenza della stessa gravità (le persone meno forti fisicamente impiegherebbero difatti maggiormente oggetti per sopperire alla minore potenza corporea).
Gli MRA ritengono che la maggiore presenza di uomini tra gli incarcerati per crimini violenti sia spiegabile dal sessismo giuridico, ovvero dalla maggiore possibilità che, a parità di reato e circostanze, un uomo venga arrestato, incarcerato se colpevole e che abbia una pena più lunga o severa; dalla maggiore clemenza che si dimostra verso le autrici di crimini violenti di sesso femminile (viste come più deboli e quindi più innocenti) e dall’under-reporting delle vittime maschili di violenza femminile.

La Teoria del Patriarcato (in senso stretto, mentre in senso esteso è sinonimo di Teoria della Dominazione Maschile), infine, attribuisce la colpa delle discriminazioni di genere ai soli uomini, in quanto maggioranza dei governatori e dei regnanti durante tutta la storia umana.
Gli MRA al contrario, asseriscono che il sesso dei regnanti sia poco rappresentativo del pensiero che li domina e che domina la società tutta: tale pensiero deriverebbe invece da un substrato culturale condiviso tra uomini e donne, che ambedue sostengono e alimentano.
Mentre gli uomini sostengono indubbiamente tale substrato culturale mediante l’autorità, le donne contribuirebbero ad esso grazie al potere per procura o “by proxy”.
L’accezione antropologica di Patriarcato fa infatti riferimento all’autorità politica, ma c’è differenza tra autorità e potere. Riprendendo un famoso detto, se dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, anche dietro un meschino patriarca c’è una meschina donna. Entrambi esercitano potere, ma solo in un caso (l’uomo) tale potere è un’autorità formale. Il potere femminile è dunque un potere “per procura”, “by proxy”, come quello delle incitatrici nelle faide di sangue, delle donne della campagna delle Piume Bianche nella Prima Guerra Mondiale, delle coniugi che inviavano il marito ad accusare di stregoneria una compaesana a loro particolarmente sgradita o, più genericamente, delle mogli dei governanti, delle reggenti, delle madri nell’influenza sui figli e sulle future generazioni.
Per gli MRA, dunque, non esisteva un Patriarcato nell’imposizione dei ruoli di genere, ma un contributo maschile dovuto all’autorità e un contributo femminile dovuto al potere per procura: basti pensare che se l’educazione dei figli era affidata alle madri, proprio una donna era la prima a contribuire al passaggio generazionale delle idee sui ruoli di genere.Dunque attribuire la responsabilità del sistema dei ruoli di genere ad un solo sesso appare riduttivo.

Come vediamo, dunque, gli MRA sostituiscono la Teoria della Dominazione Maschile con la “Teoria del Bisessismo” (in senso esteso) o “Teoria della Bi-oppressione”, e quindi rispettivamente:
– La Teoria del Privilegio Maschile con la “Teoria del Bisessismo” (in senso stretto);
– La Teoria della Dominazione Violenta o Violenza di Genere con la“Teoria della Simmetria di Genere”;
– La Teoria del Patriarcato con la “Teoria dell’Autorità Maschile e del Potere Femminile”.”

 

In che modo tutto ciò è assimilabile all’idea di far fuori tutti i Chad e tutte le Stacy di cui ha parlato Alek Minassian? In nessun modo.

[A.]

 

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