Le frasi alla Baci Perugina di Abbatto i Muri contro gli MRA

abbatto i baci

Abbatto i Muri ha recentemente scritto una serie di post contro gli MRA, il cui contenuto di frasi stereotipate e finto-rivoluzionarie all’interno è simile a quello che si trova nei Baci Perugina e al “Lo rivendico con orgoglio!” dell’imitazione di Daniela Santanchè fatta dalla grandissima comica Paola Cortellesi su “Parla con me” (per chi non la conoscesse, faccia mea culpa e guardi questi video: https://youtu.be/KeWsxTQPhoc e https://www.youtube.com/watch?v=-aVgHYT3Tks ).

Ma andiamo a vedere nel dettaglio di che stiamo parlando.

Nel suo post “Sono un ragazzo e ho bisogno del femminismo”, Abbatto i Muri riprende la solita trita e ritrita giustificazione del femminismo che si basa sul “noi agiamo quasi esclusivamente per le donne perché gli uomini quando vengono discriminati lo sono perché associati alle donne!”.

Secondo questa visione, la misandria non esisterebbe, sarebbe solo “misoginia che si ritorce contro gli uomini”. Ovviamente anche se abbiamo debunkerato quest’esercizio di ginnastica mentale e competizione agonistica di arrampicamento sugli specchi più e più volte, risbuca fuori come se non avessimo mai detto niente. Ma andiamo a vedere cosa si sono inventati questa volta.

Abbatto i Muri scrive, infatti:
——
“Sono un ragazzo e ho bisogno del femminismo.
Non dei “diritti dell’uomo”. Ma del Femminismo.
Ecco perché.

Tutto ciò di cui parlano i MRA (Men’s Rights Activist, “attivisti per i diritti dell’uomo”), ciò che gli uomini non possono fare o per cui sono socialmente puniti, nasce direttamente e immediatamente dalla misoginia.
Non dalla “misandria”, ma dalla misoginia.

Che stia esprimendo le mie emozioni, giocando con i bambini, cucinando dolci, facendo sesso in cui sono io ad essere penetrato.
Che stia indossando il colore sbagliato, parlando nel modo sbagliato, atteggiandomi nel modo sbagliato.
Che sia stato molestato o aggredito sessualmente.
Che non sia abbastanza attento ad apparire come uno che non e’ per nulla attento a come appare.
Quando la società mi punisce o mi deride o mi emargina per queste cose, ciò accade perché sono cose che ci si aspetta dalle donne, non dagli uomini. E in larga parte la nostra società odia le donne.

Non ce ne rendiamo ancora conto?
Uomini, potete pensare anche a un solo stramaledetto comportamento per il quale siete stati derisi che non fosse collegato a ciò che la società misogina vede come “feminilizzazione”?
Persino quando uomini sovrappeso sono derisi per i loro corpi, sono descritti come “uomini-con-le-tette”, maledizione.

Come vi aspettate di poter migliorare queste cose con i “diritti degli uomini”?
Per che diritti state combattendo?
Io ve lo posso dire per che diritti credo stiate combattendo. Io penso che stiate combattendo per il diritto di contenere e controllare la misoginia, e ributtarla addosso alle donne, là dove credete debba stare.
Voi volete mantenere il vostro privilegio, ma cancellate le sue conseguenze. E per questo motivo il vostro movimento è ridicolo: è un gigantesco stramaledetto cane che si morde la coda.

Come potete aspettarvi che gli uomini siano liberi dagli effetti periferici della misoginia quando vi rifiutate anche solo di riconoscere che è maledettamente reale?”
——

Tutto questo discorso non ha il benché minimo senso logico.
L’idea che “la misandria sia in realtà misoginia, perchè la società odierebbe il femminile” è assurda.
Ciò che in realtà viene scoraggiato è *uscire fuori dai ruoli che sono assegnati a ciascun genere*. Quindi la società approverà un uomo maschile ma disapproverà un uomo femminile, così come approverà una donna femminile ma disapproverà una donna maschile.
Le femministe asseriscono che le donne “maschiacce” siano punite per non essere femminili, perchè la società odia *le donne che escono fuori dai loro ruoli di genere*, ma gli uomini sarebbero puniti non per lo stesso motivo (in quanto uomini che escono fuori dai loro ruoli di genere), bensì perchè la società odierebbe *i tratti femminili (e per estensione le donne)*, nonostante *apprezzi tali tratti nelle donne*.
E’ perfettamente evidente che si stia usando un doppio standard. Potremmo infatti, con la stessa logica, affermare lo stesso argomento al rovescio, e dire che la misoginia non esista, che sia solo misandria perchè le donne vengono punite dalla società quando hanno tratti maschili, pertanto la società odia gli uomini. Ma sarebbe sciocco.

3

Proviamo, infatti, a rovesciare il discorso di prima invertendo i generi e vedendo cosa viene fuori:
——
“Sono una ragazza e ho bisogno del Movimento per i Diritti degli Uomini.
Non del “femminismo”. Ma dei Diritti degli Uomini.
Ecco perché.

Tutto ciò di cui parlano le femministe, ciò che le donne non possono fare o per cui sono socialmente punite, nasce direttamente e immediatamente dalla misandria.
Non dalla “misoginia”, ma dalla misandria.

Che mi stia facendo forza, facendo carriera, facendo lavori impegnativi, facendo sesso in cui sono io a penetrare.
Che stia indossando il colore sbagliato, parlando nel modo sbagliato, atteggiandomi nel modo sbagliato.
Che tra i due coniugi sia io a “portare a casa la pagnotta”.
Che non sia abbastanza attenta ad apparire come una che è attenta a come appare.
Quando la società mi punisce o mi deride o mi emargina per queste cose, ciò accade perché sono cose che ci si aspetta dagli uomini, non dalle donne. E in larga parte la nostra società odia gli uomini.

Non ce ne rendiamo ancora conto?
Donne, potete pensare anche a un solo stramaledetto comportamento per il quale siete state derise che non fosse collegato a ciò che la società misandrica vede come “mascolino”?
Persino quando le donne muscolose sono derise per i loro corpi, sono descritte come “donne-che-sembrano-uomini”, maledizione.

Come vi aspettate di poter migliorare queste cose con i “diritti delle donne”?
Per che diritti state combattendo?
Io ve lo posso dire per che diritti credo stiate combattendo. Io penso che stiate combattendo per il diritto di contenere e controllare la misandria, e ributtarla addosso agli uomini, là dove credete debba stare.
Voi volete mantenere il vostro privilegio, ma cancellate le sue conseguenze. E per questo motivo il vostro movimento è ridicolo: è un gigantesco stramaledetto cane che si morde la coda.
Come potete aspettarvi che le donne siano libere dagli effetti periferici della misandria quando vi rifiutate anche solo di riconoscere che è maledettamente reale?”
——
Questa è una presa in giro, peccato che quella scritta da Abbatto i Muri non lo sia.

Inoltre, non contenta di questo, pubblica le dichiarazioni di un uomo femminista sulla sua pagina. Ecco cosa scrive:
——
“lui scrive: cara eretica ho letto il post di riotrite sul privilegio maschile e la misoginia dei movimenti per la difesa dei “diritti maschili”. io sono un “maschio” e non ho bisogno di prendermela con le donne per difendere i miei diritti di persona. persona e non maschio. se non fosse stato per il femminismo non avrei mai potuto compiere un percorso di liberazione dal patriarcato che opprime anche molti uomini. dal femminismo ho imparato a non vergognarmi di mostrare la mia vulnerabilità, a non vedere le donne come un oggetto sessuale e a non credere che i rapporti tra i maschi siano fondati su un patto virile di branco. contesto anche il termine virilità che corrisponde ad un modello di maschio ben preciso, difatti non sono le donne a chiamarmi omosessuale (non lo sono e se lo fossi ne sarei fiero) perché non mi “faccio” tutte le donne che incontro e non mi “faccio” in generale nessuna donna. baso le mie relazioni su altri presupposti e credo sia un bene aver capito che il pericolo per la mia libertà non sono le donne ma è la cultura maschilista che voleva fare di me un guardiano reazionario della conservazione. i diritti maschili per quel che mi riguarda sono come i diritti dei bianchi. gli oppressori che rivendicano diritti mi fanno ridere perché sono conservatori mascherati da progressisti. perciò io seguo questa pagina e anche se commento raramente perché in genere sono d’accordo, oggi voglio parlare perché se non parlano gli uomini riguardo questi movimenti maschili non saprei chi altro dovrebbe parlarne. sono movimenti che vedo come nemici. io non voglio una guerra con le donne. non voglio battermi con uomini per fare vedere che ce l’ho più lungo (è metaforico). non voglio stare dalla parte sbagliata della storia. ho compreso quale sia la parte giusta e quindi sto con voi. sempre. Silvano”
——
Analizziamo ciò che dice:
– “dal femminismo ho imparato a non vergognarmi di mostrare la mia vulnerabilità, a non vedere le donne come un oggetto sessuale e a non credere che i rapporti tra i maschi siano fondati su un patto virile di branco.”
In realtà il Movimento per i Diritti degli Uomini (MRM) richiede proprio questo, chiede che i suicidi maschili diminuiscano, che si faccia qualcosa per aiutare tutti gli uomini depressi che, oppressi dalla società tradizionalista (fondata su una cultura a cui *tutti* contribuiscono, sia uomini che donne con pari responsabilità, quindi non solo responsabilità maschile e pertanto non definibile “patriarcato”), vanno a morire, costituendo la stragrande maggioranza dei suicidi.
Il femminismo, al contrario, sebbene dica agli uomini di “piangere”, quando gli uomini richiedono un aiuto concreto (ad esempio l’estensione dei servizi antiviolenza per le vittime maschili di violenza domestica), risponde picche e addirittura prende in giro con magliette, post e tazze con scritto “male tears” (“lacrime maschili”). Insomma, il femminismo vuole che gli uomini piangano a vuoto, senza servizi d’aiuto. Quelli, come i centri antiviolenza, sono riservati alle sole donne™.

Il Movimento per i Diritti degli Uomini pensa che la problematica della violenza sessuale non sia un problema esclusivamente femminile, così come la violenza domestica. Oltre 40 anni di ricerca mostrano infatti che uomini e donne hanno pari possibilità di essere carnefici e vittime sia di violenza sessuale che domestica. Pertanto l’idea che solo gli uomini si comportino in maniera aggressiva o solo le donne siano vittime di violenza sessuale è da noi rigettata.

– “contesto anche il termine virilità che corrisponde ad un modello di maschio ben preciso”
Le femministe parlano di “mascolinità tossica” per descrivere i ruoli a cui gli uomini sono stati costretti da secoli, mentre parlano di “ruoli di genere in cui le donne erano confinate” per descrivere la stessa cosa per le donne.
L’idea che viene fuori è quella per cui i ruoli di genere sono confusi con l’identità, ma solo per gli uomini e non anche per le donne.
Mentre le donne sono “vittime” dei ruoli di genere, gli uomini – secondo il femminismo – sono partecipi di essi, autori della loro stessa oppressione.
Il femminismo quindi dà la colpa agli uomini per le loro oppressioni, il che è assurdo, come sarebbe assurdo dire che era colpa delle donne per il mancato diritto all’aborto.
E’ vero che molti uomini sostengono i ruoli di genere che li opprimono e li opprimevano, ma allo stesso modo vi erano moltissime donne che sostenevano i ruoli di genere che le opprimevano prima della liberazione femminile (liberazione che nel caso degli uomini, per colpa dell’unidirezionalità del femminismo, impegnato solo per le donne, non è mai avvenuta).
Se non vogliamo dare la colpa alle donne per le loro oppressioni, parlando di “femminilità tossica”, perché lo facciamo con gli uomini? Se i ruoli di genere erano un’imposizione per le donne, perché mai dovremmo pensare che per gli uomini non lo fossero? O non erano imposizioni per entrambi o erano imposizioni per entrambi. Tertium non datur.

– “baso le mie relazioni su altri presupposti e credo sia un bene aver capito che il pericolo per la mia libertà non sono le donne ma è la cultura maschilista che voleva fare di me un guardiano reazionario della conservazione.”
La cultura è condivisa da tutti, pertanto è responsabilità delle donne quanto degli uomini.
La mentalità è formata sia da uomini che da donne, sia dal tizio che scrive che dalla tizia che parla fuori dalla chiesa, sia dal padre che dalla madre, sia dal fratello che dalla sorella, sia dal vicino che dalla vicina.
La mentalità – essendo formata da uomini e donne – non è responsabilità solo maschile.
E se questa cultura, formata da entrambi, ha oppresso entrambi, allora non è lecito chiamarla solo maschilista: per tutti questi secoli è stata sia maschilista che ginocentrica. E’ stata bisessista o tradizionalista.

“i diritti maschili per quel che mi riguarda sono come i diritti dei bianchi. gli oppressori che rivendicano diritti mi fanno ridere perché sono conservatori mascherati da progressisti.”
E’ bellissimo come la gente che parla di “conservatori” per riferirsi agli MRA poi sia quella che li attacca quando chiedono la rinuncia di paternità dicendo che “il padre poteva tenerselo nei pantaloni”, che è l’equivalente maschile della scusa degli antiabortisti che dicono alle donne “poteva non aprire le gambe”!
Eppure saremmo noi i conservatori!
Noi non vogliamo togliere diritti alle donne, vogliamo estendere i diritti agli uomini.
Non vogliamo togliere il voto alle donne, vogliamo togliere le liste di leva solo per uomini (che erano state ideate come servizio che il cittadino dava in cambio del diritto di voto);
Non vogliamo togliere il diritto all’aborto, vogliamo avere il diritto alla rinuncia di paternità!
Non vogliamo togliere servizi antiviolenza alle donne, vogliamo che vengano estesi agli uomini!
Non vogliamo togliere tutele alle vittime femminili di stupro, vogliamo che vengano estese alle vittime maschili di stupro e di false accuse!
Non vogliamo togliere diritti alle madri, vogliamo dare gli stessi diritti ai padri con collocamento condiviso dopo il divorzio, doppia residenza per il bambino e mantenimento diretto!
Non vogliamo che le donne tornino in cucina, vogliamo che anche gli uomini – che ad oggi sono la quasi totalità dei suicidi per motivi economici – possano farlo ed essere mantenuti da una donna senza scherno e con la stessa facilità di quanto una donna può essere mantenuta da un uomo!

– “difatti non sono le donne a chiamarmi omosessuale (non lo sono e se lo fossi ne sarei fiero) perché non mi “faccio” tutte le donne che incontro e non mi “faccio” in generale nessuna donna.”
Infatti non esistono madri omofobe, noooo.
In realtà, seguendo proprio una vicenda recente, quella dell’Incel di Toronto (https://antisessismo.wordpress.com/2018/04/28/se-difendi-le-vittime-di-violenza-sei-complice-di-un-pluriomicida-lassurda-logica-degli-anti-mra/ ), si è scoperchiato che moltissime donne femministe e donne in generale hanno un atteggiamento di virginshaming nei confronti degli uomini “sfigati”. L’idea che sia solo un problema maschile è contraddetta dalle stesse asserzioni delle donne femministe.

In generale, sul tema omofobia, esistono numerose prove che dimostrano che non sia un problema esclusivamente maschile. Ad esempio, una ricerca sul Journal of Homosexuality ha trovato che, dove i ruoli di genere sono più rigidi, le donne sembrano essere leggermente più omofobe degli uomini:

“the results found that women are slightly more homophobic than men, female homophobia is more pronounced toward female homosexuals than male homosexuals, and male homophobia is equally directed toward male and female homosexuals. The differences are hypothesized to stem from the similarly rigid gender roles […]”
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9378948

La stessa cosa si riscontra nel personale medico e infermieristico a contatto con pazienti sieropositivi:
“No significant differences were found between scores for doctors and nurses, but women respondents were significantly more homophobic than men.”
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/4086006

E ancora:
“this finding is consistent with previous reports that women are found to be more homophobic than men.”
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2795451/

Tra gli psichiatri le omofobe sono tante quanti gli omofobi anche in Paesi come l’India dove l’omosessualità è un reato:
“Attitudes towards homosexuality among psychiatrists in India […] do not vary across age, gender, work area and practice profile.”
http://web.a.ebscohost.com/abstract?direct=true&profile=ehost&scope=site&authtype=crawler&jrnl=15092046&AN=118571269&h=06NW95SKVHdfIX1aei6iUC%2bEfUVJsramSZHEfGW4BN1PEzcNOEO2UACC9uX6EKmkyPjzBZCzgzk4NgKRNoQZEA%3d%3d&crl=c&resultNs=AdminWebAuth&resultLocal=ErrCrlNotAuth&crlhashurl=login.aspx%3fdirect%3dtrue%26profile%3dehost%26scope%3dsite%26authtype%3dcrawler%26jrnl%3d15092046%26AN%3d118571269

Inoltre il 63% delle donne non frequenterebbe un uomo che ha avuto un rapporto omosessuale, anche se il 31% di questo 63% ha avuto un rapporto con una donna:
“It’s generally accepted that a woman’s sexuality is more fluid than a man’s but what happens when women who identify as straight encounter a bisexual man who wants to date them? Well, 63% of women polled by Glamour magazine said they wouldn’t date a man who’d ever had a same sex encounter, even though 31% of these same women had had a same sex encounter themselves.
What’s up with that, ladies?
Even crazier, some women then took to Facebook to defend their prejudice by saying male on male sex is gross and unsanitary.
And that all men are promiscuous and don’t wear condoms.
Also, judging someone on the past sexual history is apparently preference, not being judgmental which is news to me. Doesn’t this fly in the face of what women ask of men, not be judged on their sexual history?
Also, if your man has ever had a same sex encounter it means he will have sex with every man you ever thought he was “just friends” with. Who knew?
And being bi is just like being short or skinny, y’know, it’s something you can see. Except it isn’t.”
https://thoughtcatalog.com/lisa-woods/2016/10/wow-straight-women-are-super-homophobic/

Con questo penso sia tutto. Ringrazio per l’attenzione chi mi ha letto fino a qui e invito le nostre care amiche femministe a diminuire il consumo di Baci Perugina 😉

[A.]

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