Perchè “What about the Menz” è un’obiezione sensata

Si può discutere dei modi più o meno tranchant, ma gli MRA hanno ragione quando dicono “what about the men?”, ci sta poco da prendere in giro.

Se a Firenze addobbano un albero di Natale con scarpe rosse contro la violenza sulle donne, l’osservazione che andrebbe fatto lo stesso per la violenza sugli uomini è più che legittima. Oppure che bisognerebbe fare iniziative contro la violenza e basta.

Dire “eh ma qui certi commenti sono inappropriati, createvi i vostri spazi” è disonesto e ipocrita, primo perché le chance di visibilità sono limitate e quindi non c’è nulla di male a sfruttare quelle che ci sono, e secondo, perché i nostri spazi li volete solo per poi ghettizzarli, mica per accettarne le idee. Se davvero ci teneste alle nostre questioni, se davvero il problema fosse solo che “qui ed ora è inappropriato“, allora in un secondo momento passereste a sostenerci e ci dareste una mano per fare informazione e sensibilizzazione, cosa che non avviene.

Perché l’overlap tra chi fa questi discorsi e chi ha veramente a cuore le questioni maschili è ZERO. Quindi chi volete fare fessi? Le vostre sono tutte scuse per evitare che si diffonda consapevolezza.

In realtà voi gongolate per il fatto che gli unici spazi di cui alla gente freghi qualcosa siano i vostri, e sapete benissimo che il vostro “non qui” si traduce, nei fatti, in un “nel vostro angolino in penombra”.
Anzi, proprio in un “da nessuna parte”. Perché neanche in un ghetto si sta tranquilli, perché pure là volete che ci occupiamo di tematiche vostre.

Pretendete che Antisessismo faccia 50 e 50 nel parlare di questioni maschili e femminili, quando voi che avete molta più reach siete i primi a rifiutarvi di farlo. Sono 170 anni che vi rifiutate di farlo. E addirittura ci cacciate quando nei vostri spazi l’altro 50% proviamo a mettercelo noi.

Perciò non lamentatevi se su questa pagina abbiamo deciso di trattare solo di, cito testualmente, “argomenti minoritari, fuori dal mainstream, che la gente ignora, odia o di cui non vuole sentire parlare”. Non lamentatevi se esistono gli MRA. Non lamentatevi se sempre più persone si definiscono antisessiste anziché femministe. Abbiate la decenza di tacere.

[H.]

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