Insultate e odiate in quanto donne? Macché!

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Premessa che dovrebbe essere inutile e scontata come il pop-up dei cookies ma che tocca sempre fare sennò qualcuno fraintende: non ho nulla contro nessuna delle donne nell’immagine, anzi. Ciò che trovo ridicolo, oltre il bizzarro accostamento tra due attiviste, una ministra e una cantante, è la strumentalizzazione delle loro vicende in chiave vittimistica: “La gente le odia perché sono donneh!!11!!”.

Si salta subito a questa conclusione, sebbene non ci siano prove del fatto che a parità di esposizione mediatica le donne ricevano più odio. Tra l’altro, anche se quantitativamente ricevessero più odio, bisognerebbe verificare se non attirino anche più supporto: perché in tal caso non si potrebbe affermare che le donne siano più odiate, ma solo che siano più polarizzanti. E lì sarebbe interessante capire se il genere sia causa diretta di questo ipotetico maggior potere polarizzante o causa indiretta (magari il genere causa una maggiore o minore esposizione mediatica che a sua volta modula la polarizzazione dell’opinione pubblica?).

Insomma, quello dello screenshot è un ragionamento che può venire in mente solo a chi ha un frame interpretativo fortemente influenzato dalla Teoria del Patriarcato, cioè a chi ha un insieme di conoscenze sistematicamente cherrypickate o fallaci che lo porta a credere che dietro qualunque fenomeno di genere ci sia una forma di odio verso le donne. Chi crede nel Patriarcato non ritiene di dover fornire prove o ragionamenti coerenti per dimostrare che l’una o l’altra questione di genere dipenda da questo, perché come potrebbe una forza così pervasiva che è alla base di ogni singolo altro problema NON essere alla base anche dell’attuale oggetto d’analisi?
Ci troviamo quindi di fronte a un ragionamento circolare: “Il singolo fenomeno A è causato dall’odio della società verso le donne, la cui esistenza è dimostrata dall’insieme di fenomeni BCD, che a loro volta sono causati dall’odio della società verso le donne”. La prova che la causa dei fenomeni BCD sia proprio quella, nella mente dei patriarchisti, sta nel fatto che anche i fenomeni EFG hanno quella stessa causa, e così via all’infinito.

Se però chiedi al patriarchista di uscire un attimo dal ragionamento circolare e gli dici “senti, fai finta di vivere in un mondo antisessista e dimmi come ti spiegheresti quel dato fenomeno in isolamento, senza far riferimento a tutti gli altri“, lui dovrà ammettere che di volta in volta ci sono spiegazioni molto più credibili di quella che va proponendo. Il suo castello di sabbia non cadrà perché ha uno o due punti deboli, ma perché la sua struttura è fragile in ogni punto. Se questo deve ancora accadere è solo perché finora tutti ci camminano intorno in punta di piedi e a debita distanza.

Inoltre, oggettivamente gli insulti sono percepiti o meno come sessisti a seconda di come pare alle femministe. Quando colpiscono un uomo no, quando colpiscono una donna sì.
Pensiamo ad esempio alla critica estetica corporea e alla critica sulla sessualità.

– Il Bodyshaming è un insulto sessista per le donne (anche solo “ha un po’ di pancetta”) ma non quando riferito agli uomini (quindi criticare la bassezza di un uomo, fare commenti sull’ipotetica dimensione dei suoi genitali, sui capelli e sulla pancia di un uomo è ok. Consideriamo poi che di solito le critiche verso le donne si riferiscono al grasso e non a cose più strutturali corrispettive a quelle che si rivolgono agli uomini: quasi mai qualcuno si esprime sulla mancanza di capelli delle donne, sulle dimensioni del loro seno o sulla loro bassezza).
Pensiamo al “sicuramente ce l’ha piccolo”: non viene visto come insulto sessista mentre un “ha un po’ di chiletti in più” sì. Non è nemmeno “ha le tette piccole” (dimensioni su un organo misurabile legato al sesso), che è impensabile da sentire, è proprio su un argomento unisex come la pancia.

– Un altro doppio standard riguarda lo Slutshaming (tr*ia è insulto sessista): il Virginshaming maschile non è considerato un insulto sessista (sfigato o verginello o “non sc.pa/non vede fi.a da chissà quanto” non sono visti come insulti sessisti).

– Per quanto riguarda il “ah ma agli uomini non si augura lo stupro”, rispondo che questa situazione è radicata nella misandria. Proprio perché lo stupro su una donna viene considerato una cosa brutta glielo augurano. Quello contro gli uomini nemmeno è considerato un crimine. Agli uomini non si augura lo stupro perché vengono considerati fortunati se stuprati da una donna. Quindi in realtà è la misandria a non permettere che agli uomini lo si auguri: perché nemmeno viene considerato come qualcosa da condannare. Nemmeno viene considerato come qualcosa di brutto. In una società ipotetica o aliena (ipotetica o aliena perché non esiste e non è mai esistita) dove lo stupro sulle donne non venisse considerato una cosa brutta da fare alle donne, lo stupro non si augurerebbe alle donne. Questo vorrebbe dire che in questa ipotetica società aliena le donne sarebbero privilegiate? Non credo che qualcuno in buonafede potrebbe sostenerlo.

– Inoltre agli uomini lo stupro lo augurano, sebbene da parte di altri uomini in carcere.

– Infine l’augurio di stupro di norma viene rivolto verso politiche o attiviste pro-immigrazione.
Il fatto è che la gente augura che vengano stuprate dai neri perché i neri vengono percepiti come stupratori.
Quindi in realtà la gente accusa quelle donne pro-immigrazione di mettere a rischio altre donne introducendo stupratori nella società.
Pertanto è come se dicessero “se vuoi che noi veniamo stuprate fatti prima stuprare te così cambi idea”.
Perciò quel tipo di insulto non è sessista verso le donne, è come se le insultassero accusando quelle donne pro-immigrazione di essere “pro-stupro” o “rape apologist”: chi offende quelle donne pro-immigrazione in realtà le sta accusando di favorire gli stupratori.

Le uniche vere vittime di questo tipo di insulto sono gli uomini neri. Perché quel tipo di insulto è un rafforzamento dello stereotipo dell’uomo nero, ovvero è razzismo (contro i neri, visti come stupratori) e misandria (perché non si associano le donne nere agli stupri, quindi è misandria perché lo stereotipo riguarda solo gli uomini).

È misandria perché non diremmo mai “se vuoi l’immigrazione fatti stuprare da 10 nere” perché le donne (indipendentemente dall’etnia) non vengono viste come pericolose, e anzi tutti riterrebbero gli uomini stuprati da 10 nere come fortunati.

Quindi è misandria contro le vittime maschili di stupro perché non considerate veramente vittime e razzismo misandrico contro gli uomini (inteso come maschi) neri perché colpiti da questa generalizzazione stereotipata.

 

[H. e A.]

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