Nessuna protesta in India contro i templi che non accettano uomini: perchè allora invadere gli spazi maschili?

Patriarcato-braminico

Patriarcato Braminico: così tantissime donne musulmane e atee, che ovviamente non hanno alcun motivo per cui entrare in un tempio indù, scrivono nei loro cartelli in una catena umana organizzata dal “Communist Party of India” – partito che governa lo stato indiano del Kerala e di ispirazione atea – come protesta per poter entrare nel tempio di Sabarimala.

sabarimala3-1

Giusto per far capire la consistenza di questa protesta, in un’intervista a una delle donne, musulmana, l’intervistatrice chiede:
Perché hai aderito a questa protesta per i diritti delle donne?
E la donna risponde:
“Non lo so. Mio marito mi ha chiesto di stare qui.

Effettivamente non ha alcun senso che delle donne musulmane protestino per poter entrare in un tempio hindu, basta rifletterci un attimo.

sabarimala

Inoltre, esistono molti altri templi induisti in India dove agli uomini non è concesso di entrare per tutto o in alcune giornate: pensiamo al tempio di Attukal Bhagavathy, sempre in Kerala; al tempio di Chakkulathukavu, anche questo in Kerala; al tempio di Brahma a Pushkar dove gli uomini sposati non possono entrare; al tempio di Bhagati Maa a Kanyakumari; al tempio di Mata a Muzaffarpur; al tempio di Kamrup Kamakhya in Assam; e infine agli uomini non è concesso di eseguire il “vrat” per la Dea Santoshi Maa.

Ognuno lo fa per motivi propri, spesso mitologici, ma nessuno dice nulla. Alcuni di questi templi sono nello stesso stato in cui si è organizzata la protesta contro quello di Sabarimala, ma nessuno ha fatto nulla in quei casi. Non ci sono state proteste, non ci sono state catene umane. Contro il tempio di Sabarimala, invece sì.
Evidentemente siamo tutti uguali ma alcuni sono più uguali di altri.

E perchè il tempio di Sabarimala esclude(va) le donne, al punto che a seguito dell’entrata (scortate dalla polizia) di due donne nel tempio, la struttura è stata chiusa dai bramini per effettuare un rito di purificazione? “Perchè le donne sono viste come impure e cattive”, come qualcuno ha affermato? Ovviamente no, ma è evidente anche dalla presenza di tantissimi templi dedicati a Divinità femminili sparsi in tutto il subcontinente. Allora per quale motivo?

Il tempio del Dio Ayyappa a Sabarimala non permette(va) l’ingresso alle donne tra i 10 e i 50 anni di età (e quindi non escludeva tutte le donne ma solo le donne con queste caratteristiche) per via del mito che la Divinità sarebbe nata per distruggere una demonessa che poteva essere sconfitta solo dal figlio nato da Shiva e Vishnu (entrambi Dei maschi, ma nella leggenda l’unione avveniva grazie all’incarnazione femminile di Vishnu, Mohini). Quando Ayyappa l’uccise, emerse dal corpo della demonessa una splendida donna, che affermò di essere stata liberata da un sortilegio grazie a questo atto. Il mito va avanti e lei chiede ad Ayyappa di sposarla. Lui rifiuta, spiegandole che l’avrebbe fatto solo quando avrebbero smesso di arrivare nuovi fedeli al tempio di Sabarimala. Fino ad allora, lui sarebbe stato casto in attesa del loro matrimonio. Dato però che la splendida donna è appunto una figura femminile, per rispetto nei confronti del giuramento tra loro è vietato che le donne di questa età possano entrare.

Ovviamente si tratta di un tempio, per cui si presuppone che chi ci va condivida almeno il significato simbolico (molti addirittura quello letterale, esattamente come da noi la gente crede letteralmente alle leggende dei santi), per cui è ovvio che una fedele di Ayyappa l’avrebbe venerato sul suo altarino domestico e non si sarebbe permessa di andare al tempio.

Eppure, alcune donne (che poi si è scoperto non essere nemmeno religiose) hanno fatto causa al tempio, e hanno vinto. Infatti in India i templi sono di proprietà del governo.

Che è successo poi, prima della catena umana di cui stiamo parlando? E’ successo che i fedeli in massa hanno organizzato proteste, alcune con slogan anche molto ben riusciti del tipo:
“Quando il Signor Ayyappa dice no, le femministe non lo ascoltano. No means no. Le femministe non capiscono il consenso”.

Una guida spirituale molto seguita in India, Sadhguru, ha affermato che si tratta di un’ipocrisia bella e buona, visto che esistono numerosi templi che non permettono l’entrata agli uomini per motivi religiosi, con miti simili (ma all’inverso) a quello di Ayyappa.
Però in quei casi il “per tutelare le donne” vince su tutto.

sabarimala1

E qui ci ricolleghiamo a noi, visto che non parliamo di religione ma di antisessismo.
Cosa ci dice questo episodio? Che gli spazi maschili non vengono rispettati. Che i confini maschili vengono costantemente violati. Che la segregazione non equivale a dividere tra “spazi per i maschi” e “spazi per le femmine”, ma tra “spazi per le femmine” e “spazi per tutti, ovvero sia per maschi che per femmine”. De facto, esiste un limite invalicabile per cui se un uomo penetra uno spazio ufficialmente o ufficiosamente femminile viene stigmatizzato, mentre è considerata la norma entrare negli spazi maschili per “urgenze”.

Ad esempio:

– L’uomo, se entra in un bagno femminile è un “p-rco”, un “depravato”, “che vergogna signora mia!”, mentre se lo fa una donna “eh ma che ti comporti come i ragazzini? Che facciamo, maschi contro femmine? Non vedi che ha un’urgenza?” “Eh era occupato l’altro”.
Non c’è reciprocità.

– Stessa cosa vale, ancora peggio, per gli spogliatoi.
So di padri che hanno chiesto a sconosciute di badare alla figlia perchè non potevano entrare.
Invece le donne con bambini maschi entrano tranquillamente negli spogliatoi maschili.

– Simili storie avvengono con i fasciatoi che molte volte sono nei bagni femminili.

– Spesso esistono vagoni per sole donne, ma non corrispettivi per soli uomini. Quindi se è pieno le donne hanno uno “spazio in più” e riducono lo spazio disponibile agli uomini, che non hanno uno “spazio loro”.
Se uno vuole uno spazio “solo per donne” deve creare uno spazio “solo per uomini” per evitare che lo spazio disponibile per un sesso sia maggiore rispetto a quello disponibile per l’altro sesso!

– Stessa cosa per panchine e posti riservati alle donne (sì, esistono) che ovviamente non hanno corrispettivi maschili.

– Ancora sussistono scuole femminili, ovvero per sole femmine, mentre quelle maschili, cioè per soli maschi, sono state chiuse perchè dichiarate “maschilisteeeh1!1!”. Le eccezioni possono esserci, ma parliamo di percentuali molto a favore di quelle femminili.

Corsi o gruppi scolastici/universitari per sole donne sono ammessi, perchè considerati “safe place” per le donne. Peccato che di “safe place” per soli uomini non ve ne sia traccia.

Palestre solo per donne. Ok, è vero che gli uomini sono la maggioranza degli utenti delle palestre, ma spesso nelle stesse ci sono corsi di pilates e sicuramente le donne non sono escluse.
Spesso però si sente di palestre per sole donne. Immaginiamo di vivere vicino a una palestra, e scoprire che l’unica palestra disponibile è solo per donne, e si è uomini. Perchè questo disagio di doversi fare i kilometri a piedi per una palestra disponibile devono averlo solo gli uomini, mentre una donna che si trova una palestra vicino sa che, sia se è segregata che se non lo è, può accedervi?
Sarebbe più equo che, se la palestra vicina è per sole donne, quella precedentemente aperta a tutti diventi per soli uomini, in modo che questa disparità si risolva.

Lavoro. Ovviamente i lavori a maggioranza maschile sono “maschilisti” e tale proporzione va cambiata, quelli a maggioranza femminile, inclusa l’opzione di lavorare a casa come casalingh* e di essere mantenut*, no, quelli devono restare così.

Centri antiviolenza. Ah, questi sono proprio il peggio del peggio, perchè ovviamente sei una vittima maschile? Ah sticavoli, “le donne non possono vedere gli uomini che si riattiva loro il trauma”. In primis, che idiozia, come ci arrivano al centro? Camminando o prendendo la macchina ma comunque passando per la strada, dove qualche uomo c’è.
In secondo luogo, se è per l’aprirsi basta creare delle porte, separazione di spazi, ecc.
Infine, immaginiamo una simile scusa al contrario: “gli uomini non possono vedere le donne che si riattiva loro il trauma”. Chiunque lo prenderebbe per un’affermazione di valutare i bisogni delle vittime maschili, e degli uomini più in generale, come più prioritari di quelli delle donne.
E infatti i centri antiviolenza per donne stanno ovunque, quelli per uomini non esistono, e quelli che accolgono anche uomini accolgono anche donne.
Come dicevamo, gli spazi maschili non esistono.

– Infine, club solo per sole donne sono considerati “safe space” e progressisti, mentre quelli per soli uomini sono ritenuti essere “maschilistiiih!”.

In India, a questa lista ormai si stanno aggiungendo anche i templi. I templi per sole donne vanno bene e se ci vuoi entrare da uomo ti dicono “cambia religione tu, non forzarle a cambiare la tradizione!”, quelli per soli uomini devono invece aprire alle donne, perchè chissene frega della religione, al punto che vediamo donne musulmane combattere per la loro estensione, anche quando il loro culto è un altro.

Ma il principio è lo stesso: gli spazi femminili sono invalicabili, se li valichi sei un depravato/sessista/whatever, gli spazi femminili sono solo per donne e sono sacri. Quelli maschili, al contrario, o non esistono o se esistono sono de facto aperti anche alle donne.

Se questa è parità…

Nel frattempo, solidarizziamo con i nostri amici indiani e sventoliamo anche noi una bandiera di lutto per questo triste giorno, in cui il tempio di Sabarimala ha dovuto chiudere le porte per colpa di chi vuole invadere spazi non propri per un’uguaglianza solo femminile e non anche maschile. Che Ayyappa ci aiuti.

sabarimala2

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...