Bufale sugli MRA

doppi-standard

Demoliremo oggi una critica fatta dai nostri oppositori riguardante il Movimento per i Diritti degli Uomini (MRM).
Per farlo citeremo stralci dell’articolo rappresentativi delle argomentazioni contro gli attivisti per i diritti degli uomini (MRA).
Iniziamo subito:

Il MRM ha scatenato anche la reazione di altri attivisti per i diritti degli uomini dopo la strage in California, quando è venuto alla luce che l’omicida Elliot Roger era legato movimento e aveva postato su numerosi blog e forum misogini. In rispostale organizzazioni in difesa delle vittime di sesso maschile hanno cominciato a prendere le distanze dal movimento e non desiderano essere pubblicamente associate ad esso.

In primis, Elliot Rodger non era in alcun modo legato con il MRM, non si è mai definito tale e difatti, oltre a 2 ragazze, ha ucciso anche 4 giovani: George Chen, di 19 anni; Cheng Yuan “James” Hong, di 20 anni; Weihan “David” Wang, di 20 anni e Christopher Michaels-Martinez, anche lui di 20. Per quale assurdo motivo un attivista per i diritti degli uomini se la sarebbe presa con degli uomini?
Rodger era invece legato al movimento dei “pick-up artists”, che non ha alcun collegamento con il MRM, ma è costituito invece da persone dedite a descrivere modi con cui sedurre le donne (talvolta utilizzando anche tecniche pseudoscientifiche come la PNL).

quando protesti contro le “false accuse di stupro” come se tutte le accuse di di stupro fossero falsenecessariamente invalidi tutto ciò che si potrebbe cercare di realizzare.”

Attendere la condanna definitiva di un giudice e agire in virtù del principio di presunzione di innocenza è un atteggiamento che lo stesso sistema legale supporta, è forse anch’esso misogino nel farlo?
Non diciamo che ogni accusa sia falsa, diciamo semplicemente che andrebbero contrastate le false accuse al pari degli atti di violenza.
Agire contro la violenza sessuale e agire contro le false accuse in che modo andrebbe in contraddizione?
Siamo totalmente solidali con le vere vittime di violenza, e proprio per questa ragione non possiamo sopportare chi se ne prende gioco strumentalizzando questa terribile esperienza per i propri disonesti fini.

 tendono a soffocare le voci di uomini più moderati e filo-femministi che lottano per quelle importanti questioni sociali che colpiscono gli uomini,come l’abuso sessuale nelle carceri, i diritti di custodia dei figli

Qui vi è una contraddizione assai forte: se si è a favore dei diritti di custodia dei figli, perchè la stesa autrice nella quasi totalità degli articoli della sua pagina si schiera apertamente contro l’affido condiviso, con arrampicate sugli specchi che fanno rigirare nella tomba Bowlby, e che non tengono assolutamente conto degli effetti deleteri sui bambini del distacco dai propri caregiver?
Se si dice di essere a favore di tali diritti da una parte, perchè poi li si ostacola dall’altra?

Nel frattempo, altri uomini moderati hanno iniziato a creare comunità in rete, concentrandola loro attenzione sull’evoluzione del ruolo degli uomini nella società contemporaneaAdesempioThe Good Men Project (GMP) è un canale che permette agli uomini di raccontarestorie sui momenti salienti della loro vita nella speranza di sollecitare una conversazionenazionale su cosa significhi essere un uomo buono nel 21° secolo”.

GMP lascia pochissimo spazio alle rivendicazioni dei diritti maschili, vi è solo qualche accenno in tutto il sito. Parlare degli uomini non significa automaticamente parlare dei diritti degli uomini, così come parlare delle donne non coincide con l’organizzare manifestazioni per il diritto all’aborto.
D’altra parte anche associazioni che non attaccano direttamente il femminismo, come la Canadian Association For Equality (CAFE), hanno ricevuto da attiviste femministe varie contestazioni – anche intimidatorie e di minaccia – sebbene sul loro sito è visibile che l’unico obiettivo che si prefigge tale associazione – che si occupa, tra l’altro, anche di contrasto all’omofobia e di diritti GLBT – sia l’uguaglianza di genere.
Sembra dunque che dia fastidio qualsiasi movimento che prenda in considerazione le istanze maschili, e non solo quelli antifemministi.

Men Can Stop Rape”ad esempiosi propone di porre fine alla violenza sia contro le donne che contro gli uomini organizzando laboratori sulle molestie sessuali e offrendo consulenza ai maschi perpetratori di violenza.

In primis il nome: “gli uomini possono fermare lo stupro”. Da movimento umanista ed egualitarista lo riteniamo altamente discriminatorio, e chiederci di accettarlo sarebbe come chiedere ad associazioni antirazziste di approvare una fondazione denominata “gli immigrati possono fermare il furto”. Razzismo, sessismo, cambia forse qualcosa?
In secondo luogo, perchè non offre consulenze anche alle donne perpetratrici di violenza, dato che colpisce in egual misura sia uomini che donne?

Mentre i “What Men Can Do” sono attivisti antiporno di sesso maschile, i quali ritengono che la rappresentazione del sesso nel porno sia fallocentrica” e danneggi sia gli uomini che le donne, riducendo le ragazze a oggetti sessuali e contribuendo ad aumentare la violenza sessuale e la misoginia.

Ma queste sono rivendicazioni femminili. Non vedo come potrebbero tali associazioni sostituire organizzazioni per l’uguaglianza di genere e il contrasto al sessismo verso gli uomini. O forse vanno bene soltanto associazioni maschili che combattano per i diritti delle donne?
Sarebbe come approvare solo associazioni femminili che si dedichino a problematiche maschili: una follia.

 “gravi attacchi misogini dedicati a demolire le femministe in particolare e le donnesoprattutto le donne americanein generale

Il MRM certamente ha criticato le femministe, ma mai le donne.
Tra l’altro non tutti i femministi sono donne, ci sono molti uomini femministi, e sono stati criticati anche loro.
Far coincidere femminista e donna è un po’ come far coincidere ambientalisti e ambiente: si possono criticare le politiche degli ambientalisti senza per questo essere a favore dell’inquinamento dell’ambiente.
Semplicemente il movimento femminista agisce solo per i diritti delle donne e parte da una prospettiva ginocentrica, ignorando la situazione corrispettiva degli uomini o addirittura peggiorandola, introducendo leggi non-neutre per il genere. Si potrà obiettare che questo tipo di femminismo non rappresenti la totalità delle femministe, ma di sicuro rappresenta quello espresso dalle principali associazioni e dalla letteratura femminista, ad esempio la NOW è apertamente in contrasto con l’affido condiviso e ogni autrice femminista parla apertamente di Patriarcato (e non anche di Ginocentrismo o almeno Bisessismo).

Gli anti-femministi sono stati collegati al neoconservatorismo

In realtà il tradizionalismo è in contrasto con l’Attivismo per i Diritti degli Uomini, perché il nostro fine è proprio liberare gli uomini dai loro ruoli di genere, non rimarcarli, quindi questa obiezione non ha senso.

Il gruppo antifemminista più noto e influente in questo momento è “A Voice For Men”(AV4M) che vanta mezzomilione di visite al mese, grazie alla sua retorica che rasenta l’apologia dello stupro

Essere scettici prima di mettere una persona alla gogna pubblica è diverso da essere apologeti dello stupro.
Soprattutto se ci sono dei precedenti, come in questo caso. Lo stigma sociale ha portato al suicidio Tom Acton, 16enne falsamente accusato di aver stuprato una ragazza per aver raccontato alla polizia degli spacciatori di droga nella sua città.
Un altro caso è quello di Luke Harwood, 18enne, che è stato picchiato a morte da una gang per una falsa accusa di stupro e un’altra vicenda simile è quella di Stephen Lyne, 17enne, ucciso a seguito di un’accusa di stupro che si rivelerà poi falsa.
Casi di false accuse non succedono solo per questo ambito, Casey Anthony, ad esempio, è stata falsamente accusata di aver ucciso la figlia, e nessuno le ridarà quella dignità tolta nel momento più triste della sua vita.
Gente uccisa, spinta al suicidio, parenti che nel pieno della disperazione per la perdita dei loro cari sono al contempo accusati di esserne gli autori… tutta questa è gente vera, reale. Non si parla di ideologie, ma di persone vere, vive, a cui viene rovinata la vita, mentre ancora qualcuno si sta chiedendo se sia giusto parlarne o sia meglio ignorare il tutto, far finta che non esista per non andare contro il politically correct.
Ma sono persone, esseri umani con lo stesso diritto a vivere una vita decente come me e i nostri oppositori. Gente che ha bisogno di qualcuno che li difenda: se non noi, chi? Chi lotterà per loro? Coloro che innalzano un’idea più delle reali necessità delle persone? Non credo proprio.

Questo non sorprende, considerato quanto questo sia attualmente caratterizzato dall’odio verso le donne.

Noi non possiamo odiare le donne, dato che tra i nostri aderenti abbiamo donne come:
Erin Pizzey, Alison Tieman, Janet Bloomfield, Dr. Tara Palmatier, Dr. Helen Smith, Suzanne Venker, Karen Straughan, Janice Fiamengo, la sen. Anne Cools, Suzanne McCarley, Barbara Kay, Dianna Thompson e Hannah Wallen.
Invito tutti a cercare informazioni su queste donne. A leggere cosa scrivono e a chiedersi:
Queste donne sembrano essere altro che persone intelligenti, autonome, che hanno avuto successo? Sembrano essere ossequiose verso gli uomini?
O fieramente indipendenti e competenti? Non sono proprio quello che le femministe promettevano che le donne sarebbero state libere di diventare?
Fra di loro c’è la donna che ha fondato il primo centro anti-violenza; c’è la prima senatrice nera nell’America del Nord…
Sarebbe mai possibile che questo gruppo di donne attive nella società ed indipendenti avrebbe motivi di collaborare con uomini che le odiano e che vogliono levar loro diritti?
La donna che ha fondato il primo centro anti-violenza vorrebbe ora sostenere la violenza?
In secondo luogo, nessuno attacca le femministe in quanto attiviste per i diritti delle donne, ma perchè a capo delle organizzazioni femministe vi è gente che impedisce di parlare dei diritti degli uomini, e la letteratura femminista considera l’agire per i diritti degli uomini quasi un anatema.
La NOW, ad esempio, si è apertamente schierata contro l’affido condiviso, molte associazioni a capo del femminismo in India hanno protestato contro l’estensione della legge contro la violenza sessuale anche agli uomini vittime di violenze, vi sono state contestazioni contro eventi di prevenzione del suicidio maschile (cosa avranno mai di tanto misogino tali eventi?), alcune figure di spicco del movimento hanno deriso apertamente le vittime maschili di suicidio, ad Erin Pizzey sono arrivate ad ucciderle il cane e a minacciarle di morte i figli piccoli, tanto da costringerla ad andare in America.
Non si può pretendere che un simile comportamento venga accettato passivamente. Non si possono compiere certi atti e poi pretendere che non si scateni una risposta.

C’è da chiedersi inoltre perchè ci attacchi un sito che ci cita solo gruppi maschili per le questioni femminili come “alternativa” al MRM e che è contro l’affido condiviso? Perchè noi siamo per l’uguaglianza.
Quando le grandi associazioni femministe verranno in piazza con noi a chiedere uguali diritti anche per gli uomini (gli stessi diritti che – dice l’articolo a cui rispondiamo – a parole sostengono), saremo lieti di averle come alleate.
Cosa aspettano? Perchè non lo fanno? Perchè non richiedono che le leggi diventino neutre per il genere, non lottano per l’affidamento condiviso e per l’apertura di centri antiviolenza per uomini (o almeno inclusivi delle vittime di entrambi i generi)?
Non siamo dunque noi che escludiamo loro, ma loro che escludono noi.

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