Perché un registro degli stupratori aumenterebbe gli stupri

Recentemente vi sono state associazioni (come “Preferenziale Rosa”) che, a seguito dello stupro della tassista a Roma, hanno richiesto di istituire un registro degli stupratori, adducendo la motivazione per cui chi compie simili atti non avrebbe più diritto alla riservatezza dei dati.
Questa proposta, sebbene comprensibile, è da rifiutare nettamente per motivazioni sia pratiche che etiche.
Partiamo con le prime:
Una persona che esce dal carcere dopo aver scontato la propria pena e che cerca di rifarsi una vita, come riuscirebbe a farlo laddove la sua persona fosse associata all’atto commesso? Quasi certamente ciò significherebbe l’assenza di un lavoro e quindi povertà. Si dà il caso che la povertà sia uno dei maggiori predittori di criminalità, quindi tale stigma spingerebbe a commettere ulteriormente atti antisociali e quale crimine più di quello che si è già commesso, vale a dire lo stupro? In sintesi tale mossa aumenterebbe ancora più la reiterazione del reato.
Passiamo adesso alle motivazioni etiche:
1) Il carcere ha – ufficialmente – funzione educativa, non punitiva, pertanto una persona uscita da esso dovrebbe essere migliorata e sapersi reintegrare nella società. Se non la si vuole reintegrare subito per questione di sicurezza, si richieda una pena aggiuntiva al reato perché abbia maggiori possibilità di essere rieducato, non si capovolga la funzione stessa dell’incarcerazione. Ma una persona ha il diritto a rifarsi una vita, non ha senso altrimenti toglierla dal carcere per non farla vivere da persona libera. La maggiore pena in caso di reiterazione del reato va ovviamente conservata al fine di scoraggiarne la ripetizione, ma l’informazione del reato commesso non deve essere di dominio pubblico, semmai solo delle autorità competenti.
2) Uno strumento di pubblica gogna aumenterebbe sicuramente le false accuse, in quanto diventerebbe un più allettante modo di vendicarsi di una persona per cui si prova astio. Ricordiamoci la storia e gli effetti che il sistema inquisitorio utilizzato nella caccia a streghe, eretici, ecc. ha avuto nell’eliminare personaggi sgraditi.
3) Aumento dei suicidi a seguito dell’impossibilità di rifarsi una vita: qualcuno dirà “chissene frega, è uno stupratore”. Benissimo, ma allora cosa distingue questo da una pena di morte diretta? Eppure tale sistema è stato ripudiato dall’Italia e dalla maggior parte dei Paesi civili, e moltissime organizzazioni per i diritti umani (pensiamo ad esempio ad Amnesty International) si prefiggono proprio l’abolizione della pena capitale nell’intero globo. Una simile misura, dunque, andrebbe in pieno contrasto con i Diritti Fondamentali Umani.
4) Assenza di un registro per chi compie false accuse: un registro simile che non includesse le persone che costruiscono false accuse di reati sessuali sarebbe sicuramente incompleto e discriminante verso le persone erroneamente inserite nel primo registro, dato che i loro calunniatori non potrebbero subire lo stesso trattamento riservato ad essi.
5) Aumento della giustizia fai-da-te. A seguito di false accuse di stupro vi sono stati casi di suicidi, aggressioni, omicidi e linciaggi pubblici, che non possiamo ignorare.
 
Ricordiamo tra i tanti: 
  • Stephen Lyne, 17 anni, pugnalato a morte nel 2009 a seguito di una falsa accusa di una ragazza diciottenne (che poi ha confessato di aver mentito):

    stephen

  • Luke Harwood, 18 anni, picchiato a morte da una gang, che gli ha tagliato le dita e tolto i denti dal corpo, a seguito di una falsa accusa di una ragazza di 21 anni. Anch’essa ha poi confessato la sua bugia:

    luke

  • Tom Acton, 16 anni, spinto al suicidio a seguito di bullismo dovuto a false accuse di stupro nei suoi confronti sparse dagli spacciatori del suo quartiere che aveva denunciato:

    tom

  • Syed Khan, 35 anni, accusato di stupro. Il 5 marzo 2015, una folla di 7000-8000 persone assalta la prigione di Dimapur e lo tira fuori. Viene spogliato, preso a calci, lapidato e poi impiccato mentre la gente lo riprende con il telefonino. Il 6 marzo le telecamere dell’hotel dove sarebbe avvenuto lo stupro vengono esaminate e viene visto che la donna accompagna l’uomo sia all’entrata che all’uscita senza timore, anzi. Il 7 marzo vengono esaminati i reperti medici, che dimostrano l’assenza di violenza. Delle migliaia di manifestanti, sono stati arrestati solo 22:

    linciaggio

  • Vi sarebbero anche molte altre false accuse di stupro che si sono risolte in tragedia, ma cambiamo argomento per un attimo e parliamo anche di casi come quello di Jeetu, 22 anni, di casta Dalit (cioè Paria), accusato di aver compiuto un approccio molesto in stato di ubriachezza verso una ragazza (non risulta l’abbia toccata, ma esclusivamente seguita). Per questo è stato picchiato a morte da una folla. Anche se fosse stato colpevole… davvero crediamo sia questa la giusta punizione?

    linciaggio2

  • O parliamo invece di casi come quello di Christian Adamek, un ragazzino che per giocare ha corso nudo in un campo di calcio. Uno scherzo, uno scherzo qualunque che però gli ha fatto rischiare l’inserimento nel Registro dei Sex Offenders. Per evitarlo si è suicidato. Aveva 15 anni:

    Christian-Adamek

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