Uomini e faccende domestiche

lavoro

Traduzione e adattamento del post “Hombres y reparto de las tareas domésticas” di “¿Quién se beneficia de tu hombría?“:

“Una delle principali critiche per quanto riguarda i rapporti di genere è che, anche se le donne sono entrate nel mercato del lavoro, continuano a prendersi cura delle faccende domestiche. In questo post vorrei discutere quanto vi sia di vero in ciò e quali sono le possibili cause di questa situazione.

Non userò studi o report, ma farò affidamento sulla mia esperienza personale, così come sui commenti relativi alle relazioni di genere tra familiari, amici, conoscenti e altre persone con le quali ho cercato nei luoghi in cui ho vissuto. Questo perché gran parte di quello che dico può difficilmente essere trovato in qualsiasi documento.

Quello che sto per dire non è la situazione di tutto il mondo, ma nella mia esperienza sono casi abbastanza generalizzati.

Quali compiti fanno gli uomini:

Si ritiene generalmente che gli uomini non facciano lavori di casa, o che al massimo “aiutino”. Tuttavia, questo dipende dalla nostra definizione di lavori domestici, dal momento che gli uomini tendono a caricarsi più di quanto pensiamo (e ciò non viene contato normalmente negli studi che si occupano di registrare il tempo dedicato alle faccende domestiche da parte di ciascun genere, non essendo considerate queste faccende domestiche, n.d.T.).

Compiti routinari:

  • Guidare per altri membri della famiglia
  • Occuparsi del mantenimento dell’auto (riempire la benzina, riparazioni, pulirla, ecc.)
  • Installare, mantenere e gestire apparecchiature elettroniche (televisione, DVD, videogiochi, ecc.)
  • Alzarsi nel mezzo della notte quando vi sono rumori per assicurarsi che non ci siano intrusi
  • In alcuni Paesi, come gli USA, ccuparsi dell’esterno del domicilio (tagliare il prato, togliere le erbacce, ecc.)

Compiti non routinari:

  • Spostare mobili
  • Effettuare riparazioni in casa, come cambiare le lampadine, riparare il tetto, il rubinetto, ecc.
  • Pitturare le pareti
  • Ristrutturare casa (aggiungere un’altra stanza, etc.) e lavori in casa di elettricità, con il legno, ecc.
  • Montare mobili ed elettrodomestici che richiedono il montaggio

Negli ultimi decenni, gli uomini sono sempre più coinvolti in faccende tradizionalmente femminili, come la pulizia, lavare i piatti, lavanderia, stirare, cucinare o prendersi cura dei figli, così come ci sono donne che partecipano a lavori tradizionalmente maschili. Ora, perchè gli uomini (di solito) non contribuiscono, come richiesto spesso, al 50% nelle faccende tradizionalmente femminili?

Situazione lavorativa:

Dalle mie osservazioni sulle coppie che ho conosciuto posso dire due cose:

Ciò, ovviamente, va ad avere un impatto sulla quantità di ore e sullo sforzo che possono investire in lavori tradizionalmente femminili.

Altri motivi:

Spesso si crede che le ragioni per cui il maschio non partecipa di più nei lavori di casa è perché sfrutta i ruoli di genere tradizionali per eludere tali responsabilità. O in altre parole: perché gli uomini sono pigri, almeno quando si tratta di questo.

Certamente ci sono uomini che corrispondono al profilo descritto sopra, ma la realtà è molto più complessa di quella che taluni vorrebbero farci pensare. In seguito mi limiterò a descrivere alcuni dei motivi che spesso vengono trascurati e che non hanno nulla a che fare con la pigrizia.

  • Titolarità territoriale della casa. Quando la coppia acquista una casa o affitta un appartamento, la donna decide come vuole decorare e organizzare lo spazio. Per esempio mi ricordo di una donna che mi disse di essersi sentita infastidita perché il marito aveva insistito su una sorta di decorazione in particolare (moderna), mentre lei preferiva qualcosa di più tradizionale. Affermava che non avrebbe dovuto mettersi in mezzo in queste cose e doveva lasciarle a lei. Alla fine ottenne quello che voleva, perché la società e la tradizione sono state dalla sua parte. Di conseguenza, quando la donna definisce la casa come uno spazio sulla cui immagine e organizzazione detiene un diritto esclusivo, è logico che l’uomo perda interesse nel mantenerla perché forse non può servire le proprie necessità altrettanto bene di come se avesse avuto qualcosa da dire o avesse riflesso la propria personalità. A questo proposito è interessante notare il fenomeno che gli anglosassoni chiamano man caves, che si possono trovare anche nei luoghi del mondo ispanico con il nome di “caverne degli uomini”. Si tratta di luoghi della casa (una cantina o un garage) o all’esterno (un pagliaio) riabilitati e appropriati per l’uomo da utilizzare a suo piacimento, rispetto al resto della casa, organizzato e arredate secondo il gusto della donna. A volte sono anche costruiti direttamente dall’uomo se dispone di terreno per esso. In futuro ci occuperemo di questo fenomeno più in profondità, dato che ci fa capire che l’uomo può sentirsi alienato a casa propria e necessita di creare uno spazio per se stesso.

Man-Cave

“Caverna per uomini” in un garage

  • Diversi standard di pulizia. Anche se non è sempre il caso, a causa di fattori culturali, uomini e donne hanno spesso differenti standard di pulizia. Mi ricordo di un amico che ha vissuto nel proprio appartamento e spolverava una volta ogni tre settimane. Quando la sua ragazza si trasferì a vivere con lui, gli chiese che tale pulizia venisse effettuata una volta a settimana. Il mio amico, che non aveva problemi a farlo con il 100% di pulizia seguendo i propri criteri, finì facendone 1/3 perché la sua ragazza determinò che questa spolverata dovesse essere settimanale. Inoltre trovai sorprendente che, essendo lei quella che si spostava a casa del mio amico, non avesse tardato a imporre le proprie regole, il che la dice lunga sulla percezione che molte donne hanno della casa come un loro spazio esclusivo.
  • Complicazioni nello stile di vita. Collegandoci con il punto precedente, a causa della nostra socializzazione o delle aspettative culturali, molti uomini tendono ad adottare semplici abitudini come cucinare, lavare i vestiti, ecc. L’uomo pensa che i piatti, la roba da lavare, ecc. saranno semplicemente raddoppiati quando si sta in coppia, ma la verità è che questa seconda persona (la donna) riempie il lavello molto più frequentemente e con molte più pentole e padelle, oltre a inondare il cesto della biancheria, che comprende anche il bucato a mano (che molti uomini non fanno) che ha bisogno di essere trattato delicatamente, non si può nell’asciugatrice, ecc. Complicazioni che l’uomo non aveva quando lavava i suoi vestiti. Non è sorprendente che un uomo che spende più ore di lavoro di sua moglie (la norma nella mia esperienza) creda che sia giusto che chi ha la maggior parte delle pentole o vestiti sporchi e maggiori complicanze formate in queste aree sia chi principalmente si occupi di tali compiti.
  • Pressione ad avere figli. Ci sono molti uomini che sono messi sotto pressione dalle loro partner ad avere figli prima che si sentano pronti. L’argomento più ricorrente da parte della donna è che più passa il tempo più è difficile avere figli, spingendo l’uomo ad averne, sebbene lui non creda che sia la decisione migliore al momento o, come già detto, non è preparato a diventare padre. A volte questa persona non vuole avere bambini od occuparsi di loro, ma comunque è d’accordo, perché “è sempre stato così”. Per questi uomini, se la donna vuole avere un figlio che non desiderano in quel momento, sarà comunque lei che avrà a che fare con lui per la maggior parte del tempo, forse perché non è stata una decisione unilaterale della donna, ma in molti casi è la sensazione che ha lasciato loro, perché l’alternativa può essere quella di porre fine alla relazione.
  • Esclusione del padre nella crescita dei figli. Ci sono anche casi in cui l’uomo si è interessato ad avere figli e metter su famiglia. Di fatto vuole partecipare nella crescita il più possibile, ma a volte è la donna stessa che chiude la porta. In alcune culture, inclusa la nostra, il bambino è considerato della madre (e vagamente del padre), perchè lei lo ha partorito e si sente autorizzata a prendere tutte le decisioni in questo settore, dai vestiti alla scolarizzazione. Di fatto, a volte la dedizione al figlio serve per tagliare i rapporti personali con il padre, che si sposta e marginalizza in questa relazione madre-figlio/a. Ovviamente, per un uomo che si aliena in questo modo sarà molto difficile partecipare nella cura dei figli.
  • Perfezionismo. A volte l’uomo collabora nelle faccende domestiche come meglio può, ma o per mancanza di abitudine (istruzione conservatrice) o per differenza di standard, la donna non è soddisfatta del suo lavoro e lo critica costantemente fino a che non fa esattamente il lavoro domestico come vuole lei. Questo fa sì che spesso l’uomo si senta frustrato e concluda dicendo “fallo tu”.

Probabilmente mi mancano altri motivi, ma al momento spero che questo articolo ampli la nostra prospettiva sulla partecipazione e la non partecipazione dell’uomo nei lavori domestici.

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