Diritti degli Uomini

obiettivi

Quali sono gli obiettivi del Movimento Mascolinista? Eccone alcuni tra i principali:

  • Campagne contro la violenza sugli uomini;
  • Campagne contro la violenza domestica sugli uomini;
  • Campagne contro la violenza sessuale sugli uomini;
  • L’estensione dei servizi telefonici, dei rifugi, dei centri e degli sportelli antiviolenza agli uomini;
  • La condanna pubblica verso pubblicità misandriche (dove ad esempio si legittima o si ride di trattamenti degradanti verso gli uomini come schiaffi, calci ai genitali, e dove vengono affermati i soliti stereotipi sessisti dell'”uomo stupido o violento” e così via), al pari di quella esistente verso le pubblicità misogine che sfruttano il corpo delle donne;
  • Il riconoscimento dei diritti riproduttivi maschili, come la possibilità di rinunciare alla paternità nel periodo in cui alla donna è concesso di ricorrere all’aborto;
  • Abolizione del mantenimento alle stupratrici da parte delle vittime maschili di violenza sessuale, che ancora è concesso in molti Paesi (qui un esempio di sentenza di questo tipo in California, negli USA);
  • Il riconoscimento da parte degli organi statali e giuridici del reato di stupro anche laddove la vittima che lo subisce sia un uomo o un ragazzo/bambino, che in molti Paesi ancora non avviene;
  • L’equiparazione delle pene a parità di reato tra uomini e donne istituendo un osservatorio (visto che i dati ci confermano che gli uomini abbiano – a parità di reato – condanne il 63% più severe [Starr, Sonja B., Estimating Gender Disparities in Federal Criminal Cases (August 29, 2012). University of Michigan Law and Economics Research Paper, No. 12-018.]);
  • La sostituzione delle discriminazioni positive – metodiche che vanno in contrasto con la meritocrazia e che sono di per sé sessiste – con l’istituzione di comitati etici/osservatori sulle discriminazioni nei posti di lavoro, formati in egual numero da uomini e da donne, che abbiano la facoltà di multare gli atteggiamenti sessisti nell’assunzione e nel salario a parità di merito, di sforzo e di lavoro;
  • La protezione della paternità nelle leggi e nella costituzione, al pari della maternità;
  • Il riconoscimento dei diritti di congedo di paternità e/o adozione;
  • L’istituzione del reato di frode di paternità ed equiparazione alle altre frodi nel trattamento e nelle pene;
  • L’effettuazione del test del DNA per ogni nascita o se richiesto da uno qualunque dei genitori;
  • L’obbligo di avviso del padre e possibilità di diventare genitore unico del bambino se la madre sceglie di dare in adozione il figlio alla nascita;
  • L’equiparazione delle pene della madre a quella del padre nel reato di infanticidio e l’aumento della pena verso i genitori autori di questo delitto rispetto a quella riservata a sconosciuti;
  • La lotta ai genocidi di genere e alla violenza di genere contro gli uomini nelle situazioni di conflitto internazionale, compresa la violenza sessuale e il massacro selettivo per il sesso;
  • Abolizione, in tutti gli Stati, della coscrizione militare maschile forzata;
  • L’estensione della composizione delle Commissioni Regionali Pari Opportunità anche agli uomini in egual numero;
  • L’affido condiviso e la condanna nei confronti del genitore che plagia il figlio nei casi di separazione e/o divorzio;
  • Il cambiamento delle leggi palesemente sessiste come quelle che regolano il diritto al congedo di maternità (e non anche a quello di paternità), alla legge sull’infanticidio (in cui la madre ha una pena minore del padre), alle leggi sulle azioni positive, all’articolo 14 della legge 53/2000 su norme specifiche per le lavoratrici madri (che non contempla i padri), alla richiesta di motivazione per l’assunzione di un maschio nella scelta di due persone di sesso diverso con pari qualificazione (e non piuttosto alla richiesta di motivazione per entrambi), agli articoli della costituzione che proteggono la maternità ma non la paternità, e così via (per maggiori informazioni clicca qui);
  • Il cambiamento delle norme sessiste all’interno dei regolamenti delle compagnie di trasporti (si veda ad esempio il caso della British Airways, che permette alle donne di sedersi in aereo accanto a minorenni non accompagnati ma lo nega agli uomini, per norme anti-pedofilia che andrebbero ampliate anche agli adulti di sesso femminile, o dei vagoni “per sole donne”, presenti anche in Italia sulla linea Venezia-Monaco), che andrebbero sostituite con la presenza intensificata di forze dell’ordine nei luoghi in cui si è riscontrato un elevato tasso di violenza, per la protezione di tutti i cittadini e non solo di quelli appartenenti ad uno specifico sesso;
  • Multe e/o osteggiamento verso qualsiasi atteggiamento sessista (anche ad esempio l’accesso a servizi con “promozioni speciali” per le donne) nei confronti degli uomini così come accade nel caso di trattamenti misogini;
  • Garanzia d’anonimato per gli accusati di violenza fino a condanna definitiva, dato che ormai sia da una parte (nei casi di stupro) che dall’altra (nei casi di infanticidio) si tende a far apparire come colpevole una persona solamente accusata, il che va a creare uno stigma sociale (ma talvolta anche vere e proprie aggressioni, suicidi e omicidi) verso un individuo che – per legge – è innocente fino a condanna definitiva e che può interferire con la stessa imparzialità del processo;
  • Adeguate e certe condanne penali per coloro che fanno false accuse di violenza (di qualsiasi tipo contro chiunque);
  • Campagne di prevenzione al suicidio (che colpisce in prevalenza uomini);
  • Campagne contro l’abbandono scolastico (che colpisce nella maggioranza dei casi i maschi);
  • Rendere neutri per il genere gli incentivi nell’assunzione. Infatti, il suicidio per ragioni economiche rappresenta un fenomeno quasi esclusivamente maschile (95%), inoltre in Europa la diminuzione dell’occupazione maschile è generalizzata: tra il 2008 e il 2013, la dinamica occupazionale europea è stata caratterizzata da un calo del 4,4% per gli uomini, e dalla sostanziale tenuta a livello dell’occupazione femminile, diminuita di appena lo 0,4%. Infine, i senzatetto sono, in più dell’80% dei casi, di sesso maschile;
  • Rendere i programmi statali e internazionali neutri per il genere o accompagnati da un equivalente maschile. Mentre per i programmi per madri single, per la violenza domestica o per la ricerca sulle malattie gran parte dei soldi statali vanno all’aiuto delle donne, gli uomini non hanno la stessa assistenza. Dovrebbero essere estesi anche agli uomini rendendo tali programmi neutri per il genere o, laddove ciò non sia possibile (ad esempio nel caso della ricerca medica, essendovi patologie sesso-specifiche), sarebbe necessario che includessero sia donne che uomini;
  • Campagne per ridurre il divario tra uomini e donne nel campo della salute e nell’aspettativa di vita, soprattutto considerando che secondo i dati dell’OMS questa disparità è andata crescendo nel corso dei decenni;
  • Campagne e azioni atte a contrastare le morti sul lavoro (che sono in maggioranza di uomini), prevenzione degli incidenti e assistenza psicologica gratuita successiva all’infortunio.
  • Campagne di sostegno e sensibilizzazione sulle vittime maschili di tratta e sfruttamento della prostituzione, spesso ignorate e il cui numero effettivo è fortemente sottoriportato.

quindi odi

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